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Allarme della Corte dei Conti
Aggiornamento 20/03/2009
Articolo prima pagina di Vittorio Feltri su Libero
http://www.libero-news.it/articles/view/530011
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Aggiornamento del 19/03/2009
riceviamo e volentieri pubblichiamo pb (s.n.g.n.r.)
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I derivati: un cappio al collo dei Comuni!
Mario Lettieri, già sottosegretario all’Economia nel governo Prodi Paolo Raimondi, economista
Roma, 18 marzo 2009
Un mese fa la Corte dei Conti denunciò “l’uso sconsiderato di derivati finanziari da parte degli enti locali” e fece appello ad adottare un “principio di prudenza per i contratti derivati finalizzati alla ristrutturazione del debito degli enti locali”. Ma i richiami alla trasparenza, alla certificazione e a una maggiore qualifica degli operatori coinvolti non bastano per affrontare l’emergenza della crisi. I dati di fine anno 2007, riportati nelle recenti audizioni della Commissione Finanze del Senato, indicano 41 miliardi di euro in derivati su un debito totale dei comuni, delle province e delle regioni pari a 82 miliardi. Cioè il 50% -- per i soli comuni la cifra sale percentualmente al 58% del loro debito totale.
Negli anni passati molti amministratori locali di tutte le tendenze e colori politici hanno pensato di riorganizzare il debito dei loro enti anche attraverso operazioni in derivati swap, che permettevano loro di diluire nel tempo il pagamento dei debiti e, in molti casi, addirittura di negoziare un montante del debito maggiore e di incassare subito la differenza in cash.
Essi avrebbero fatto bella figura con i loro concittadini perché avevano più soldi da spendere!
Gli intermediari finanziari però non avevano detto loro cosa prevedeva il derivato. In particolare non avevano detto che negli anni a venire e per decenni i bilanci degli enti sarebbero stati soffocati dalla bolla degli interessi da pagare alle banche. In verità molti amministratori locali sono stati vittime di una vera e propria “circonvenzione di incapace”. Altri, pochi, hanno partecipato a vere e proprie truffe su cui le Procure stanno indagando. Per loro ci sarà il giudizio del voto e quello della legge.
Infatti, spesso non si tratta solamente di atti finanziari speculativi ad alto rischio, bensì di sottrazione di risorse ai servizi pubblici primari.
In una situazione di crisi finanziaria globale e nazionale ciò si traduce anche in un peggioramento della capacità produttiva, in una perdita di produzione e di lavoro delle nostre PMI e in un generale impoverimento di ampie fasce sociali.
Il Comune di Roma nel 2009 pagherà 200 milioni di euro in più di spese per ammortamento (con maggiori interessi passivi) dell’attuale debito a lungo termine che è stato sottoposto a complesse operazioni di ristrutturazione finanziaria, passando da 420 a 620 milioni di euro. Non solo. Roma infatti dovrebbe continuare a pagare altissimi interessi per questi contratti derivati capestro fino al 2048!
La Procura di Milano indaga da tempo, anche con numerosi avvisi di garanzia, per chiarire contratti in derivati per 1 miliardo e 680 milioni di euro che, secondo varie stime, potrebbero comportare una perdita tra 200 e 300 milioni di euro per il Comune. La Guardia di Finanza di Firenze starebbe acquisendo documenti per un ‘indagine su “alte commissioni e abuso di tassi esageratamente alti” che coinvolge 8 banche e 11 comuni della provincia per derivati pari a 1 miliardo e 700 milioni di euro. Poi ci sono i derivati di Napoli, Torino, fino ai piccoli comuni, e delle principali regioni a cominciare dalla Lombardia.
Naturalmente questi contratti in derivati determinano un grande trasferimento di risorse finanziarie dai bilanci degli enti locali verso le banche. Queste banche, nazionali e soprattutto internazionali, sono le stesse che sono in situazioni di grande crisi proprio per le bolle speculative create dai titoli tossici. Sono sempre le stesse banche che chiedono sostegni finanziari ai governi per salvarsi dalla bancarotta. Chiedono capitali pubblici garantiti dagli stati e quindi dalla collettività.
Come si può quindi tollerare che la collettività paghi due volte? La prima per salvare le banche dalla crisi e la seconda per pagare i derivati sottoscritti con le stesse?
A fronte di tale situazione servirebbe anzitutto bloccare immediatamente le eventuali ulteriori sottoscrizioni di derivati da parte degli enti locali. In seguito, quando le nuove auspicate regole dell’economia e della finanza verranno definite, si decideranno anche metodi e comportamenti che riguardano i vari strumenti finanziari e bancari utili alla stabilità del sistema.
Il Governo dovrebbe individuare altre fonti e altre norme per il risanamento dei bilanci degli enti locali. Intanto lo Stato dovrebbe esigere che le banche, in cambio dell’aiuto pubblico, trasformino i derivati in essere in normali prestiti a medio e lungo termine con tassi di interesse chiari ed equi. Tecnicamente non sarebbe un problema: chi è stato capace di costruire un complicato e poco trasparente contratto derivato, è certamente capace di “decostruirlo”.
Si tratta di non essere succubi dei forti poteri delle banche! E’ una decisione di politica economica che il Parlamento e il Governo possono prendere in pochi giorni e in modo condiviso, liberando in tempi brevissimi notevoli risorse per interventi di sostegno sociale e di investimento locale.
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Aggiornamento del 11/03/2009
CORTE DEI CONTI
SEZIONI RIUNITE IN SEDE DI CONTROLLO
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Indagine conoscitiva sull'utilizzo e la diffusione degli strumenti di finanza derivata e delle cartolarizzazioni nelle pubbliche amministrazioni
Senato della Repubblica
6ª Commissione - Finanze e tesoro
... "Dal complesso delle disposizioni normative si evince che i limiti che devono essere osservati dagli enti territoriali che intendono dar corso ad operazioni in derivati, ad oggi, risultano essere quattro:
1) riduzione del costo finale del debito;
2) riduzione dell'esposizione ai rischi di mercato;
3) accessorietà rispetto a passività effettivamente esistenti
4) contenimento dei rischi di credito assunti.
Anche con la Finanziaria per il 2008 vi è stato un rafforzamento sia dei poteri di verifica esterni che un richiamo agli obblighi di trasparenza che debbono informare la conclusione di questa particolare tipologia contrattuale13.
Da ultimo, un intervento molto più significativo si è avuto con la manovra finanziaria per il 2009.Al fine di meglio valutare le attività poste in essere dagli enti territoriali occorre distinguere, in modo maggiormente analitico, i limiti posti agli enti territoriali in ordine all’utilizzo delle operazioni di finanza derivata nelle operazioni di ammortamento del debito da quelli inerenti la generalità delle operazioni di swap di tasso di interesse."
Dalla tavola [Tavola 5 pag.21] che precede si evince che 736 Comuni hanno concluso operazioni di questo genere e che le Regioni che in termini assoluti sono state maggiormente interessate dal fenomeno sono la Lombardia (93 enti) e la Campania (66 enti), mentre quelle meno interessate sono il Molise (5 enti) e la Liguria (11 enti).
Di particolare interesse è la notazione che ben 82 enti hanno popolazione inferiore ai 2000 abitanti e 181 enti hanno una popolazione compresa fra i 2001 ed i 5000 abitanti.
La conclusione di operazioni di questa complessità e natura da parte di enti territoriali di ridotte dimensioni, anche organizzative, suscita qualche perplessità, come è stato messo in luce in numerose delibere delle Sezioni regionali che hanno rilevato particolari criticità in relazione ai contratti conclusi da questi enti.
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Aggiornamento del 21/01/2009
Agenzia Autonoma per la gestione dell'albo dei Segretari comunali e provinciali Sezione della Lombardia
in collaborazione con
Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale Scuola Interregionale Lombardia, Piemonte, Liguria Organizzano un convegno dal tema: “I DERIVATI FINANZIARI E GLI ENTI LOCALI”
Lunedì 9 febbraio 2009 - ore 9.30 – 13.30 Aula corsi SSPAL – via Servio Tullio n. 4 - Milano
Il ricorso a strumenti finanziari quali i derivati (SWAP) da parte degli Enti Locali è il tema al centro del convegno organizzato da SSPAL – Scuola Interregionale Lombardia Piemonte Liguria – Sede di Milano in collaborazione con AGES Lombardia. Un approfondimento necessario non solo per capire meglio quello che appare ormai un vero scandalo, ma anche per esaminare tutti i possibili strumenti di tutela compresi quelli forniti anche dall’ultima legge finanziaria per arginare ed in alcuni casi contrastare efficacemente gli effetti negativi della c.d. Finanza Creativa Dai relatori verranno fornite preziose indicazioni sia di tipo giuridico, sia di tipo economico- finanziario.
Al convegno sono invitati i Segretari Comunali e Provinciali ed i Responsabili finanziari degli Enti Locali.
Presiede: Giuseppe Marzullo – Responsabile Struttura Interregionale Lombardia, Piemonte, Liguria della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale
Saluti: Stefano Lampertico – Presidente AGES Lombardia
Interventi: Avvocato Francesco Olivieri e Avvocato Cesare Lombrassa
Argomenti: · La natura e la nozione dei contratti “derivati” · I tipi di contratti derivati
La partecipazione è gratuita Le iscrizioni dovranno essere effettuate on line accedendo ai siti web www.sspal.lombardia.it Questa iniziativa si trova all`interno della sezione "Iscrizione alle attività" alla voce "Altri servizi". link diretto per la iscrizione http://89.96.241.21/sspal/index.html Per ulteriori informazioni SSPAL Scuola Interregionale LOMBARDIA, Piemonte Liguria Via Servio Tullio, 4 20121 Milano Tel 02 43981106-43981382 Fax 02 4982784
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Avv. Giuseppe Marzullo Direttore SSPAL Lombardia Daniela Mattioli
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Daniela MATTIOLI (Organizzazione e Segreteria Convegno)
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La situazione reale italiana sui derivati appioppati agli enti locali con le più disparate tecniche di vendita e di incentivazione probabilmente non sarà mai nota, ma almeno un argine gli enti locali potranno presto vederlo con la riscrittura dell'art. 62 del DL 112/2008 che con un emendamento alla Legge Finanziaria 2009 potrà dare agli enti locali un piccolo strumento utile.
Probabilmente verrà disciplinata una clausola di nullità ipso iure nei casi più gravi che scatta quasi in automatico, previa istanza al tribunale competente per territorio.
I responsabili finanziari degli enti locali giocano qui un ruolo determinante insieme con i segretari comunali ed i politici che intendono fare una seria ed accurata valutazione dei contratti in essere, già oggi con gli strumenti a disposizione è possibile valutare tutte le possibilità offerte dal diritto vigente, ovviamente la scelta dello studio legale che deve essere iper-specializzato è fondamentale per una buona riuscita della valutazione ed eventualmente delle contromisure necessarie.
Già oltre un anno fa (16/10/2007) fa questo portale aveva anticipato un breve commento sulla situazione esplosiva con un breve corsivo intitolato "terrore sui derivati" che è stato una diretta conseguenza di una trasmissione informativa della nota giornalista televisiva Gabanelli di Rai Tre nell'eccellente servizio di REPORT proprio sui derivati.
Ci rimane da verificare la portata delle falle nei singoli enti locali e sperare che come ogni buon padre di famiglia il responsabile finanziario insieme con i segretari comunali e provinciali possano dare inizio ad una massiccia operazione di verifica delle condizioni contrattuali cercando una soluzione per quanto possibile vantaggiosa per gli enti locali.
Ovviamente, le pressioni spesso operate dalla parte politica per avere più risorse da spendere e per avere maggiori possibilità di manovra non vanno nella direzione di negare operazioni di finanza creativa, che, a medio-lungo termine non sempre si rivelano buone operazioni.
paolo bertazzoli segretario comunale
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