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o interessi morbosi a dipingere la categoria dei Segretari negativamente anche con palesi bugie?
Comunicato unitario delle seguenti OOSS: F. P. Cgil Nazionale CISL FPS UIL Fed. Poteri Locali Unione Naz.le S. C.e P.
COMUNICATO STAMPA
Il sole 24 ore di lunedì scorso 2.02.2009 ha pubblicato un articolo riguardante il contenuto dell’accordo, in sede decentrata, del 13.12.2008 tra l’Agenzia Segretari e le organizzazioni sindacali rappresentative della categoria, riguardante l’aumento della retribuzione di posizione spettante ai segretari comunali e provinciali, in presenza di precise e stringenti circostanze collegate alla complessità organizzativa, dall’impegno richiesto dalla sede di servizio e nell’eventualità dello svolgimento di specifici incarichi gestionali.
L’articolo ha pubblicato anche delle tabelle che davano conto delle retribuzioni percepite da un segretario tipo prima e dopo l’accordo.
Occorre segnalare che le tabelle, per come costruite non rispondono ai contenuti dell’accordo e se applicate produrrebbero gravi responsabilità di ordine contabile.
Il primo punto da mettere in evidenza è che l’accordo sottoscritto è intervenuto (a modifica di quello precedente sottoscritto il 23.12.2003) per razionalizzare la retribuzione di posizione dei segretari in servizio presso sedi convenzionate, eliminando il rischio di picchi di retribuzione che il precedente rendeva possibile. Esso infatti stabiliva, ponendo comunque rigidi criteri, che la retribuzione di posizione potesse essere aumentata, presso ciascun comune facente parte della convenzione, nei limiti che andavano, per i comuni al di sotto di 3.000 abitanti, fino al massimo del 5%, e da un minimo del 10%, aumentabile fino al 30%, solo se al segretario venivano conferiti incarichi di Responsabile di Servizio, Settore od Area; per i comuni di maggiori dimensioni, era invece stabilito il limite massimo del 50%. In sede di trattativa la controparte esprimeva una posizione rigida sul punto di stabilire, per i comuni di minori dimensioni, il limite di aumento al 5%. Si è così giunti all’accordo di corrispondere l’aumento della retribuzione di posizione per ciascuno dei comuni di minori dimensioni facente parte della convenzione, nell’economia di stemperarne l’inaccettabile irrisorietà, atteso che, nelle sedi di minori dimensioni, si sarebbe trattato, al massimo, dell’importo di circa €35.00 lordi mensili.
In fase applicativa si è verificato che in diverse situazioni il meccanismo, pensato per le realtà più piccole, è stato applicato anche alle realtà di maggiori dimensioni, con la conseguenza, in alcuni casi, di elevare irragionevolmente il trattamento relativo alla retribuzione di posizione, anche se, va segnalato, i relativi corrispettivi erano frutto di decisioni delle amministrazioni comunali. Quindi il nuovo accordo interviene riducendo i costi complessivi dell’accordo precedente
Con spirito di collaborazione, e tenendo conto delle esigenze generali, le organizzazioni sindacali sono addivenute a questo nuovo accordo che ha reso omogeneo il trattamento massimo, definendolo nella misura unica del 50% indipendente dalla consistenza demografica dell’ente.
La notazione che l’aumento della retribuzione vada calcolata tenendo conto della maggiorazione prevista per le sedi convenzionate, richiamata nell’accordo, ha solo finalità esplicative, viste le frequenti difficoltà interpretative degli accordi, e non modifica il contenuto dell’accordo precedente. Esso già stabiliva che l’aumento andava calcolato sulla posizione in godimento, quindi quella derivante dall’applicazione del CCNL, comprensiva della maggiorazione per le sedi convenzionate pari al 25%.
In relazione a quanto precede è chiaro come non abbia significato costruire due tabelle per un paragone tra prima dell’accordo e dopo, perché l’accordo riduce solo i limiti massimi dell’aumento ed ha lo scopo contenere i costi complessivi dovuti all’applicazione dell’accordo stesso.
Si inserisce quindi qui di seguito una tabella, corretta nella procedura di calcolo, riguardante la retribuzione massima, con riferimento al trattamento tabellare ed alla retribuzione di posizione, di un segretario in servizio in una sede singola ed in una convenzionata, omogenea a quella della tabella pubblicata, con consistenza demografica tra i 10.000 ed i 65.000 abitanti:
SEDI SINGOLE SEDI CONVENZIONATE (+25%).
1.TABELLARE
34.949,95
34.949,95
2.AUMENTO 25% TABELLARE
8.737,49
3.RETRIBUZIONE DI POSIZIONE
18.592,45
18.592,45 4.AUMENTO 25% RETRIBUZIONE DI POSIZIONE
4.648,11 SUBTOTALE (3+4) 23.240.56 5. MAGGIORAZIONE DELLA RETRIBUZIONE DI POSIZIONE (MAX 50%)
9.296,22 (50% di 23.240.56)
11.620,28
TOTALE
62.838,62
78.548,28
L’articolo, a cui la presente nota fa riferimento, è l’ultimo di una serie che sembra avere lo scopo ed un interesse quasi morboso a dipingere negativamente la figura professionale dei segretari comunali e provinciali attraverso l’accentuazione solo degli aspetti relativi agli oneri che tale figura produrrebbe. Sarebbe magari interessante (atteso che l’obiettivo contrattuale è e rimane quello dell’equiparazione economica con la dirigenza) che qualcuno pubblicasse delle tabelle di confronto tra il trattamento economico del segretario comunale e quello dei direttori generali a contratto dei comuni per offrire categorie utili alla valutazione del problema dei costi. E’ un metodo intollerabile, ancor più se si considera che da tempo (basta ricordare il contenuto del protocollo d’intesa sottoscritto il 27.11.2007) le OO.SS. hanno dato la loro disponibilità, in sede di rinnovo contrattuale, a ridefinire tutti gli aspetti retributivi, allo scopo di giungere, sia ad una razionalizzazione della retribuzione che riduca l’attuale eccessiva forbice, sia al riconoscimento della loro funzione dirigenziale di fatto svolta in tutti gli enti. Ma la controparte, nonostante abbia sottoscritto questo impegno, continua a fuggire e ad elevare cortine fumogene.
ROMA febbraio 2009
ANTONIO CRISPI DANIELA VOLPATO CARLO FIORDALISO LIBORIO IUDICELLO
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