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D.Lgs. 33/2013 riordino obblighi pubblicita e trasparenza PDF Stampa E-mail
Sabato 06 Aprile 2013 21:45

Quando si avvicina la fine di un mandato spesso è possibile leggere i provvedimenti più coraggiosi:

Nella Gazzetta Ufficiale di venerdì 5 aprile 2013 è stato pubblicato il Decreto Legislativo attuativo della legge n. 190/2012 già approvatonella seduta  del Consiglio dei Ministri n.69 del 15 febbraio 2013 con la enunciazione di un nuovo (e dirompente) principio generale dell'accessibilità immediata agli atti della pubblica amministrazione a semplice richiesta del cittadino. il nuovo diritto di accesso civico riconosce a chiunque il diritto di richiedere, al responsabile della pubblica amministrazione obbligata alla trasparenza, documenti, informazioni o dati nei casi in cui la pubblicazione non sia stata fatta. il responsabile per la trasparenza deve essere indicato nel “Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”.

Se la pubblica amministrazione non ottempera alla pubblicazione di quanto chiesto in attuazione del diritto civico, in pratica in caso di inadempienza, entro il termine stabilito( 30 giorni), il richiedente può attivare il titolare del potere sostitutivo di cui all’art. 2, co. 9bis, L. 241/1990 (come introdotto dalla L.35/2012). Le pubbliche amministrazioni (PA) devono  pubblicare ogni 6 mesi (con aggiornamenti), in sottosezioni del link  “Amministrazione trasparente” gli elenchi dei provvedimenti adottati dagli organi di indirizzo politico e dai dirigenti, con particolare riferimento ai provvedimenti finali dei procedimenti di:
a) autorizzazione o concessione;
b) scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta dal D.Lgs. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici);
c) concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale e progressioni di carriera di cui all’art. 24 D.Lgs. 150/2009;
d) accordi stipulati dall’amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche.

Per ogni  provvedimento occorre pubblicare il contenuto, e, nell’oggetto l’eventuale spesa prevista, inoltre anche  gli estremi relativi ai documenti contenuti nel fascicolo (elettronico magari)  del procedimento. La pubblicazione si fa con una scheda sintetica e automatica in sede di formazione del documento che contiene l’atto (in pratica per evitare perdite di tempo occorrerà rivedere i requisiti essenziali delle delibere e delle determine e di ogni atto procedimentale. Vanno pubblicati anche i dati relativi alle diverse tipologie di procedimento di propria competenza.
L’inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.Lgs. 33/2013 o la mancata predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità costituiscono:

1) elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale (o apicale);

2) eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione (almeno fino a quando il Giudice delle Leggi non sarà investito di una possibile incostituzionalità relativamente all'an e quantum e soprattutto quomodo del "danno all'immagine");

3) parametro di valutazione ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio.

LA MAPPA DEL PROVVEDIMENTO
Decreto legislativo recante il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni

Capo I - Principi generali Art. 1 - Principio generale di trasparenza

La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle PA, per favorire un controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche. Concorre all'attuazione del principio democratico e dei principi costituzionali di eguaglianza, buon andamento e responsabilità; è condizione di garanzia delle libertà e dei diritti, integra il diritto ad una buona amministrazione

Art. 2 - Oggetto
Per pubblicazione si intende la pubblicazione nei siti istituzionali, in conformità alle specifiche e alle regole tecniche di cui all'allegato A, dei documenti, delle informazioni e dei dati, accessibili direttamente ed immediatamente da chiunque, senza autenticazione ed identificazione.

Art. 3 - Pubblicità e diritto alla conoscibilità Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, fruirne gratuitamente, utilizzarli e riutilizzarli.

Art. 4 - Limiti alla trasparenza

Nel rispetto dei principi sul trattamento dei dati personali, sono pubblicati e diffusi i dati relativi a titolari di organi di indirizzo politico e di uffici o incarichi di diretta collaborazione, nonché a dirigenti titolari degli organi amministrativi. Salvi gli obblighi di pubblicazione, le amministrazioni possono pubblicare ulteriori dati, informazioni e documenti, fermi restando i limiti e le condizioni previsti dalla legge. Non può essere negata la conoscibilità di dati e documenti laddove idonee misure di anonimizzazione siano sufficienti per garantire segreto e tutela di dati personali. Le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto a una funzione pubblica e la relativa valutazione sono rese accessibili. Ne sono escluse le notizie riguardanti infermità e impedimenti personali o familiari causa di astensione dal lavoro e notizie concernenti il rapporto di lavoro, idonee a rivelare dati sensibili. Restano fermi i limiti alla diffusione e all'accesso delle informazioni di cui all'articolo 24 della legge n. 241/1990.

Art. 5 - Accesso civico
All'obbligo di pubblicazione di documenti, informazioni o dati in capo alle amministrazioni corrisponde il diritto di chiunque di richiederli nei casi di omissione della pubblicazione.
La richiesta di accesso civico è riconosciuta a chiunque, è gratuita, non deve essere motivata e va presentata al responsabile della trasparenza che si pronuncia sulla stessa. L'accesso si applica anche a tutti i documenti, le informazioni e i dati qualificati pubblici dalla legge, fermi i limiti ex articolo 24, commi 1 e 7, legge n. 241/1990. La tutela del diritto di accesso civico è disciplinata dal codice del processo amministrativo e la richiesta comporta, da parte del Responsabile della trasparenza, l'obbligo di segnalazione di cui all'articolo 43, comma 5.Entro trenta giorni, l'amministrazione pubblica il documento richiesto e lo trasmette contestualmente al richiedente, ovvero ne trasmette il collegamento ipertestuale, come anche nel caso di pubblicazione già avvenuta.

Art. 6 - Qualità delle informazioni
Le amministrazioni garantiscono, di quanto pubblicato, la qualità, l'integrità, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l'omogeneità, la facile accessibilità, la conformità ai documenti originali, l'indicazione della provenienza e la riutilizzabilità. Tali garanzie non possono rappresentare motivo di omessa o ritardata pubblicazione.

Art. 7 - Dati aperti e riutilizzo
I documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria, resi disponibili anche a seguito dell'accesso civico costituiscono dati di tipo aperto ex articolo 68, Dlgs n. 82/2005 e sono liberamente riutilizzabili senza ulteriori restrizioni oltre l'obbligo di citare la fonte e di rispettarne l'integrità.

Art. 8 - Decorrenza e durata dell'obbligo di pubblicazione
I documenti contenenti atti oggetto di pubblicazione obbligatoria sono pubblicati tempestivamente sul sito istituzionale e mantenuti aggiornati. I dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria sono pubblicati per un periodo di 5 anni decorrenti dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello da cui decorre l'obbligo di pubblicazione, e comunque fino a che gli atti pubblicati producono i loro effetti, fatti salvi i diversi termini previsti per il trattamento dei dati personali e dagli articoli 14, comma 2, e 15, comma .

Art. 9 - Accesso alle informazioni pubblicate nei siti
Nella home page dei siti istituzionali è collocata la sezione "Amministrazione trasparente", in cui sono contenuti dati, informazioni e documenti di pubblicazione obbligatoria. Non possono essere disposti filtri e simili per impedire l'indicizzazione della sezione. Alla scadenza del termine dell'obbligo di pubblicazione, o anche prima, i documenti, le informazioni e i dati sono conservati e resi disponibili in distinte sezioni del sito di archivio, segnalate nella sezione "Amministrazione trasparente".

Art. 10 - Programma triennale per la trasparenza e l'integrità Ogni amministrazione, sentito il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, adotta un Programma triennale per la trasparenza e l'integrità, da aggiornare annualmente.Il Programma triennale indica le iniziative previste per garantire un adeguato livello di trasparenza, la legalità e lo sviluppo della cultura dell'integrità; specifica le modalità, i tempi di attuazione, le risorse dedicate e gli strumenti di verifica dell'efficacia di tali iniziative; definisce le misure, i modi e le iniziative per l'attuazione degli obblighi di pubblicazione. Di norma il Programma costituisce una sezione del Piano di prevenzione della corruzione, coordinandosi con quanto in esso contenuto. Si collega altresì con la programmazione strategica e operativa dell'amministrazione, definita nel Piano della performance.Le amministrazioni garantiscono la massima trasparenza in ogni fase del ciclo di gestione della performance. La promozione di maggiori livelli di trasparenza devono tradursi in obiettivi organizzativi e individuali.Per ridurre i costi, le amministrazioni provvedono annualmente ad individuare i servizi erogati agli utenti, contabilizzare i costi ed evidenziare i costi effettivi e quelli imputati al personale per ogni servizio erogato, monitorare il loro andamento nel tempo, pubblicare i relativi dati.
Sono oggetto dell'obbligo di pubblicazione:a) il Programma triennale per la trasparenza e l'integrità ed il suo stato di attuazione;b) il Piano e la Relazione della performance;c) i nominativi ed i curricula dei componenti gli Organismi indipendenti di valutazione e del Responsabile delle funzioni di misurazione della performance;d) i curricula dei dirigenti e dei titolari di posizioni organizzative;e) le retribuzioni dei dirigenti, con specifica evidenza sulle componenti variabili della retribuzione e delle componenti legate alla valutazione di risultato.

Art. 11 - Ambito soggettivo di applicazione - pubbliche amministrazioni ex articolo 1, comma 2, del Dlgs n. 165/2001;
- società partecipate e società controllate ex articolo 2359 del codice civile dalle amministrazioni, alle quali i applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 15 a 33, della legge n. 190/2012; - autorità indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione.

Art. 12 - Obblighi di pubblicazione concernenti gli atti di carattere normativo e amministrativo generale

Ferma la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, le amministrazioni pubblicano sui propri siti istituzionali:

- i riferimenti normativi e i relativi link alle norme di legge statale pubblicate nella banca dati "Normattiva" che ne regolano l'istituzione, l'organizzazione e l'attività;- le direttive, i programmi, le istruzioni, le circolari e ogni atto che dispone su organizzazione, funzioni, obiettivi, procedimenti ovvero che le riguardano;

- degli Statuti e delle norme di legge regionali, che regolano le funzioni, l'organizzazione e lo svolgimento delle attività di competenza dell'amministrazione, sono pubblicati gli estremi e i testi ufficiali aggiornati.
Capo II - Obblighi di pubblicazione concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni
Art. 13 - Obblighi di pubblicazione concernenti l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni

Le amministrazioni pubblicano e aggiornano le informazioni e i dati concernenti la propria organizzazione, corredati dai documenti di riferimento, tra i quali i dati relativi:a) agli organi di indirizzo politico, di amministrazione e gestione, e le rispettive competenze;b) all'articolazione degli uffici, le competenze e le risorse loro assegnate, anche di livello dirigenziale non generale, i nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici;c) all'organigramma dell'organizzazione dell'amministrazione;d) all'elenco completo dei numeri di telefono e delle caselle e-mail istituzionali e di Pec, cui il cittadino possa rivolgersi.

Art. 14 - Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico
Con riferimento ai titolari di incarichi politici, anche di carattere elettivo, di livello statale regionale e locale, le amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti:
a) l'atto di nomina o di proclamazione e durata dell'incarico o del mandato elettivo;b) il curriculum;
c) i compensi, gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
d) i dati relativi all'assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi;
e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti;
f) le dichiarazioni (a cui sono tenuti i senatori e i deputati) ex articoli 2, 3 e 4 della legge n. 441/1982, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano, in caso contrario, viene data evidenza al mancato consenso.
Tali pubblicazioni avvengono entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina e per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato o dell'incarico, salve le informazioni concernenti il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino alla cessazione dell'incarico o del mandato. Decorso il termine di pubblicazione, tali dati non vengono trasferiti nelle sezioni di archivio.


Art. 15 - Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza

Fermi gli obblighi di comunicazione ex articolo 17della legge n. 127/1997, le amministrazioni pubblicano e aggiornano relativamente ai titolari di incarichi amministrativi di vertice e di incarichi dirigenziali, nonché di collaborazione o consulenza:

a) gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico;

b) il curriculum vitae;

c) i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attività professionali;

d) i compensi relativi al rapporto di lavoro, consulenza o collaborazione.

Ai fini dell'efficacia dell'incarico e della liquidazione dei compensi è necessaria la pubblicazione degli estremi dell'atto di conferimento di incarichi a soggetti estranei all'amministrazione e la comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica. L'omessa pubblicazione è causa di responsabilità del dirigente per il pagamento del corrispettivo, implicante una sanzione pari alla somma corrisposta, salvo il risarcimento del danno del destinatario. Tali pubblicazioni avvengono entro tre mesi dal conferimento dell'incarico e per i tre anni successivi alla cessazione dell'incarico.Sono pubblicati:- gli elenchi delle posizioni dirigenziali, integrati da titoli e curricula, attribuite a persone anche esterne alla Pa, individuate senza procedure di selezione pubblica discrezionalmente dall'organo politico;- l'elenco di tutti gli incarichi autorizzati, con l'indicazione della durata e del compenso spettante.

Art. 16 - Obblighi di pubblicazione concernenti la dotazione organica e il costo del personale con rapporto  lavoro a tempo indeterminato
Le amministrazioni pubblicano:- i dati relativi alla dotazione organica e al personale in servizio, con l'indicazione di mansioni, aree professionali e uffici, con particolare riguardo agli uffici di diretta collaborazione con gli organi politici;

- il conto annuale delle spese sostenute per il personale;

- il costo complessivo del personale a tempo indeterminato in servizio;

- i dati relativi ai tassi di assenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.

Art. 17 - Obblighi di pubblicazione dei dati relativi al personale non a tempo indeterminato

Le amministrazioni pubblicano:- annualmente i dati relativi al personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato, con la indicazione delle tipologie di rapporto, mansioni, aree professionali e uffici, ivi compresi gli uffici di diretta collaborazione con gli organi politici;- trimestralmente i dati relativi al costo complessivo del personale di cui sopra, articolato per fasce professionali e uffici, con particolare riguardo agli uffici di diretta collaborazione con gli organi politici.

Art. 18 - Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli incarichi conferiti ai dipendenti pubblici
Le amministrazioni pubblicano i dati, compresi i compensi, relativi agli incarichi, retribuiti e non retribuiti conferiti annualmente ai propri dipendenti.

Art. 19 - Bandi di concorso

Le amministrazioni pubblicano tutti i bandi di concorso per il reclutamento di personale. Gli elenchi sono tenuti aggiornati, compreso quello dei bandi espletati nell'ultimo triennio, con l'indicazione dei dipendenti assunti e le spese effettuate.

Art. 20 - Obblighi di pubblicazione dei dati relativi alla valutazione della performance e alla distribuzione dei premi al personale

Le amministrazioni pubblicano:- i dati relativi all'ammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati e l'ammontare di quelli distribuiti;- i dati relativi all'entità del premio mediamente conseguibile dal personale dirigenziale e non dirigenziale, i dati relativi alla distribuzione del trattamento accessorio, nonché i dati relativi al grado di differenziazione della premialità sia per i dirigenti sia per i dipendenti.

Art. 21 - Obblighi di pubblicazione concernenti i dati sulla contrattazione collettiva
Le amministrazioni pubblicano:- i riferimenti necessari per la consultazione dei contratti e accordi collettivi che si applicano loro;- in modo permanente, i contratti integrativi stipulati, con la relazione tecnico-finanziaria e quella illustrativa certificate dagli organi di controllo.

Art. 22 - Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli enti pubblici vigilati, e agli enti di diritto privato in controllo pubblico, nonché alle partecipazioni in società di diritto privato Ciascuna amministrazione pubblica e aggiorna annualmente:

a) l'elenco degli enti pubblici, istituiti, vigilati e finanziati dalla amministrazione medesima ovvero per i quali l'amministrazione abbia il potere di nomina degli amministratori;

b) l'elenco delle società di cui detiene, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione anche minoritaria indicandone l'entità;

c) l'elenco di tutti gli enti di diritto privato in controllo dell'amministrazione;

d) una o più rappresentazioni grafiche che evidenziano i rapporti tra l'amministrazione e gli enti di cui alle lettere precedenti.

La mancata pubblicazione impedisce l'erogazione di somme a favore degli enti elencati. Per ciascuno degli enti indicati sono pubblicati la ragione sociale, la misura dell'eventuale partecipazione dell'amministrazione, la durata dell'impegno, l'onere complessivo a qualsiasi titolo gravante sul bilancio dell'amministrazione, il numero dei rappresentanti dell'amministrazione negli organi di governo, il trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante, i risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi finanziari, le funzioni attribuite e le attività svolte in favore dell'amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate. Nel sito dell'amministrazione è inserito il collegamento con i siti istituzionali degli enti.

Art. 23 - Obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi Le amministrazioni pubblicano e aggiornano ogni sei mesi gli elenchi dei provvedimenti adottati dagli organi di indirizzo politico e dai dirigenti con particolare riferimento ai provvedimenti finali dei procedimenti di:

a) autorizzazione o concessione;

b) scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi;

c) concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, e vantaggi economici di qualunque genere;

d) concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale e progressioni di carriera;

e) accordi stipulati dall'amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche.

Per ciascuno dei provvedimenti sono pubblicati il contenuto, l'oggetto, l'eventuale spesa prevista e gli estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento.

Art. 24 - Obblighi di pubblicazione dei dati aggregati relativi all'attività amministrativa
Le amministrazioni che organizzano, a fini conoscitivi e statistici, i dati relativi alla propria attività amministrativa, in forma aggregata, li pubblicano e li tengono costantemente aggiornati.

Art. 25 - Obblighi di pubblicazione concernenti i controlli sulle imprese
Le amministrazioni pubblicano sul proprio sito istituzionale e sul sito www.impresainungiorno.gov.it:
a) l'elenco delle tipologie di controllo a cui sono assoggettate le imprese in ragione della dimensione e del settore di attività;b) l'elenco degli obblighi e degli adempimenti oggetto del controllo che le imprese sono tenute a rispettare.

Art. 26 - Obblighi di pubblicazione degli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi
Le amministrazioni pubblicano:- gli atti con i quali sono determinati i criteri e le modalità per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere;- gli atti di concessione dei suddetti vantaggi.La pubblicazione costituisce condizione legale di efficacia dei provvedimenti che dispongano attribuzioni di importo complessivo superiore a mille euro nel corso dell'anno solare al medesimo beneficiario, e la sua eventuale omissione o incompletezza è rilevata d'ufficio dagli organi dirigenziali e di controllo, sotto la propria diretta responsabilità amministrativa, patrimoniale e contabile, ovvero dal destinatario dell'attribuzione e da chiunque altro abbia interesse, anche ai fini del risarcimento del danno da ritardo.

Art. 27 - Obblighi di pubblicazione dell'elenco dei soggetti beneficiari La pubblicazione di cui all'articolo precedente, organizzata annualmente in un unico elenco per singola amministrazione, deve comprendere, pena l'efficacia del provvedimento:

a) il nome del beneficiario ed i suoi dati fiscali;

b) l'importo del vantaggio economico corrisposto;

c) la norma o il titolo a base dell'attribuzione;

d) l'ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del procedimento;e) la modalità seguita per l'individuazione del beneficiario;f) il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato.

Art. 28 - Pubblicità dei rendiconti dei gruppi consiliari regionali e provinciali
Le regioni, le province autonome e le province pubblicano i rendiconti dei gruppi consiliari, con evidenza delle risorse trasferite a ciascun gruppo, del titolo di trasferimento e dell'impiego delle risorse utilizzate, nonchè gli atti e le relazioni degli organi di controllo. La mancata pubblicazione comporta la riduzione del 50% delle risorse da trasferire nel corso dell'anno.

Capo III - Obblighi di pubblicazione concernenti l'uso delle risorse pubbliche
Art. 29 - Obblighi di pubblicazione del bilancio, preventivo e consuntivo, e del Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonché dei dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi

Le amministrazioni pubblicano:- i dati relativi al bilancio di previsione e a quello consuntivo di ciascun anno in forma sintetica, aggregata e semplificata;- il Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio.

Art. 30 - Obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili e la gestione del patrimonio
Le amministrazioni pubblicano le informazioni identificative degli immobili posseduti, i canoni di locazione o di affitto versati o percepiti.

Art. 31 - Obblighi di pubblicazione concernenti i dati relativi ai controlli sull'organizzazione e sull'attività dell'amministrazione
Le amministrazioni pubblicano, unitamente agli atti cui si riferiscono, i rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile e tutti i rilievi anche recepiti della Corte dei conti, riguardanti l'organizzazione e l'attività dell'amministrazione o di singoli uffici.
Capo IV - Obblighi di pubblicazione concernenti le prestazioni offerte e i servizi erogati

Art. 32 - Obblighi di pubblicazione concernenti i servizi erogati
Le amministrazioni pubblicano la carta dei servizi o il documento contenente gli standard di qualità dei servizi pubblici. Dopo aver individuato i servizi erogati agli utenti, pubblicano:

a) i costi contabilizzati, evidenziando quelli effettivamente sostenuti e quelli imputati al personale per ogni servizio erogato, e il relativo andamento nel tempo;

b) i tempi medi di erogazione dei servizi.

Art. 33 - Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell'amministrazione
Le amministrazioni pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato "indicatore di tempestività dei pagamenti".

Art. 34 - Trasparenza degli oneri informativi
I regolamenti ministeriali o interministeriali, i provvedimenti amministrativi a carattere generale adottati per regolare l'esercizio di poteri autorizzatori, concessori o certificatori, l'accesso ai servizi pubblici o la concessione di benefici recano in allegato l'elenco di tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e sulle imprese introdotti o eliminati con gli atti medesimi.

Art. 35 - Obblighi di pubblicazione relativi ai procedimenti amministrativi e ai controlli sulle dichiarazioni sostitutive e l'acquisizione d'ufficio dei dati
Le amministrazioni pubblicano per ciascuna tipologia di procedimento di propria competenza:
- una breve descrizione del procedimento con indicazione dei riferimenti normativi;
- l'unità organizzativa responsabile dell'istruttoria;- il nome del responsabile del procedimento, unitamente a recapiti telefonici e di posta elettronica, dell'ufficio competente all'adozione del provvedimento finale, con l'indicazione del nome del responsabile dell'ufficio e dei suoi recapiti;- per i procedimenti ad istanza di parte, gli atti e i documenti da allegare all'istanza e la modulistica necessaria, nonché gli uffici ai quali rivolgersi per informazioni, gli orari e le modalità di accesso con indicazione di indirizzi e recapiti dove presentare le istanze;- le modalità con le quali gli interessati possono ottenere le informazioni relative ai procedimenti in corso che li riguardino;- il termine per la conclusione del procedimento;
- i procedimenti per i quali il provvedimento dell'amministrazione può essere sostituito da una dichiarazione dell'interessato, ovvero può concludersi con il silenzio assenso;- gli strumenti di tutela, amministrativa e giurisdizionale, da azionare nel corso del procedimento, nei confronti del provvedimento finale ovvero in caso di ritardo ;- il link di accesso al servizio on line;
- le modalità per l'effettuazione dei pagamenti eventualmente necessari;
- il nome del soggetto a cui è attribuito, in caso di inerzia, il potere sostitutivo, nonché le modalità per attivare tale potere.Le pubbliche amministrazioni pubblicano nel sito istituzionale:
c) i recapiti dell'ufficio responsabile per le attività di trasmissione dei dati o di accesso diretto agli stessi ;d) le convenzioni-quadro volte a disciplinare le modalità di accesso ai dati;e) le ulteriori modalità per l'acquisizione d'ufficio dei dati e lo svolgimento dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive.

Art. 36 - Pubblicazione delle informazioni necessarie per l'effettuazione di pagamenti informatici
Le amministrazioni pubblicano e specificano nelle richieste di pagamento i dati e le informazioni ex articolo del 5 D.Lgs n. 82/2005.

Capo V - Obblighi di pubblicazione in settori speciali

Art. 37 - Obblighi di pubblicazione concernenti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
Fermi restando gli altri obblighi di pubblicità legale, ciascuna amministrazione pubblica, secondo quanto previsto dal Codice degli appalti, le informazioni relative alle procedure per l'affidamento e l'esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture. È altresì fatto obbligo di pubblicare la delibera a contrarre nelle ipotesi di cui all'articolo 57, comma 6 del Dlgs n. 163/2006.

Art. 38 - Pubblicità dei processi di pianificazione, realizzazione e valutazione delle opere pubbliche
Le amministrazioni pubblicano tempestivamente sui propri siti istituzionali:- i documenti di programmazione anche pluriennale delle opere pubbliche;- le linee guida per la valutazione degli investimenti;- le relazioni annuali;- ogni altro documento predisposto nell'ambito della valutazione;
- le informazioni relative ai Nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, incluse le funzioni e i compiti specifici ad essi attribuiti, le procedure e i criteri di individuazione dei componenti e i loro nominativi.
- le informazioni relative ai tempi, ai costi unitari e agli indicatori di realizzazione delle opere pubbliche completate. Le informazioni sui costi sono pubblicate sulla base di uno schema tipo redatto dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici che ne cura altresì la raccolta e la pubblicazione nel proprio sito web.

Art. 39 - Trasparenza dell'attività di pianificazione e governo del territorio Le amministrazioni pubblicano:

a) gli atti di governo del territorio, pena l'efficacia;

b) per ciascuno degli atti di cui alla lettera precedente, gli schemi di provvedimento prima che siano portati all'approvazione; le delibere di adozione o approvazione; i relativi allegati tecnici.Tutta la documentazione relativa a ciascun procedimento di trasformazione urbanistica d'iniziativa privata o pubblica in variante e di attuazione che comportino premialità edificatorie a fronte dell'impegno dei privati alla realizzazione di opere di urbanizzazione extra oneri o della cessione di aree o volumetrie per finalità di pubblico interesse è pubblicata in una sezione apposita nel sito del Comune interessato, continuamente aggiornata.


Art. 40 - Pubblicazione e accesso alle informazioni ambientali
Ferme le disposizioni di maggior tutela in materia di informazioni ambientali, le amministrazioni pubblicano le informazioni ambientali di cui all'articolo 2, lettera a), del Dlgs n. 195/2005 che detengono ai fini delle proprie attività istituzionali, nonché le relazioni di cui all'art. 10 del medesimo Dlgs. Tali informazioni sono raccolte in un'apposita sezione detta "Informazioni ambientali".

Art. 41 - Trasparenza del servizio sanitario nazionale Le amministrazioni e gli enti del servizio sanitario nazionale, regionali, comprese le aziende sanitarie territoriali ed ospedaliere, le agenzie e gli altri enti ed organismi pubblici che svolgono attività di programmazione e fornitura dei servizi sanitari, sono tenute all'adempimento di tutti gli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto.Le aziende sanitarie ed ospedaliere pubblicano tutte le informazioni concernenti le procedure di conferimento degli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo, gli incarichi di responsabile di dipartimento e di strutture semplici e complesse, compresi i bandi e gli avvisi di selezione, lo svolgimento delle relative procedure, gli atti di conferimento. Alla dirigenza sanitaria, fatta eccezione per i responsabili di strutture semplici, si applicano gli obblighi di pubblicazione di cui all'art. 15.È pubblicato l'elenco delle strutture sanitarie private accreditate, gli accordi con esse intercorsi e i requisiti necessari all'accreditamento delle strutture sanitarie. Tutti gli enti, le aziende e le strutture che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario sono tenuti ad indicare nel proprio sito i tempi di attesa previsti e i tempi medi effettivi di attesa per ciascuna tipologia di prestazione erogata.

Art. 42 - Obblighi di pubblicazione concernenti gli interventi straordinari e di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente Le amministrazioni che adottano provvedimenti contingibili e urgenti e in generale di carattere straordinario in caso di calamità naturali o di altre emergenze, comprese le amministrazioni commissariali e straordinarie, pubblicano:a) i provvedimenti adottati, con la indicazione espressa delle leggi eventualmente derogate e dei motivi della deroga, nonché degli eventuali atti amministrativi o giurisdizionali intervenuti;b) i termini eventualmente fissati per l'esercizio dei poteri straordinari;c) il costo previsto e il costo effettivo sostenuto dall'amministrazione;
d) le particolari forme di partecipazione degli interessati ai procedimenti di adozione dei provvedimenti straordinari.

Capo VI - Vigilanza sull'attuazione delle disposizioni e sanzioni

Art. 43 - Il Responsabile per la trasparenza
In ogni amministrazione, il Responsabile per la prevenzione della corruzione:- svolge, di norma, le funzioni di Responsabile per la trasparenza e il suo nominativo è indicato nel Programma triennale;
- svolge stabilmente un'attività di controllo sull'adempimento degli obblighi di pubblicazione, segnalando all'organo politico, all'organismo indipendente di valutazione, all'Autorità nazionale anticorruzione e all'ufficio di disciplina i casi di mancato o ritardato adempimento;- provvede all'aggiornamento del Programma triennale;- controlla e assicura la regolare attuazione dell'accesso civico;
- in relazione alla loro gravità, segnala i casi di inadempimento o di adempimento parziale degli obblighi all'ufficio di disciplina. I dirigenti responsabili degli uffici garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare ai fini del rispetto dei termini stabiliti dalla legge.

Art. 44 - Compiti degli Organismi indipendenti di valutazione L'Organismo Indipendente di Valutazione verifica la coerenza tra gli obiettivi previsti nel Programma triennale e quelli indicati nel Piano della performance. I dati relativi all'attuazione degli obblighi di trasparenza sono utilizzati ai fini della misurazione e valutazione della performance.

Art. 45 - Compiti della Commissione per la valutazione, l'integrità e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni (CIVIT) La CIVIT:- anche in qualità di Autorità nazionale anticorruzione, controlla l'esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione, esercitando poteri ispettivi;- controlla l'operato dei responsabili per la trasparenza;- può avvalersi delle banche dati istituite presso il Dipartimento della funzione pubblica per il monitoraggio degli adempimenti degli obblighi;- in relazione alla loro gravità, segnala i casi di inadempimento o di adempimento parziale degli obblighi all'ufficio di disciplina dell'amministrazione interessata, ai vertici politici, agli OIV e, se del caso, alla Corte dei conti;
- controlla e rende noti i casi di mancata attuazione degli obblighi di pubblicazione sull'organizzazione dell'amministrazione ex articolo 13.

Art. 46 - Violazione degli obblighi di trasparenza. Sanzioni L'inadempimento degli obblighi di pubblicazione o la mancata predisposizione del Programma triennale costituiscono elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all'immagine dell'amministrazione e sono valutati ai fini della performance individuale dei responsabili.

Art. 47 - Sanzioni per casi specifici La mancata o incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati ex articolo 14, (concernenti la situazione patrimoniale complessiva e i compensi del titolare dell'incarico politico) dà luogo a una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della mancata comunicazione.La violazione degli obblighi di pubblicazione di cui all'art. 22, comma 2 dà luogo ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del responsabile della violazione. La stessa sanzione si applica agli amministratori societari che non comunicano ai soci pubblici il proprio incarico ed il relativo compenso. Alle suddette sanzioni si applica la disciplina di cui alla legge n. 689/1981.

Capo VII - Disposizioni finali e transitorie

Art. 48 - Norme sull'attuazione degli obblighi di pubblicità e trasparenza Il Dipartimento per la funzione pubblica definisce criteri, modelli e schemi standard per l'organizzazione, la codificazione e la rappresentazione di documenti, informazioni e dati oggetto di pubblicazione obbligatoria, ai quali le amministrazioni devono conformarsi. Gli standard, i modelli e gli schemi sono adottati con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti l'Agenzia Italia Digitale e la CiVIT.

Art. 49 - Norme transitorie L'obbligo di pubblicazione dei dati aggregati ex articolo 24 decorre dal termine di sei mesi dall'entrata in vigore del decreto. Le sanzioni di cui all'articolo 47 si applicano a partire dalla data di adozione del primo aggiornamento annuale del Piano e comunque dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto.

Art. 50 - Tutela giurisdizionale Le controversie relative agli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa vigente sono disciplinate dal codice de processo amministrativo.

Art. 51 - Invarianza finanziaria Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 53 - Modifiche alla legislazione vigente Ai fini di un coordinamento testuale, sono apportate modifiche alla legge n. 441/1982 (Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniali di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti); all'articolo 12, comma 1, della legge n. 241/1990; all'articolo 54, del Dlgs n. 82/2005 (Contenuto dei siti delle pubbliche amministrazioni); al codice del processo amministrativo.

Art. 54 - Abrogazione espressa di norme primarie
Allegato A Sono individuati i modelli e gli schemi standard per l'organizzazione, la codificazione e la rappresentazione dei documenti, delle informazioni e dei dati oggetto di pubblicazione.

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DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli  obblighi  di  pubblicita', trasparenza e
diffusione di informazioni  da  parte  delle  pubbliche amministrazioni. (13G00076) (GU n.80 del 5-4-2013)

Vigente al: 5-4-2013 in vigore dal 20/04/2013

Capo I

Principi generali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 2, 3, comma secondo, 76, 87, 97, 113 e 117 della Costituzione;

Vista la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante: «Disposizioni  per la prevenzione e la repressione della corruzione  e  dell'illegalita' nella pubblica amministrazione», ed in particolare i commi  35  e  36 dell'articolo 1;

Vista la legge 7 agosto 1990, n.  241,  recante:  «Nuove  norme  in materia di procedimento amministrativo e di  diritto  di  accesso  ai documenti amministrativi»;

Vista la legge 18 giungo 2009, n. 69, recante: «Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita' nonche'  in materia di processo civile»;

Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante:  «Codice dell'amministrazione digitale»;

Visto il decreto legislativo 27  ottobre  2009,  n.  150,  recante: «Attuazione  della  legge  4  marzo  2009,  n.  15,  in  materia   di ottimizzazione  della  produttivita'  del  lavoro   pubblico   e   di efficienza e trasparenza  delle  pubbliche  amministrazioni»,  ed  in particolare il comma 8 dell'articolo 11;    Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

Considerato che le disposizioni gia' contenute nell'articolo 18 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito,  con  modificazioni, dalla  legge  7  agosto  2012,  n.   134,   costituiscono   principio fondamentale della normativa in materia  di  trasparenza  dell'azione amministrativa che appare opportuno estendere, in via generale, anche agli altri obblighi di pubblicazione previsti nel presente decreto;

Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri, adottata nella riunione del 22 gennaio 2013;    Sentito il Garante per la protezione dei dati personali;    Acquisito il  parere  in  sede  di  Conferenza  unificata,  di  cui all'articolo 8 del decreto legislativo 281 del 1997;    Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella riunione del 15 febbraio 2013;

Sulla proposta del Ministro per la pubblica  amministrazione  e  la semplificazione;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1                        Principio generale di trasparenza

1. La  trasparenza  e'  intesa  come  accessibilita'  totale  delle informazioni  concernenti  l'organizzazione   e   l'attivita'   delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire  forme  diffuse  di controllo  sul   perseguimento   delle   funzioni   istituzionali   e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.    2. La trasparenza, nel rispetto delle disposizioni  in  materia  di segreto di Stato, di segreto d'ufficio, di segreto  statistico  e  di protezione dei dati  personali,  concorre  ad  attuare  il  principio democratico  e  i  principi   costituzionali   di   eguaglianza,   di imparzialita',  buon   andamento,   responsabilita',   efficacia   ed efficienza nell'utilizzo di risorse pubbliche, integrita'  e  lealta' nel servizio alla nazione.  Essa  e'  condizione  di  garanzia  delle liberta'  individuali  e  collettive,  nonche'  dei  diritti  civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre  alla  realizzazione  di  una  amministrazione  aperta,   al servizio del cittadino.    3. Le disposizioni  del  presente  decreto,  nonche'  le  norme  di attuazione   adottate   ai   sensi   dell'articolo   48,    integrano l'individuazione del livello  essenziale  delle  prestazioni  erogate dalle amministrazioni pubbliche a fini di  trasparenza,  prevenzione, contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione,  a  norma dell'articolo 117, secondo comma, lettera m),  della  Costituzione  e costituiscono altresi'  esercizio  della  funzione  di  coordinamento informativo statistico e informatico  dei  dati  dell'amministrazione statale, regionale e locale, di cui all'articolo 117, secondo  comma, lettera r), della Costituzione.

Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto  ai  sensi dell'articolo 10, commi 2 e 3, del testo unico  delle  disposizioni sulla    promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica   e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,           approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge   alle quali e'  operato  il  rinvio.  Restano  invariati  il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.   Note alle premesse:    Si riporta il testo dell'articolo 2 della Costituzione:  «Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili  dell'uomo,  sia   come singolo sia nelle  formazioni sociali ove si svolge  la  sua  personalita',  e   richiede   l'adempimento   dei   doveri   inderogabili   di   solidarieta' politica, economica e sociale.»

Si riporta il testo  dell'articolo  3,  secondo  comma,   della Costituzione: «Art. 3.(Omissis).  E' compito della Repubblica rimuovere gli  ostacoli  di  ordine economico e sociale,  che,  limitando  di  fatto  la  liberta' e  l'eguaglianza  dei  cittadini,  impediscono  il  pieno  sviluppo della persona umana e   l'effettiva partecipazione di  tutti  i  lavoratori  all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.».

L'art. 76 della Costituzione stabilisce che l'esercizio  della funzione legislativa  non  puo'  essere  delegato  al   Governo se non con determinazione  di  principi  e  criteri  direttivi e soltanto  per  tempo  limitato  e  per  oggetti  definiti.   L'articolo  87  della  Costituzione   conferisce, tra l'altro,  al  Presidente  della  Repubblica  il  potere  di  promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di  legge ed i regolamenti.   Si   riporta   il   testo   dell'articolo 97 della Costituzione: «Art. 97. I pubblici uffici  sono  organizzati  secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialita' dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilita' proprie  dei funzionari.   Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.».  Si riporta il testo dell'articolo 113 della Costituzione: «Art. 113. Contro gli atti della pubblica  amministrazione e' sempre ammessa la tutela giurisdizionale  dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.  Tale tutela giurisdizionale non puo' essere  esclusa  o  limitata  a  particolari  mezzi  di  impugnazione  o per  determinate categorie di atti. La  legge  determina  quali  organi  di giurisdizione possono annullare gli atti della  pubblica  amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.».  L'art. 117 della Costituzione dispone, tra l'altro, che la potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato  e  dalle  Regioni  nel  rispetto  della  Costituzione,  nonche'   dei vincoli  derivanti  dall'ordinamento  comunitario  e  dagli  obblighi internazionali.  Si riporta il testo dell'articolo 1,  commi  35  e  36, della legge 6 novembre 2012, n. 190:   «Art. 1.  (Omissis).  35. Il Governo e' delegato ad adottare, senza  nuovi  o maggiori oneri per la  finanza  pubblica,  entro  sei  mesi  dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,  un decreto  legislativo  per  il  riordino  della   disciplina  riguardante gli  obblighi  di  pubblicita',  trasparenza  e diffusione  di  informazioni  da  parte delle pubbliche  amministrazioni,  mediante  la  modifica  o  l'integrazione delle disposizioni vigenti, ovvero mediante  la  previsione di nuove forme di pubblicita', nel  rispetto  dei  seguenti  principi e criteri direttivi: a) ricognizione e coordinamento delle disposizioni che prevedono  obblighi   di   pubblicita'   a   carico   delle  amministrazioni pubbliche;   b) previsione di forme di  pubblicita'  sia  in  ordine  all'uso  delle  risorse  pubbliche  sia  in   ordine   al svolgimento e ai risultati delle funzioni amministrative: c) precisazione degli obblighi di pubblicita'  di  dati relativi ai titolari di incarichi  politici,  di  carattere elettivo o comunque di esercizio  di  poteri  di  indirizzo  politico,  di  livello  statale,  regionale  e  locale.  Le dichiarazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria di  cui lla lettera a)  devono  concernere  almeno  la  situazione patrimoniale   complessiva   del   titolare   al    momento dell'assunzione della carica, la titolarita' di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il  secondo  grado  di  parentela,  nonche'  tutti  i compensi cui da' diritto l'assunzione della carica;  d) ampliamento delle ipotesi di  pubblicita',  mediante pubblicazione nei siti web istituzionali,  di  informazioni relative ai titolari  degli  incarichi  dirigenziali  nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,  comma   del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive   modificazioni, sia con riferimento a quelli che  comportano  funzioni di amministrazione e gestione, sia con riferimento agli incarichi di responsabilita' degli uffici  di  diretta collaborazione; e) definizione di  categorie  di  informazioni  che  le  amministrazioni devono  pubblicare  e  delle  modalita'  di  elaborazione dei relativi formati; f) obbligo di pubblicare tutti gli atti, i documenti  e le informazioni di cui al presente comma anche  in  formato  elettronico elaborabile e in formati di  dati  aperti.  Per  formati di dati aperti si devono intendere  almeno  i  dati  resi  disponibili  e  fruibili  on  line  in  formati  non proprietari, a condizioni tali da permetterne il piu' ampio riutilizzo anche a fini  statistici  e  la  ridistribuzione senza ulteriori restrizioni d'uso, di riuso o di diffusione diverse dall'obbligo di citare la fonte  e  di  rispettarne l'integrita'; g)  individuazione,  anche  mediante integrazione   e coordinamento della disciplina vigente, della durata e  dei termini  di  aggiornamento   per   ciascuna   pubblicazione           obbligatoria;                h)   individuazione,   anche   mediante   revisione   e           integrazione    della     disciplina     vigente,     delle           responsabilita' e delle sanzioni per il mancato,  ritardato           o inesatto adempimento degli obblighi di pubblicazione.                36. Le  disposizioni  di  cui  al  decreto  legislativo           adottato ai sensi del comma 35  integrano  l'individuazione           del livello  essenziale  delle  prestazioni  erogate  dalle           amministrazioni   pubbliche   a   fini   di    trasparenza,           prevenzione, contrasto della  corruzione  e  della  cattiva           amministrazione, a norma dell'articolo 117, secondo  comma,           lettera m), della Costituzione,  e  costituiscono  altresi'           esercizio  della  funzione  di  coordinamento   informativo           statistico  e  informatico  dei  dati  dell'amministrazione           statale, regionale  e  locale,  di  cui  all'articolo  117,           secondo comma, lettera r), della Costituzione.».                La legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in  materia           di procedimento amministrativo e di diritto  di  acceso  ai           documenti  amministrativi)  e'  pubblicata  nella  Gazzetta           Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192.                La legge 18 giugno 2009, n.  69  (Disposizioni  per  lo           sviluppo economico, la semplificazione,  la  competitivita'           nonche' in materia di processo civile) e' pubblicata  nella           Gazzetta Ufficiale 19 giugno 2009, n. 140.                Il decreto legislativo 7  marzo  2005,  n.  82  (Codice           dell'amministrazione digitale) e' pubblicata nella Gazzetta           Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112.                Si riporta il testo  dell'articolo  11,  comma  8,  del           decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150:                 «Art. 11.                (Omissis).                8. Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare  sul           proprio sito istituzionale in apposita  sezione  di  facile           accesso  e  consultazione,  e   denominata:   «Trasparenza,           valutazione e merito»:                a)  il  Programma  triennale  per  la   trasparenza   e           l'integrita' ed il relativo stato di attuazione;                b) il Piano e la Relazione di cui all'articolo 10;                c) l'ammontare complessivo  dei  premi  collegati  alla           performance   stanziati    e    l'ammontare    dei    premi           effettivamente distribuiti;                d)  l'analisi   dei   dati   relativi   al   grado   di           differenziazione nell'utilizzo della premialita' sia per  i           dirigenti sia per i dipendenti;                e) i nominativi ed i  curricula  dei  componenti  degli           Organismi indipendenti di valutazione  e  del  Responsabile           delle funzioni di  misurazione  della  performance  di  cui           all'articolo 14;                f)  i  curricula  dei  dirigenti  e  dei  titolari   di           posizioni organizzative, redatti in conformita' al  vigente           modello europeo;                g)  le  retribuzioni  dei  dirigenti,   con   specifica           evidenza sulle componenti variabili  della  retribuzione  e           delle componenti legate alla valutazione di risultato;                h)  i  curricula  e  le  retribuzioni  di  coloro   che           rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo;                i)  gli  incarichi,  retribuiti   e   non   retribuiti,           conferiti ai dipendenti pubblici e a soggetti privati.».                Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,  recante           "Codice in materia di protezione dei  dati  personali",  e'           pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2003,  n.           174.                Si riporta l'articolo 18 del decreto  legge  22  giugno           2012, n. 83, convertito con  modificazioni  dalla  legge  7           agosto 2012, n. 134:                «Art. 18. (Amministrazione aperta)                1.  La  concessione  delle   sovvenzioni,   contributi,           sussidi ed ausili finanziari alle imprese e  l'attribuzione           dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti,           imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di           qualunque genere di  cui  all'articolo  12  della  legge  7           agosto 1990, n.  241  ad  enti  pubblici  e  privati,  sono           soggetti alla pubblicita' sulla rete internet, ai sensi del           presente articolo e secondo il principio di  accessibilita'           totale di cui all'articolo 11 del  decreto  legislativo  27           ottobre 2009, n. 150.                2. Nei casi di cui al comma 1  ed  in  deroga  ad  ogni           diversa disposizione  di  legge  o  regolamento,  nel  sito           internet dell'ente obbligato  sono  indicati:  a)  il  nome           dell'impresa o altro soggetto beneficiario ed i  suoi  dati           fiscali; b) l'importo; c) la  norma  o  il  titolo  a  base           dell'attribuzione;  d)  l'ufficio  e   il   funzionario   o           dirigente   responsabile    del    relativo    procedimento           amministrativo;    e)    la    modalita'    seguita     per           l'individuazione del beneficiario; f) il link  al  progetto           selezionato, al curriculum del soggetto incaricato, nonche'           al contratto e capitolato della  prestazione,  fornitura  o           servizio.                3. Le informazioni di cui al comma  2  sono  riportate,           con link ben visibile nella homepage del sito,  nell'ambito           dei dati della sezione «Trasparenza, valutazione e  merito»           di cui al citato decreto legislativo n. 150 del  2009,  che           devono essere resi di facile consultazione, accessibili  ai           motori di ricerca ed in formato  tabellare  aperto  che  ne           consente l'esportazione, il trattamento e il riuso ai sensi           dell'articolo 24 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.           196.                4. Le disposizioni del presente articolo  costituiscono           diretta  attuazione  dei  principi   di   legalita',   buon           andamento e imparzialita' sanciti  dall'articolo  97  della           Costituzione, e ad esse si conformano entro il 31  dicembre           2012, ai sensi dell'articolo 117, comma 2, lettere g),  h),           l),  m),  r)  della  Costituzione,   tutte   le   pubbliche           amministrazioni centrali, regionali e  locali,  le  aziende           speciali  e  le   societa'   in   house   delle   pubbliche           amministrazioni. Le regioni ad  autonomia  speciale  vi  si           conformano entro il medesimo termine secondo le  previsioni           dei rispettivi Statuti.                5. A decorrere dal 1° gennaio 2013, per le  concessioni           di vantaggi economici successivi all'entrata in vigore  del           presente  decreto-legge,  la  pubblicazione  ai  sensi  del           presente  articolo   costituisce   condizione   legale   di           efficacia del  titolo  legittimante  delle  concessioni  ed           attribuzioni di importo complessivo superiore a mille  euro           nel corso dell'anno solare previste dal comma 1, e  la  sua           eventuale omissione o incompletezza e'  rilevata  d'ufficio           dagli organi dirigenziali e di controllo, sotto la  propria           diretta  responsabilita'  amministrativa,  patrimoniale   e           contabile per l'indebita  concessione  o  attribuzione  del           beneficio economico. La  mancata,  incompleta  o  ritardata           pubblicazione e' altresi' rilevabile dal destinatario della           prevista concessione o attribuzione  e  da  chiunque  altro           abbia interesse, anche ai fini del risarcimento  del  danno           da  ritardo  da  parte   dell'amministrazione,   ai   sensi           dell'articolo 30 del codice del processo amministrativo  di           cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.                6. Restano fermi l'articolo 12  della  legge  7  agosto           1990, n. 241, i decreti legislativi 7 marzo 2005, n. 82, 12           aprile 2006, n. 163 e 6 settembre 2011, n. 159,  l'articolo           8 del decreto-legge 7 maggio 2012, n.  52  e  le  ulteriori           disposizioni  in  materia  di  pubblicita'.  Ai   pagamenti           obbligatori relativi ai rapporti di lavoro dipendente ed ai           connessi  trattamenti  previdenziali  e   contributivi   si           applicano le disposizioni ad essi proprie. Il  Governo,  su           proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e  la           semplificazione di concerto con il Ministro dello  sviluppo           economico, e' autorizzato ad adottare entro il 31  dicembre           2012,  previo  parere  della   Conferenza   unificata,   un           regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge           23 agosto 1988, n. 400,  volto  a  coordinare  le  predette           disposizioni con il presente articolo ed a disciplinare  le           modalita'  di  pubblicazione  dei  dati  di  cui  ai  commi           precedenti anche sul portale nazionale della trasparenza di           cui al citato decreto  legislativo  n.  150  del  2009.  Lo           stesso  regolamento   potra'   altresi'   disciplinare   le           modalita' di attuazione del presente articolo in ordine  ai           pagamenti periodici e per quelli diretti ad una  pluralita'           di soggetti sulla base del medesimo titolo.                7. All'attuazione del presente articolo si provvede con           le risorse umane, strumentali e finanziarie  disponibili  a           legislazione vigente e, comunque, senza  nuovi  o  maggiori           oneri per la finanza pubblica.».                Si  riporta  il  testo  dell'articolo  8  del   decreto           legislativo 28 agosto 1997, n. 281:                «Art. 8. (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e           Conferenza unificata)                1. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'           unificata per le materie ed i compiti di  interesse  comune           delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunita'           montane, con la Conferenza Stato-regioni.                2. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'           presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per           sua delega, dal Ministro dell'interno o  dal  Ministro  per           gli  affari   regionali   nella   materia   di   rispettiva           competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del  tesoro           e  del  bilancio  e  della  programmazione  economica,   il           Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il           Ministro della  sanita',  il  presidente  dell'Associazione           nazionale  dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il   presidente           dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente           dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti  montani  -           UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati           dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.           Dei  quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI   cinque           rappresentano le citta' individuate dall'articolo 17  della           legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni  possono  essere           invitati altri membri del Governo,  nonche'  rappresentanti           di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici).                3. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'           convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i  casi           il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne  faccia           richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.                4. La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1  e'           convocata dal Presidente del  Consiglio  dei  Ministri.  Le           sedute sono presiedute dal  Presidente  del  Consiglio  dei           Ministri o, su sua delega,  dal  Ministro  per  gli  affari           regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal           Ministro dell'interno.».              Note all'art. 1:                Si riporta il testo dell'articolo 117,  secondo  comma,           lett. m) ed r) della Costituzione:                «Art. 117.                (Omissis).                m)  determinazione   dei   livelli   essenziali   delle           prestazioni concernenti i  diritti  civili  e  sociali  che           devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;                (Omissis).                r)   pesi,   misure   e   determinazione   del   tempo;           coordinamento informativo statistico e informatico dei dati           dell'amministrazione statale,  regionale  e  locale;  opere           dell'ingegno;                (Omissis).».

Art. 2                                     Oggetto      1. Le disposizioni del presente decreto individuano gli obblighi di trasparenza  concernenti   l'organizzazione   e   l'attivita'   delle pubbliche amministrazioni e le modalita' per la sua realizzazione.    2. Ai fini del presente decreto, per pubblicazione  si  intende  la pubblicazione, in conformita' alle specifiche e alle regole  tecniche di  cui  all'allegato  A,  nei  siti  istituzionali  delle  pubbliche amministrazioni  dei  documenti,  delle  informazioni  e   dei   dati concernenti   l'organizzazione   e   l'attivita'   delle    pubbliche amministrazioni, cui corrisponde il diritto di chiunque  di  accedere ai siti  direttamente  ed  immediatamente,  senza  autenticazione  ed identificazione.

Art. 3                    Pubblicita' e diritto alla conoscibilita'      1.  Tutti  i  documenti,  le  informazioni  e  i  dati  oggetto  di pubblicazione obbligatoria ai  sensi  della  normativa  vigente  sono pubblici  e  chiunque  ha   diritto   di   conoscerli,   di   fruirne gratuitamente,  e   di   utilizzarli   e   riutilizzarli   ai   sensi dell'articolo 7.

Art. 4                            Limiti alla trasparenza.      1. Gli obblighi di pubblicazione dei  dati  personali  diversi  dai dati sensibili e dai dati giudiziari, di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d) ed e), del decreto legislativo 30  giugno  2003,  n.  196, comportano la  possibilita'  di  una  diffusione  dei  dati  medesimi attraverso siti istituzionali, nonche' il  loro  trattamento  secondo modalita' che ne consentono la indicizzazione e la  rintracciabilita' tramite i motori di ricerca  web  ed  il  loro  riutilizzo  ai  sensi dell'articolo 7 nel rispetto dei principi sul  trattamento  dei  dati personali.    2. La pubblicazione  nei  siti  istituzionali,  in  attuazione  del presente decreto, di dati relativi a titolari di organi di  indirizzo politico e di uffici o incarichi di diretta collaborazione, nonche' a dirigenti titolari degli organi amministrativi  e'  finalizzata  alla realizzazione della trasparenza pubblica, che integra  una  finalita' di rilevante interesse pubblico  nel  rispetto  della  disciplina  in materia di protezione dei dati personali.    3. Le pubbliche amministrazioni possono disporre  la  pubblicazione nel proprio sito istituzionale di dati, informazioni e documenti  che non hanno l'obbligo di pubblicare ai sensi  del  presente  decreto  o sulla base di specifica previsione  di  legge  o  regolamento,  fermi restando  i  limiti  e  le  condizioni  espressamente   previsti   da disposizioni di  legge,  procedendo  alla  anonimizzazione  dei  dati personali eventualmente presenti.    4. Nei casi in cui norme di legge o  di  regolamento  prevedano  la pubblicazione di  atti  o  documenti,  le  pubbliche  amministrazioni provvedono  a  rendere  non  intelligibili  i  dati   personali   non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili  rispetto alle specifiche finalita' di trasparenza della pubblicazione.    5. Le notizie  concernenti  lo  svolgimento  delle  prestazioni  di chiunque  sia  addetto  a  una  funzione  pubblica  e   la   relativa valutazione   sono   rese   accessibili    dall'amministrazione    di appartenenza. Non sono invece ostensibili, se non nei  casi  previsti dalla legge, le notizie concernenti  la  natura  delle  infermita'  e degli impedimenti personali o familiari che causino l'astensione  dal lavoro,  nonche'  le  componenti  della  valutazione  o  le   notizie concernenti il rapporto  di  lavoro  tra  il  predetto  dipendente  e l'amministrazione, idonee a rivelare taluna delle informazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d) del decreto  legislativo  n.  196 del 2003.    6. Restano fermi i  limiti  alla  diffusione  e  all'accesso  delle informazioni di cui all'articolo 24, comma  1  e  6,  della  legge  7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche, di tutti i dati  di  cui all'articolo 9 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.  322,  di quelli previsti dalla normativa europea  in  materia  di  tutela  del segreto statistico e di quelli che  siano  espressamente  qualificati come riservati  dalla  normativa  nazionale  ed  europea  in  materia statistica, nonche' quelli relativi alla diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.    7. Al fine di assicurare la trasparenza degli  atti  amministrativi non soggetti agli  obblighi  di  pubblicita'  previsti  dal  presente decreto, la Commissione di cui all'articolo 27 della legge  7  agosto 1990, n. 241, continua ad operare anche oltre la scadenza del mandato prevista dalla disciplina vigente, senza oneri a carico del  bilancio dello Stato.    8. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente decreto  i servizi di aggregazione, estrazione e trasmissione massiva degli atti memorizzati in banche dati rese disponibili sul web.

Note all'art. 4:                Si riporta il testo dell'articolo 4, comma  1,  lettere           d) ed e), del citato decreto legislativo n. 196 del 2003:                «Art. 4.                (Omissis).                d) "dati sensibili", i dati personali idonei a rivelare           l'origine razziale ed  etnica,  le  convinzioni  religiose,           filosofiche o  di  altro  genere,  le  opinioni  politiche,           l'adesione   a   partiti,   sindacati,   associazioni    od           organizzazioni a carattere religioso, filosofico,  politico           o sindacale, nonche' i dati personali idonei a rivelare  lo           stato di salute e la vita sessuale;                e)  "dati  giudiziari",  i  dati  personali  idonei   a           rivelare provvedimenti di  cui  all'articolo  3,  comma  1,           lettere da a) a o) e da r) a u),  del  d.P.R.  14  novembre           2002, n. 313,  in  materia  di  casellario  giudiziale,  di           anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da  reato           e dei relativi carichi pendenti, o la qualita' di  imputato           o di indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di           procedura penale;                (Omissis).».                Si riporta il testo dell'articolo 24, commi 1  e  6,  e           dell'articolo 27 della citata legge n. 241 del 1990:                «Art. 24. (Esclusione dal diritto di accesso)                1. Il diritto di accesso e' escluso:                a) per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi           della  legge  24  ottobre  1977,  n.  801,   e   successive           modificazioni, e nei  casi  di  segreto  o  di  divieto  di           divulgazione  espressamente  previsti  dalla   legge,   dal           regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche           amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo;                b) nei procedimenti  tributari,  per  i  quali  restano           ferme le particolari norme che li regolano;                c)  nei   confronti   dell'attivita'   della   pubblica           amministrazione diretta all'emanazione di  atti  normativi,           amministrativi   generali,   di   pianificazione    e    di           programmazione, per i quali restano  ferme  le  particolari           norme che ne regolano la formazione;                d)  nei  procedimenti  selettivi,  nei  confronti   dei           documenti   amministrativi   contenenti   informazioni   di           carattere psicoattitudinale relativi a terzi.                (Omissis).                6 Con regolamento, adottato ai sensi dell'articolo  17,           comma 2, della legge 23 agosto 1988,  n.  400,  il  Governo           puo' prevedere casi di sottrazione all'accesso di documenti           amministrativi:                a) quando,  al  di  fuori  delle  ipotesi  disciplinate           dall'articolo 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, dalla           loro divulgazione possa derivare una lesione,  specifica  e           individuata,  alla  sicurezza  e  alla  difesa   nazionale,           all'esercizio della sovranita' nazionale e alla continuita'           e alla  correttezza  delle  relazioni  internazionali,  con           particolare riferimento alle ipotesi previste dai  trattati           e dalle relative leggi di attuazione;                b)  quando  l'accesso  possa  arrecare  pregiudizio  ai           processi di formazione, di determinazione e  di  attuazione           della politica monetaria e valutaria;                c) quando i documenti riguardino le strutture, i mezzi,           le  dotazioni,  il  personale  e  le  azioni   strettamente           strumentali  alla   tutela   dell'ordine   pubblico,   alla           prevenzione  e  alla  repressione  della  criminalita'  con           particolare riferimento alle tecniche  investigative,  alla           identita' delle fonti di informazione e alla sicurezza  dei           beni e delle persone coinvolte,  all'attivita'  di  polizia           giudiziaria e di conduzione delle indagini;                d) quando i documenti riguardino la vita privata  o  la           riservatezza  di  persone  fisiche,   persone   giuridiche,           gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento           agli  interessi   epistolare,   sanitario,   professionale,           finanziario, industriale e  commerciale  di  cui  siano  in           concreto titolari, ancorche' i relativi dati siano  forniti           all'amministrazione   dagli   stessi   soggetti   cui    si           riferiscono;                e) quando i documenti riguardino l'attivita'  in  corso           di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti           interni connessi all'espletamento del relativo mandato.                (Omissis).»                «Art.  27.  (Commissione  per  l'accesso  ai  documenti           amministrativi).                1. E' istituita presso la Presidenza del Consiglio  dei           Ministri  la  Commissione  per   l'accesso   ai   documenti           amministrativi.                2.  La  Commissione  e'  nominata   con   decreto   del           Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio           dei Ministri. Essa e'  presieduta  dal  sottosegretario  di           Stato alla Presidenza del  Consiglio  dei  Ministri  ed  e'           composta da dodici membri, dei quali  due  senatori  e  due           deputati, designati dai Presidenti delle rispettive Camere,           quattro scelti fra il personale di cui alla legge 2  aprile           1979, n. 97,  su  designazione  dei  rispettivi  organi  di           autogoverno, due fra  i  professori  di  ruolo  in  materie           giuridiche e uno fra i dirigenti dello Stato e degli  altri           enti pubblici. E' membro di diritto  della  Commissione  il           capo della struttura della  Presidenza  del  Consiglio  dei           Ministri che costituisce il supporto organizzativo  per  il           funzionamento  della  Commissione.  La   Commissione   puo'           avvalersi di un numero di esperti non  superiore  a  cinque           unita', nominati ai sensi dell'articolo 29 della  legge  23           agosto 1988, n. 400.                3. La Commissione e' rinnovata ogni  tre  anni.  Per  i           membri parlamentari si procede a nuova nomina  in  caso  di           scadenza o scioglimento anticipato delle Camere  nel  corso           del triennio.                4.                5. La Commissione  adotta  le  determinazioni  previste           dall'articolo 25, comma 4; vigila affinche' sia attuato  il           principio  di  piena  conoscibilita'  dell'attivita'  della           pubblica amministrazione con il rispetto dei limiti fissati           dalla presente legge; redige una  relazione  annuale  sulla           trasparenza dell'attivita' della pubblica  amministrazione,           che comunica alle Camere e al Presidente del Consiglio  dei           Ministri;  propone   al   Governo   modifiche   dei   testi           legislativi e regolamentari che siano utili a realizzare la           piu'  ampia  garanzia  del  diritto  di  accesso   di   cui           all'articolo 22.                6. Tutte le amministrazioni sono  tenute  a  comunicare           alla Commissione, nel termine assegnato dalla medesima,  le           informazioni ed i documenti da essa richiesti, ad eccezione           di quelli coperti da segreto di Stato.                7. ».                Si  riporta  il  testo  dell'articolo  9  del   decreto           legislativo 6 settembre 1989, n. 322:                «Art  9.  (Disposizioni  per  la  tutela  del   segreto           statistico )                1.  I  dati   raccolti   nell'ambito   di   rilevazioni           statistiche comprese nel programma statistico nazionale  da           parte  degli  uffici  di  statistica  non  possono   essere           esternati se non in forma aggregata, in modo che non se  ne           possa trarre  alcun  riferimento  relativamente  a  persone           identificabili, e possono essere utilizzati solo per  scopi           statistici.                2. I  dati  di  cui  al  comma  1  non  possono  essere           comunicati o diffusi se non in forma  aggregata  e  secondo           modalita' che rendano non identificabili gli interessati ad           alcun soggetto esterno, pubblico o privato,  ne'  ad  alcun           ufficio della pubblica amministrazione.  In  ogni  caso,  i           dati non possono essere utilizzati al fine di  identificare           nuovamente gli interessati.                3.   In   casi   eccezionali,   l'organo   responsabile           dell'amministrazione nella quale e' inserito  l'ufficio  di           statistica puo', sentito il comitato di  cui  all'art.  17,           chiedere  al  Presidente   del   Consiglio   dei   Ministri           l'autorizzazione ad estendere il segreto statistico anche a           dati aggregati.                4.  Fatto  salvo  quanto  previsto  dall'art.  8,   non           rientrano tra i dati tutelati dal  segreto  statistico  gli           estremi identificativi di persone o di  beni,  o  gli  atti           certificativi  di   rapporti,   provenienti   da   pubblici           registri,  elenchi,  atti  o   documenti   conoscibili   da           chiunque.».

Art. 5                                 Accesso civico      1.  L'obbligo  previsto  dalla  normativa  vigente  in  capo   alle pubbliche amministrazioni di  pubblicare  documenti,  informazioni  o dati comporta il diritto di chiunque di richiedere  i  medesimi,  nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione.    2. La richiesta di accesso  civico  non  e'  sottoposta  ad  alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente non deve essere motivata, e' gratuita e  va  presentata  al  responsabile della trasparenza dell'amministrazione obbligata  alla  pubblicazione di cui al comma 1, che si pronuncia sulla stessa.    3.   L'amministrazione,   entro   trenta   giorni,   procede   alla pubblicazione nel sito del documento, dell'informazione  o  del  dato richiesto e  lo  trasmette  contestualmente  al  richiedente,  ovvero comunica  al  medesimo   l'avvenuta   pubblicazione,   indicando   il collegamento  ipertestuale  a  quanto  richiesto.  Se  il  documento, l'informazione o il dato  richiesti  risultano  gia'  pubblicati  nel rispetto  della  normativa  vigente,  l'amministrazione   indica   al richiedente il relativo collegamento ipertestuale.    4. Nei casi di ritardo  o  mancata  risposta  il  richiedente  puo' ricorrere al titolare del potere sostitutivo di cui  all'articolo  2, comma  9-bis  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive modificazioni,  che,  verificata  la  sussistenza   dell'obbligo   di pubblicazione, nei  termini  di  cui  al  comma  9-ter  del  medesimo articolo, provvede ai sensi del comma 3.    5. La tutela del diritto di accesso civico  e'  disciplinata  dalle disposizioni di cui al decreto legislativo 2  luglio  2010,  n.  104, cosi' come modificato dal presente decreto.    6.  La  richiesta  di  accesso  civico  comporta,  da   parte   del Responsabile della trasparenza,  l'obbligo  di  segnalazione  di  cui all'articolo 43, comma 5.

Note all'art. 5:                Si riporta il testo  dell'articolo  2,  commi  9-bis  e           9-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241:                «Art. 2. (Conclusione del procedimento)                (Omissis).                9-bis. L'organo di governo individua, nell'ambito delle           figure  apicali  dell'amministrazione,  il   soggetto   cui           attribuire  il  potere  sostitutivo  in  caso  di  inerzia.           Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo           si  considera  attribuito  al  dirigente  generale  o,   in           mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o  in  mancanza           al   funzionario   di   piu'   elevato   livello   presente           nell'amministrazione.                9-ter.  Decorso   inutilmente   il   termine   per   la           conclusione del procedimento o quello superiore di  cui  al           comma 7, il privato puo' rivolgersi al responsabile di  cui           al comma 9-bis perche', entro un termine pari alla meta' di           quello originariamente previsto, concluda  il  procedimento           attraverso le strutture competenti o con la  nomina  di  un           commissario.                (Omissis).».                Il  decreto  legislativo  2   luglio   2010,   n.   104           (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n.           69, recante delega al governo per il riordino del  processo           amministrativo), e' pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  7           luglio 2010, n. 156, S.O.

Art. 6                           Qualita' delle informazioni      1. Le pubbliche  amministrazioni  garantiscono  la  qualita'  delle informazioni riportate nei  siti  istituzionali  nel  rispetto  degli obblighi  di  pubblicazione  previsti  dalla   legge,   assicurandone l'integrita',  il  costante   aggiornamento,   la   completezza,   la tempestivita', la semplicita' di consultazione, la  comprensibilita', l'omogeneita', la facile accessibilita', nonche'  la  conformita'  ai documenti originali in possesso  dell'amministrazione,  l'indicazione della loro provenienza e la riutilizzabilita' secondo quanto previsto dall'articolo 7.    2. L'esigenza di assicurare adeguata  qualita'  delle  informazioni diffuse non puo', in ogni caso,  costituire  motivo  per  l'omessa  o ritardata pubblicazione dei dati, delle informazioni e dei documenti.

Art. 7                            Dati aperti e riutilizzo      1. I documenti, le informazioni e i dati oggetto  di  pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, resi disponibili anche a seguito dell'accesso civico di cui all'articolo 5, sono  pubblicati in formato di tipo  aperto  ai  sensi  dell'articolo  68  del  Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo 2005, n. 82, e sono riutilizzabili ai sensi del  decreto  legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82, e del decreto legislativo 30 giugno 2003,  n.  196,  senza  ulteriori restrizioni diverse dall'obbligo di citare la fonte e di  rispettarne l'integrita'.

Note all'art. 7:                Si  riporta  il  testo  dell'articolo  68  del  decreto           legislativo 7 marzo 2005, n. 82:                «Art. 68. (Analisi comparativa delle soluzioni).                1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono  programmi           informatici o parti di essi nel rispetto  dei  principi  di           economicita' e di efficienza,  tutela  degli  investimenti,           riuso  e  neutralita'  tecnologica,  a   seguito   di   una           valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le           seguenti soluzioni disponibili sul mercato:                a)  software  sviluppato  per  conto   della   pubblica           amministrazione;                b) riutilizzo di software o parti  di  esso  sviluppati           per conto della pubblica amministrazione;                c) software libero o a codice sorgente aperto;                d) software fruibile in modalita' cloud computing;                e) software di tipo  proprietario  mediante  ricorso  a           licenza d'uso;                f) software combinazione delle precedenti soluzioni.                1-bis. A tal fine, le pubbliche  amministrazioni  prima           di procedere all'acquisto, secondo le procedure di  cui  al           codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163,           effettuano  una  valutazione  comparativa   delle   diverse           soluzioni disponibili sulla base dei seguenti criteri:                a) costo complessivo del programma  o  soluzione  quale           costo di acquisto, di implementazione,  di  mantenimento  e           supporto;                b)  livello  di  utilizzo  di  formati  di  dati  e  di           interfacce di tipo aperto nonche' di standard in  grado  di           assicurare   l'interoperabilita'    e    la    cooperazione           applicativa  tra  i  diversi  sistemi   informatici   della           pubblica amministrazione;                c) garanzie del fornitore  in  materia  di  livelli  di           sicurezza,  conformita'  alla  normativa  in   materia   di           protezione dei dati personali, livelli di  servizio  tenuto           conto della tipologia di software acquisito.                1-ter.  Ove  dalla  valutazione  comparativa  di   tipo           tecnico ed economico, secondo i criteri  di  cui  al  comma           1-bis, risulti motivatamente l'impossibilita' i accedere  a           soluzioni  gia'  disponibili  all'interno  della   pubblica           amministrazione, o a software liberi o  a  codici  sorgente           aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, e' consentita           l'acquisizione   di   programmi   informatici    di    tipo           proprietario  mediante  ricorso   a   licenza   d'uso.   La           valutazione di cui al presente comma e' effettuata  secondo           le modalita' e i criteri definiti dall'Agenzia per l'Italia           digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime           altresi' parere circa il loro rispetto.                2. Le pubbliche amministrazioni nella predisposizione o           nell'acquisizione  dei  programmi   informatici,   adottano           soluzioni informatiche, quando possibile  modulari,  basate           sui sistemi funzionali resi noti ai sensi dell'articolo 70,           che  assicurino  l'interoperabilita'  e   la   cooperazione           applicativa e consentano la  rappresentazione  dei  dati  e           documenti in piu'  formati,  di  cui  almeno  uno  di  tipo           aperto,  salvo  che  ricorrano  motivate   ed   eccezionali           esigenze.                2-bis.   Le   amministrazioni   pubbliche    comunicano           tempestivamente al DigitPA  l'adozione  delle  applicazioni           informatiche   e    delle    pratiche    tecnologiche,    e           organizzative,adottate, fornendo ogni utile informazione ai           fini della piena conoscibilita' delle soluzioni adottate  e           dei risultati ottenuti, anche per favorire il  riuso  e  la           piu' ampia diffusione delle migliori pratiche.                3. Agli effetti del  presente  decreto  legislativo  si           intende per:                a) formato dei dati di tipo aperto, un formato di  dati           reso pubblico, documentato esaustivamente e neutro rispetto           agli strumenti tecnologici necessari per la  fruizione  dei           dati stessi;                b) dati di  tipo  aperto,  i  dati  che  presentano  le           seguenti caratteristiche:                1)sono disponibili secondo i termini di una licenza che           ne permetta l'utilizzo da  parte  di  chiunque,  anche  per           finalita' commerciali, in formato disaggregato;                2)   sono   accessibili   attraverso   le    tecnologie           dell'informazione e della comunicazione,  ivi  comprese  le           reti telematiche pubbliche e private, in formati aperti  ai           sensi della lettera a), sono adatti all'utilizzo automatico           da parte di programmi per elaboratori e sono provvisti  dei           relativi metadati;                3) sono resi disponibili  gratuitamente  attraverso  le           tecnologie dell'informazione  e  della  comunicazione,  ivi           comprese le reti telematiche pubbliche  e  private,  oppure           sono resi disponibili ai costi marginali sostenuti  per  la           loro riproduzione e divulgazione.                L'Agenzia per l'Italia  digitale  deve  stabilire,  con           propria  deliberazione,  i  casi  eccezionali,  individuati           secondo criteri oggettivi, trasparenti e  verificabili,  in           cui essi sono resi disponibili a tariffe superiori ai costi           marginali. In ogni caso,  l'Agenzia,  nel  trattamento  dei           casi eccezionali individuati, si attiene  alle  indicazioni           fornite dalla direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo e           del  Consiglio,  del  17  novembre  2003,  sul   riutilizzo           dell'informazione del settore  pubblico,  recepita  con  il           decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36.                4. Il DigitPA istruisce ed aggiorna,  con  periodicita'           almeno  annuale,   un   repertorio   dei   formati   aperti           utilizzabili  nelle  pubbliche  amministrazioni   e   delle           modalita' di trasferimento dei formati.».                Il  decreto  legislativo  24  gennaio   2006,   n.   36           (Attuazione  della   direttiva   2003/98/CE   relativa   al           riutilizzo  di  documenti   nel   settore   pubblico),   e'           pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14  febbraio  2006,           n. 37.                 Per i riferimenti al citato decreto legislativo n. 196           del 2003, si veda nelle note alle premesse.

Art. 8                Decorrenza e durata dell'obbligo di pubblicazione      1.  I  documenti   contenenti   atti   oggetto   di   pubblicazione obbligatoria  ai  sensi  della  normativa  vigente  sono   pubblicati tempestivamente sul sito istituzionale dell'amministrazione.    2. I documenti contenenti altre  informazioni  e  dati  oggetto  di pubblicazione obbligatoria ai  sensi  della  normativa  vigente  sono pubblicati e mantenuti aggiornati ai  sensi  delle  disposizioni  del presente decreto.    3. I dati, le informazioni e i documenti oggetto  di  pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblicati per  un periodo di 5 anni, decorrenti dal 1° gennaio dell'anno  successivo  a quello da cui decorre l'obbligo di pubblicazione, e comunque  fino  a che gli atti pubblicati producono  i  loro  effetti,  fatti  salvi  i diversi termini previsti dalla normativa in  materia  di  trattamento dei dati personali e quanto previsto dagli articoli 14,  comma  2,  e 15, comma 4.

Art. 9                  Accesso alle informazioni pubblicate nei siti      1.  Ai  fini  della   piena   accessibilita'   delle   informazioni pubblicate, nella home  page  dei  siti  istituzionali  e'  collocata un'apposita sezione denominata «Amministrazione trasparente», al  cui interno  sono  contenuti  i  dati,  le  informazioni  e  i  documenti pubblicati ai sensi della normativa vigente. Le  amministrazioni  non possono disporre filtri e altre soluzioni tecniche atte  ad  impedire ai motori di  ricerca  web  di  indicizzare  ed  effettuare  ricerche all'interno della sezione «Amministrazione trasparente».    2.  Alla  scadenza  del   termine   di   durata   dell'obbligo   di pubblicazione di  cui  all'articolo  8,  comma  3,  i  documenti,  le informazioni e i dati sono comunque conservati  e  resi  disponibili, con le modalita' di  cui  all'articolo  6,  all'interno  di  distinte sezioni del sito  di  archivio,  collocate  e  debitamente  segnalate nell'ambito della sezione «Amministrazione trasparente». I  documenti possono essere trasferiti all'interno delle sezioni di archivio anche prima della scadenza del termine di cui all'articolo 8, comma 3.

Art. 10              Programma triennale per la trasparenza e l'integrita'      1. Ogni amministrazione, sentite le associazioni rappresentate  nel Consiglio  nazionale  dei  consumatori  e  degli  utenti,  adotta  un Programma triennale per la trasparenza e l'integrita', da  aggiornare annualmente, che indica le iniziative previste per garantire:    a) un adeguato livello di trasparenza, anche sulla base delle linee guida elaborate dalla Commissione di cui all'articolo 13 del  decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150;    b) la legalita' e lo sviluppo della cultura dell'integrita'.    2. Il Programma triennale per la trasparenza e l'integrita', di cui al comma 1, definisce  le  misure,  i  modi  e  le  iniziative  volti all'attuazione  degli  obblighi  di  pubblicazione   previsti   dalla normativa vigente, ivi comprese  le  misure  organizzative  volte  ad assicurare la regolarita' e la tempestivita' dei  flussi  informativi di cui all'articolo 43, comma 3. Le misure  del  Programma  triennale sono collegate, sotto l'indirizzo del responsabile, con le  misure  e gli interventi previsti dal Piano di prevenzione della corruzione.  A tal fine, il Programma costituisce di norma una sezione del Piano  di prevenzione della corruzione.    3. Gli obiettivi indicati nel Programma triennale sono formulati in collegamento   con   la   programmazione   strategica   e   operativa dell'amministrazione,  definita  in  via  generale  nel  Piano  della performance e negli analoghi  strumenti  di  programmazione  previsti negli enti locali. La promozione di maggiori livelli  di  trasparenza costituisce un'area strategica  di  ogni  amministrazione,  che  deve tradursi nella definizione di obiettivi organizzativi e individuali.    4. Le amministrazioni pubbliche garantiscono la massima trasparenza in ogni fase del ciclo di gestione della performance.    5. Ai fini della riduzione del  costo  dei  servizi,  dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonche' del conseguente  risparmio   sul   costo   del   lavoro,   le   pubbliche amministrazioni  provvedono  annualmente  ad  individuare  i  servizi erogati, agli utenti sia finali che intermedi, ai sensi dell'articolo 10, comma 5, del decreto  legislativo  7  agosto  1997,  n.  279.  Le amministrazioni provvedono altresi' alla contabilizzazione dei  costi e all'evidenziazione dei costi effettivi  e  di  quelli  imputati  al personale per ogni servizio erogato, nonche' al monitoraggio del loro andamento  nel  tempo,  pubblicando  i   relativi   dati   ai   sensi dell'articolo 32.    6. Ogni amministrazione presenta il  Piano  e  la  Relazione  sulla performance di cui all'articolo 10, comma 1, lettere  a)  e  b),  del decreto legislativo n. 150 del 2009 alle associazioni di  consumatori o  utenti,  ai  centri  di  ricerca  e  a  ogni   altro   osservatore qualificato, nell'ambito di apposite giornate della trasparenza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.    7.  Nell'ambito  del  Programma  triennale  per  la  trasparenza  e l'integrita' sono specificate le modalita', i tempi di attuazione, le risorse dedicate e gli strumenti  di  verifica  dell'efficacia  delle iniziative di cui al comma 1.    8. Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale nella sezione:  «Amministrazione  trasparente»  di  cui all'articolo 9:    a) il Programma triennale per la trasparenza e l'integrita'  ed  il relativo stato di attuazione;    b) il Piano e la Relazione  di  cui  all'articolo  10  del  decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150;    c) i nominativi ed  i  curricula  dei  componenti  degli  organismi indipendenti di  valutazione  di  cui  all'articolo  14  del  decreto legislativo n. 150 del 2009;    d) i curricula e i compensi dei soggetti di  cui  all'articolo  15, comma 1, nonche' i curricula dei titolari di posizioni organizzative, redatti in conformita' al vigente modello europeo.    9. La trasparenza rileva, altresi', come dimensione  principale  ai fini della determinazione degli  standard  di  qualita'  dei  servizi pubblici da adottare con le carte dei servizi ai sensi  dell'articolo 11 del decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  286,  cosi'  come modificato dall'articolo 28 del decreto legislativo 27 ottobre  2009, n. 150.

Note all'art. 10:                Si riporta il testo degli articoli  10,  13  e  14  del           citato decreto legislativo n. 150 del 2009:                «Art. 10. Piano della  performance  e  Relazione  sulla           performance                1. Al fine di assicurare la qualita',  comprensibilita'           ed attendibilita' dei documenti di  rappresentazione  della           performance, le amministrazioni pubbliche,  secondo  quanto           stabilito dall'articolo 15, comma 2, lettera  d),  redigono           annualmente:                a) entro il  31  gennaio,  un  documento  programmatico           triennale, denominato Piano della performance  da  adottare           in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione           finanziaria e di bilancio, che individua  gli  indirizzi  e           gli obiettivi strategici  ed  operativi  e  definisce,  con           riferimento agli obiettivi  finali  ed  intermedi  ed  alle           risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione           della   performance   dell'amministrazione,   nonche'   gli           obiettivi assegnati al personale dirigenziale ed i relativi           indicatori;                b) un  documento,  da  adottare  entro  il  30  giugno,           denominato: «Relazione sulla performance» che evidenzia,  a           consuntivo,  con   riferimento   all'anno   precedente,   i           risultati organizzativi e individuali raggiunti rispetto ai           singoli  obiettivi  programmati  ed   alle   risorse,   con           rilevazione degli eventuali scostamenti, e il  bilancio  di           genere realizzato.                2. I documenti di cui alle lettere a) e b) del comma  1           sono  immediatamente  trasmessi  alla  Commissione  di  cui           all'articolo  13  e  al  Ministero  dell'economia  e  delle           finanze.                3.  Eventuali  variazioni  durante  l'esercizio   degli           obiettivi   e   degli    indicatori    della    performance           organizzativa e individuale sono  tempestivamente  inserite           all'interno nel Piano della performance.                4. Per le amministrazioni dello Stato  il  Piano  della           performance contiene la direttiva annuale del  Ministro  di           cui all'articolo 14 del decreto legislativo 30 marzo  2001,           n. 165.                5.  In  caso  di  mancata  adozione  del  Piano   della           performance  e'   fatto   divieto   di   erogazione   della           retribuzione di risultato ai dirigenti che risultano  avere           concorso alla mancata adozione del Piano, per  omissione  o           inerzia   nell'adempimento   dei    propri    compiti,    e           l'amministrazione  non  puo'  procedere  ad  assunzioni  di           personale o al conferimento di incarichi di consulenza o di           collaborazione comunque denominati.»                «Art.  13.   Commissione   per   la   valutazione,   la           trasparenza e l'integrita' delle amministrazioni pubbliche                1. In attuazione dell'articolo 4, comma 2, lettera  f),           della  legge  4  marzo  2009,  n.  15,  e'   istituita   la           Commissione  per   la   valutazione,   la   trasparenza   e           l'integrita' delle amministrazioni  pubbliche,  di  seguito           denominata  "Commissione",  che  opera  in   posizione   di           indipendenza di  giudizio  e  di  valutazione  e  in  piena           autonomia,  in  collaborazione  con   la   Presidenza   del           Consiglio  dei  Ministri  -  Dipartimento  della   funzione           pubblica e con il Ministero dell'economia e delle finanze -           Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello  Stato  ed           eventualmente in raccordo  con  altri  enti  o  istituzioni           pubbliche, con il  compito  di  indirizzare,  coordinare  e           sovrintendere all'esercizio indipendente delle funzioni  di           valutazione, di garantire la  trasparenza  dei  sistemi  di           valutazione,  di  assicurare   la   comparabilita'   e   la           visibilita'   degli   indici   di   andamento   gestionale,           informando annualmente il  Ministro  per  l'attuazione  del           programma di Governo sull'attivita' svolta.                2. Mediante intesa tra la Conferenza  delle  Regioni  e           delle Province autonome, l'Anci,  l'Upi  e  la  Commissione           sono  definiti  i  protocolli  di  collaborazione  per   la           realizzazione delle attivita' di cui ai commi 5, 6 e 8.                3. La Commissione  e'  organo  collegiale  composto  da           cinque   componenti   scelti   tra   esperti   di   elevata           professionalita', anche  estranei  all'amministrazione  con           comprovate competenze  in  Italia  e  all'estero,  sia  nel           settore pubblico che in quello privato in tema  di  servizi           pubblici,  management,   misurazione   della   performance,           nonche'  di  gestione  e  valutazione  del   personale.   I           componenti sono nominati, tenuto conto del principio  delle           pari opportunita' di genere,  con  decreto  del  Presidente           della Repubblica, previa deliberazione  del  Consiglio  dei           Ministri,  su  proposta  del  Ministro  per   la   pubblica           amministrazione  e  l'innovazione,  di  concerto   con   il           Ministro per l'attuazione del programma di Governo,  previo           parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti           espresso a maggioranza dei  due  terzi  dei  componenti.  I           componenti della Commissione non possono essere scelti  tra           persone che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche           in partiti politici o in  organizzazioni  sindacali  o  che           abbiano rivestito tali incarichi e  cariche  nei  tre  anni           precedenti la nomina e, in  ogni  caso,  non  devono  avere           interessi di qualsiasi natura in conflitto con le  funzioni           della  Commissione.  I  componenti  sono  nominati  per  un           periodo di sei anni e possono essere  confermati  una  sola           volta. In  occasione  della  prima  seduta,  convocata  dal           componente piu' anziano di eta', i componenti eleggono  nel           loro  ambito  il  Presidente  della  Commissione.  All'atto           dell'accettazione della nomina, se dipendenti  da  pubblica           amministrazione o magistrati in attivita' di servizio  sono           collocati fuori ruolo, se ne fanno richiesta,  e  il  posto           corrispondente       nella        dotazione        organica           dell'amministrazione di appartenenza e' reso  indisponibile           per  tutta   la   durata   del   mandato;   se   professori           universitari, sono collocati in aspettativa senza assegni.                4. La struttura operativa della Commissione e'  diretta           da un Segretario generale nominato con deliberazione  della           Commissione  medesima   tra   soggetti   aventi   specifica           professionalita' ed esperienza gestionale-organizzativa nel           campo del lavoro pubblico.  La  Commissione  definisce  con           propri  regolamenti  le  norme   concernenti   il   proprio           funzionamento  e  determina,  altresi',  i  contingenti  di           personale di cui avvalersi entro il limite  massimo  di  30           unita'. Alla copertura dei posti si provvede esclusivamente           mediante personale di altre amministrazioni in posizione di           comando o fuori ruolo, cui si applica l'articolo 17,  comma           14,  della  legge  15  maggio  1997,  n.  127,  o  mediante           personale con contratto a  tempo  determinato.  Nei  limiti           delle  disponibilita'  di  bilancio  la  Commissione   puo'           avvalersi  di  non  piu'   di   10   esperti   di   elevata           professionalita' ed esperienza sui temi della misurazione e           della valutazione della performance e della  prevenzione  e           della lotta  alla  corruzione,  con  contratti  di  diritto           privato di collaborazione autonoma. La Commissione,  previo           accordo  con  il  Presidente   dell'ARAN,   puo'   altresi'           avvalersi del personale e delle strutture  dell'ARAN.  Puo'           inoltre  richiedere  indagini,  accertamenti  e   relazioni           all'Ispettorato per la funzione pubblica.                5. La Commissione  indirizza,  coordina  e  sovrintende           all'esercizio delle funzioni di valutazione da parte  degli           Organismi indipendenti di cui all'articolo 14 e delle altre           Agenzie di valutazione; a tale fine:                a)  promuove  sistemi  e  metodologie  finalizzati   al           miglioramento  della  performance   delle   amministrazioni           pubbliche;                b) assicura la trasparenza dei risultati conseguiti;                c) confronta le  performance  rispetto  a  standard  ed           esperienze, nazionali e internazionali;                d)  favorisce,  nella  pubblica   amministrazione,   la           cultura della trasparenza  anche  attraverso  strumenti  di           prevenzione e di lotta alla corruzione;                e) favorisce la cultura  delle  pari  opportunita'  con           relativi criteri e prassi applicative.                6. La Commissione nel rispetto dell'esercizio  e  delle           responsabilita' autonome di  valutazione  proprie  di  ogni           amministrazione:                a)   fornisce   supporto   tecnico    e    metodologico           all'attuazione delle varie fasi del ciclo di gestione della           performance;                b) definisce la struttura e le modalita'  di  redazione           del Piano e della Relazione di cui all'articolo 10;                c) verifica la corretta  predisposizione  del  Piano  e           della Relazione  sulla  Performance  delle  amministrazioni           centrali  e,  a  campione,  analizza  quelli   degli   Enti           territoriali, formulando                osservazioni e specifici rilievi;                d) definisce i parametri e i modelli di riferimento del           Sistema di misurazione e valutazione della  performance  di           cui   all'articolo   7   in   termini   di   efficienza   e           produttivita';                e) adotta le linee guida  per  la  predisposizione  dei           Programma triennale per la trasparenza  e  l'integrita'  di           cui all'articolo 11, comma 8, lettera a);                f) adotta le  linee  guida  per  la  definizione  degli           Strumenti per la qualita' dei servizi pubblici;                g) definisce i requisiti per la nomina  dei  componenti           dell'Organismo   indipendente   di   valutazione   di   cui           all'articolo 14;                h) promuove analisi comparate della  performance  delle           amministrazioni  pubbliche  sulla  base  di  indicatori  di           andamento gestionale e la  loro  diffusione  attraverso  la           pubblicazione nei siti istituzionali ed altre modalita'  ed           iniziative ritenute utili;                i)  redige  la   graduatoria   di   performance   delle           amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali  di           cui  all'articolo   40,   comma   3-quater,   del   decreto           legislativo n. 165 del 2001; a tale  fine  svolge  adeguata           attivita'    istruttoria    e    puo'    richiedere    alle           amministrazioni dati, informazioni e chiarimenti;                l) promuove iniziative di confronto con i cittadini, le           imprese e  le  relative  associazioni  rappresentative;  le           organizzazioni sindacali e le  associazioni  professionali;           le  associazioni  rappresentative   delle   amministrazioni           pubbliche; gli organismi di valutazione di cui all'articolo           14  e  quelli  di  controllo  interni   ed   esterni   alle           amministrazioni pubbliche;                m)  definisce  un  programma  di  sostegno  a  progetti           innovativi e  sperimentali,  concernenti  il  miglioramento           della performance attraverso le  funzioni  di  misurazione,           valutazione e controllo;                n) predispone una relazione annuale  sulla  performance           delle  amministrazioni  centrali   e   ne   garantisce   la           diffusione attraverso la  pubblicazione  sul  proprio  sito           istituzionale ed altre  modalita'  ed  iniziative  ritenute           utili;                o) sviluppa ed intrattiene rapporti  di  collaborazione           con analoghe strutture a livello europeo ed internazionale;                p) realizza e gestisce, in collaborazione con il  CNIPA           il portale della trasparenza che  contiene  i  piani  e  le           relazioni di performance delle amministrazioni pubbliche.                7.  La  Commissione  provvede  al   coordinamento,   al           supporto operativo e al monitoraggio delle attivita' di cui           all'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio           1999, n. 286, come modificato dall'articolo 28 del presente           decreto.                8. Presso la Commissione e' istituita  la  Sezione  per           l'integrita'  nelle  amministrazioni   pubbliche   con   la           funzione di  favorire,  all'interno  della  amministrazioni           pubbliche,  la   diffusione   della   legalita'   e   della           trasparenza e sviluppare interventi a favore della  cultura           dell'integrita'.  La  Sezione  promuove  la  trasparenza  e           l'integrita' nelle amministrazioni pubbliche; a  tale  fine           predispone le  linee  guida  del  Programma  triennale  per           l'integrita' e  la  trasparenza  di  cui  articolo  11,  ne           verifica l'effettiva adozione e vigila sul  rispetto  degli           obblighi in materia di trasparenza  da  parte  di  ciascuna           amministrazione.                9. I risultati dell'attivita'  della  Commissione  sono           pubblici. La Commissione assicura la disponibilita', per le           associazioni di consumatori o utenti, i centri di ricerca e           ogni altro osservatore qualificato, di  tutti  i  dati  sui           quali la valutazione si  basa  e  trasmette  una  relazione           annuale   sulle   proprie   attivita'   al   Ministro   per           l'attuazione del programma di Governo.                10. Dopo cinque anni, dalla data  di  costituzione,  la           Commissione affida ad un valutatore indipendente un'analisi           dei propri risultati ed un  giudizio  sull'efficacia  della           sua  attivita'  e  sull'adeguatezza  della   struttura   di           gestione, anche al fine di formulare eventuali proposte  di           integrazioni o modificazioni dei  propri  compiti.  L'esito           della  valutazione  e  le  eventuali  raccomandazioni  sono           trasmesse al Ministro per  la  pubblica  amministrazione  e           l'innovazione e pubblicate  sul  sito  istituzionale  della           Commissione.                11.  Con  decreto  del   Ministro   per   la   pubblica           amministrazione  e  l'innovazione,  di  concerto   con   il           Ministro dell'economia e delle finanze, sono  stabilite  le           modalita'   di   organizzazione,   le   norme   regolatrici           dell'autonoma  gestione  finanziaria  della  Commissione  e           fissati i compensi per i componenti.                12. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio           dei Ministri, su proposta  del  Ministro  per  la  pubblica           amministrazione e l'innovazione, di concerto con i Ministri           competenti, sono dettate disposizioni per il  raccordo  tra           le attivita' della Commissione  e  quelle  delle  esistenti           Agenzie di valutazione.                13. Agli oneri derivanti dal presente articolo  pari  a           due milioni di euro per l'anno 2009 e a 8 milioni di euro a           decorrere   dall'anno   2010   si   provvede   nei   limiti           dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  4,  comma           3,  primo  periodo,  della  legge  4  marzo  2009,  n.  15.           All'attuazione della lettera p) del  comma  6  si  provvede           nell'ambito   dell'autorizzazione   di   spesa    di    cui           all'articolo 4, comma 3, secondo  periodo,  della  legge  4           marzo 2009, n. 15, ferme restando le risorse  da  destinare           alle  altre  finalita'  di  cui   al   medesimo   comma   3           dell'articolo 4.»                «Art. 14. Organismo indipendente di  valutazione  della           performance                1.  Ogni  amministrazione,  singolarmente  o  in  forma           associata, senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la  finanza           pubblica,  si  dota  di  un   Organismo   indipendente   di           valutazione della performance.                2. L'Organismo di cui al comma 1 sostituisce i  servizi           di  controllo  interno,  comunque  denominati,  di  cui  al           decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ed esercita, in           piena autonomia, le attivita' di cui al comma 4.  Esercita,           altresi', le  attivita'  di  controllo  strategico  di  cui           all'articolo 6, comma 1, del citato decreto legislativo  n.           286 del  1999,  e  riferisce,  in  proposito,  direttamente           all'organo di indirizzo politico-amministrativo.                3. L'Organismo indipendente di valutazione e' nominato,           sentita la Commissione di cui all'articolo 13,  dall'organo           di indirizzo politico-amministrativo per un periodo di  tre           anni. L'incarico dei componenti puo' essere  rinnovato  una           sola volta.                4.  L'Organismo  indipendente  di   valutazione   della           performance:                a) monitora il funzionamento  complessivo  del  sistema           della  valutazione,  della  trasparenza  e  integrita'  dei           controlli interni ed elabora una  relazione  annuale  sullo           stato dello stesso;                b) comunica tempestivamente le  criticita'  riscontrate           ai competenti organi interni di governo ed amministrazione,           nonche'  alla  Corte  dei  conti,  all'Ispettorato  per  la           funzione pubblica e alla Commissione  di  cui  all'articolo           13;                c)  valida  la  Relazione  sulla  performance  di   cui           all'articolo 10 e ne assicura la visibilita' attraverso  la           pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione;                d)  garantisce   la   correttezza   dei   processi   di           misurazione e valutazione, nonche' dell'utilizzo dei  premi           di cui al Titolo III, secondo quanto previsto dal  presente           decreto, dai contratti collettivi nazionali, dai  contratti           integrativi, dai regolamenti  interni  all'amministrazione,           nel rispetto del principio di valorizzazione del  merito  e           della professionalita';                e) propone, sulla base del sistema di cui  all'articolo           7,  all'organo  di  indirizzo  politico-amministrativo,  la           valutazione   annuale   dei   dirigenti   di   vertice    e           l'attribuzione ad essi dei premi di cui al Titolo III;                f) e' responsabile della  corretta  applicazione  delle           linee  guida,   delle   metodologie   e   degli   strumenti           predisposti dalla Commissione di cui all'articolo 13;                g) promuove e  attesta  l'assolvimento  degli  obblighi           relativi  alla  trasparenza  e  all'integrita'  di  cui  al           presente Titolo;                h)  verifica  i  risultati  e  le  buone  pratiche   di           promozione delle pari opportunita'.                5.  L'Organismo  indipendente  di   valutazione   della           performance, sulla base di appositi modelli  forniti  dalla           Commissione di cui all'articolo  13,  cura  annualmente  la           realizzazione di indagini sul personale dipendente volte  a           rilevare il livello di benessere organizzativo e  il  grado           di condivisione  del  sistema  di  valutazione  nonche'  la           rilevazione  della  valutazione   del   proprio   superiore           gerarchico da parte del  personale,  e  ne  riferisce  alla           predetta Commissione.                6. La validazione della Relazione sulla performance  di           cui al comma 4, lettera c), e' condizione inderogabile  per           l'accesso agli strumenti per premiare il merito di  cui  al           Titolo III.                7.   L'Organismo   indipendente   di   valutazione   e'           costituito  da  un  organo  monocratico  ovvero  collegiale           composto da 3 componenti  dotati  dei  requisiti  stabiliti           dalla Commissione  ai  sensi  dell'articolo  13,  comma  6,           lettera g), e di elevata  professionalita'  ed  esperienza,           maturata nel campo del management, della valutazione  della           performance  e  della  valutazione  del   personale   delle           amministrazioni pubbliche. I loro curricula sono comunicati           alla Commissione di cui all'articolo 13.                8.  I   componenti   dell'Organismo   indipendente   di           valutazione non possono essere nominati  tra  soggetti  che           rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in  partiti           politici o in organizzazioni sindacali ovvero  che  abbiano           rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con           le predette organizzazioni, ovvero  che  abbiano  rivestito           simili incarichi o cariche o che abbiano avuto simili                rapporti nei tre anni precedenti la designazione.                9. Presso l'Organismo indipendente  di  valutazione  e'           costituita, senza nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza           pubblica,  una  struttura   tecnica   permanente   per   la           misurazione  della  performance,   dotata   delle   risorse           necessarie all'esercizio delle relative funzioni.                10. Il responsabile della struttura tecnica  permanente           deve possedere una specifica professionalita' ed esperienza           nel  campo  della  misurazione  della   performance   nelle           amministrazioni pubbliche.                11. Agli  oneri  derivanti  dalla  costituzione  e  dal           funzionamento degli organismi di cui al  presente  articolo           si provvede nei limiti delle risorse attualmente  destinate           ai servizi di controllo interno.».                Si riporta il testo  dell'articolo  10,  comma  5,  del           decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279:                «Art  10.  (Sistema  di  contabilita'  economica  delle           pubbliche amministrazioni)                (Omissis).                5. I servizi esprimono le funzioni elementari, finali e           strumentali, cui danno luogo i diversi centri di costo  per           il raggiungimento degli  scopi  dell'amministrazione.  Essi           sono aggregati nelle funzioni- obiettivo che  esprimono  le           missioni   istituzionali   di   ciascuna    amministrazione           interessata. In base alla definizione dei servizi finali  e           strumentali  evidenziati   nelle   rilevazioni   analitiche           elementari, il Ministro competente individua gli indicatori           idonei  a  consentire  la  valutazione  di  efficienza,  di           efficacia e di economicita' del risultato  della  gestione,           anche ai fini delle valutazioni di competenza del  Ministro           del tesoro, del bilancio e della  programmazione  economica           ai sensi dell'articolo 4-bis della legge 5 agosto 1978,  n.           468, aggiunto dall'articolo  3,  comma  1,  della  legge  3           aprile 1997, n. 94. Per le altre amministrazioni  pubbliche           provvedono gli organi di direzione politica o di vertice.                (Omissis).».                Si  riporta  il  testo  dell'articolo  11  del  decreto           legislativo 30 luglio 1999, n. 286:                «Art 11. Qualita' dei servizi pubblici                1. I servizi pubblici nazionali e locali  sono  erogati           con  modalita'  che  promuovono  il   miglioramento   della           qualita' e assicurano  la  tutela  dei  cittadini  e  degli           utenti  e  la  loro  partecipazione,  nelle  forme,   anche           associative,  riconosciute  dalla  legge,   alle   inerenti           procedure  di  valutazione  e  definizione  degli  standard           qualitativi.                2.   Le   modalita'   di   definizione,   adozione    e           pubblicizzazione degli standard di qualita', i  casi  e  le           modalita' di adozione delle carte dei servizi, i criteri di           misurazione della qualita' dei servizi,  le  condizioni  di           tutela degli utenti, nonche'  i  casi  e  le  modalita'  di           indennizzo automatico e forfettario all'utenza per  mancato           rispetto degli standard  di  qualita'  sono  stabilite  con           direttive, aggiornabili  annualmente,  del  Presidente  del           Consiglio dei Ministri, su proposta della  Commissione  per           la  valutazione,  la  trasparenza  e   l'integrita'   nelle           amministrazioni pubbliche. Per quanto  riguarda  i  servizi           erogati direttamente o indirettamente dalle regioni e dagli           enti  locali,  si  provvede  con  atti   di   indirizzo   e           coordinamento adottati d'intesa con la Conferenza unificata           di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997,  n.  281,  su           proposta  della  Commissione   per   la   valutazione,   la           trasparenza e l'integrita' nelle amministrazioni pubbliche.                4. Sono in ogni  caso  fatte  salve  le  funzioni  e  i           compiti  legislativamente  assegnati,  per  alcuni  servizi           pubblici, ad autorita' indipendenti.                5. E' abrogato l'articolo 2 della legge 11 luglio 1995,           n. 273. Restano applicabili, sino  a  diversa  disposizione           adottata ai sensi del comma 2, i decreti del Presidente del           Consiglio dei  Ministri  recanti  gli  schemi  generali  di           riferimento gia' emanati ai sensi del suddetto articolo.».

Art. 11                        Ambito soggettivo di applicazione      1. Ai fini del presente decreto per «pubbliche amministrazioni»  si intendono tutte le amministrazioni di cui all'articolo  1,  comma  2, del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e   successive modificazioni.    2. Alle societa' partecipate dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 e alle societa' da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile si applicano, limitatamente alla attivita'  di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale  o  dell'Unione europea, le disposizioni dell'articolo 1, commi da  15  a  33,  della legge 6 novembre 2012, n. 190.    3. Le autorita' indipendenti di garanzia, vigilanza  e  regolazione provvedono all'attuazione di quanto previsto della normativa  vigente in materia di trasparenza  secondo  le  disposizioni  dei  rispettivi ordinamenti.

Note all'art. 11:                Si riporta il  testo  dell'articolo  1,  comma  2,  del           decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165:                «Art. 1.                (Omissis).                2.- Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le           amministrazioni dello Stato, ivi compresi  gli  istituti  e           scuole di ogni ordine e grado e le  istituzioni  educative,           le aziende ed amministrazioni dello  Stato  ad  ordinamento           autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni,  le  Comunita'           montane. e loro consorzi  e  associazioni,  le  istituzioni           universitarie, gli  Istituti  autonomi  case  popolari,  le           Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e           loro associazioni, tutti gli enti  pubblici  non  economici           nazionali,  regionali  e  locali,  le  amministrazioni,  le           aziende  e  gli  enti  del  Servizio  sanitario   nazionale           l'Agenzia per la rappresentanza negoziale  delle  pubbliche           amministrazioni (ARAN) e  le  Agenzie  di  cui  al  decreto           legislativo 30 luglio 1999, n.  300.  Fino  alla  revisione           organica della disciplina di settore,  le  disposizioni  di           cui al presente decreto continuano ad applicarsi  anche  al           CONI.                (Omissis).».                Si riporta  il  testo  dell'articolo  2359  del  codice           civile:                «Art 2359. Societa' controllate e societa' collegate                Sono considerate societa' controllate:                1) le societa' in cui un'altra societa'  dispone  della           maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria;                2) le societa' in cui un'altra societa' dispone di voti           sufficienti   per   esercitare    un'influenza    dominante           nell'assemblea ordinaria;                3) le societa' che sono sotto  influenza  dominante  di           un'altra  societa'  in  virtu'   di   particolari   vincoli           contrattuali con essa.                Ai fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del  primo           comma si  computano  anche  i  voti  spettanti  a  societa'           controllate, a societa' fiduciarie e a persona  interposta:           non si computano i voti spettanti per conto di terzi.                Sono considerate  collegate  le  societa'  sulle  quali           un'altra   societa'   esercita    un'influenza    notevole.           L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria puo'           essere esercitato almeno  un  quinto  dei  voti  ovvero  un           decimo  se  la  societa'  ha  azioni  quotate  in   mercati           regolamentati.».                Si riporta il testo dell'articolo 1, commi da 15 a  33,           della citata legge n. 190 del 2012:                «Art. 1.                (Omissis).                15.  Ai  fini  della  presente  legge,  la  trasparenza           dell'attivita'  amministrativa,  che  costituisce   livello           essenziale delle prestazioni concernenti i diritti  sociali           e civili ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera           m),   della   Costituzione,   secondo    quanto    previsto           all'articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.           150, e' assicurata mediante la pubblicazione, nei siti  web           istituzionali  delle   pubbliche   amministrazioni,   delle           informazioni  relative  ai   procedimenti   amministrativi,           secondo criteri di  facile  accessibilita',  completezza  e           semplicita'   di   consultazione,   nel   rispetto    delle           disposizioni in materia di segreto  di  Stato,  di  segreto           d'ufficio e di protezione dei dati personali. Nei siti  web           istituzionali   delle   amministrazioni   pubbliche    sono           pubblicati anche i relativi  bilanci  e  conti  consuntivi,           nonche'  i  costi  unitari  di  realizzazione  delle  opere           pubbliche e di produzione dei servizi erogati ai cittadini.           Le informazioni sui costi sono pubblicate sulla base di uno           schema tipo redatto dall'Autorita'  per  la  vigilanza  sui           contratti pubblici di lavori, servizi e forniture,  che  ne           cura altresi' la raccolta e la  pubblicazione  nel  proprio           sito web istituzionale al fine di consentirne  una  agevole           comparazione.                16. Fermo restando quanto  stabilito  nell'articolo  53           del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  come  da           ultimo modificato  dal  comma  42  del  presente  articolo,           nell'articolo 54 del codice dell'amministrazione  digitale,           di cui al decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e           successive modificazioni, nell'articolo 21 della  legge  18           giugno  2009,  n.  69,  e   successive   modificazioni,   e           nell'articolo 11 del decreto legislativo 27  ottobre  2009,           n. 150, le pubbliche amministrazioni assicurano  i  livelli           essenziali di cui al comma 15  del  presente  articolo  con           particolare riferimento ai procedimenti di:                a) autorizzazione o concessione;                b) scelta del contraente per l'affidamento  di  lavori,           forniture e servizi, anche con riferimento  alla  modalita'           di selezione prescelta ai sensi del  codice  dei  contratti           pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui  al           decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;                c)   concessione   ed   erogazione   di    sovvenzioni,           contributi,    sussidi,    ausili    finanziari,    nonche'           attribuzione di vantaggi economici di  qualunque  genere  a           persone ed enti pubblici e privati;                d) concorsi e  prove  selettive  per  l'assunzione  del           personale e progressioni di carriera di cui all'articolo 24           del citato decreto legislativo n. 150 del 2009.                17. Le  stazioni  appaltanti  possono  prevedere  negli           avvisi, bandi di gara o lettere di invito  che  il  mancato           rispetto  delle  clausole  contenute  nei   protocolli   di           legalita' o nei patti di integrita'  costituisce  causa  di           esclusione dalla gara.                18. Ai magistrati ordinari, amministrativi, contabili e           militari, agli avvocati e  procuratori  dello  Stato  e  ai           componenti delle commissioni tributarie e' vietata, pena la           decadenza  dagli  incarichi  e  la  nullita'   degli   atti           compiuti,  la  partecipazione   a   collegi   arbitrali   o           l'assunzione di incarico di arbitro unico.                19. Il comma 1 dell'articolo 241 del codice di  cui  al           decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  e  successive           modificazioni, e' sostituito dal seguente:                «1. Le controversie su  diritti  soggettivi,  derivanti           dall'esecuzione dei contratti pubblici relativi  a  lavori,           servizi, forniture, concorsi di progettazione  e  di  idee,           comprese  quelle  conseguenti  al  mancato   raggiungimento           dell'accordo bonario previsto  dall'articolo  240,  possono           essere deferite ad arbitri, previa autorizzazione  motivata           da  parte  dell'organo  di  governo   dell'amministrazione.           L'inclusione   della   clausola    compromissoria,    senza           preventiva autorizzazione, nel bando o nell'avviso con  cui           e' indetta la gara ovvero, per le  procedure  senza  bando,           nell'invito, o il ricorso all'arbitrato,  senza  preventiva           autorizzazione, sono nulli».                20. Le disposizioni relative al ricorso ad arbitri,  di           cui all'articolo 241, comma 1, del codice di cui al decreto           legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  come  sostituito  dal           comma 19 del presente articolo,  si  applicano  anche  alle           controversie relative a concessioni e appalti  pubblici  di           opere, servizi e forniture in cui sia parte una societa'  a           partecipazione pubblica ovvero una societa'  controllata  o           collegata a una  societa'  a  partecipazione  pubblica,  ai           sensi dell'articolo 2359 del codice civile, o che  comunque           abbiano ad oggetto opere o forniture finanziate con risorse           a  carico  dei  bilanci  pubblici.  A  tal  fine,  l'organo           amministrativo rilascia l'autorizzazione di cui  al  citato           comma 1 dell'articolo 241 del  codice  di  cui  al  decreto           legislativo n. 163 del 2006, come sostituito dal  comma  19           del presente articolo.                21. La nomina degli arbitri per  la  risoluzione  delle           controversie   nelle   quali   e'   parte   una    pubblica           amministrazione  avviene  nel  rispetto  dei  principi   di           pubblicita' e di rotazione e secondo le modalita'  previste           dai commi 22, 23 e 24 del presente articolo, oltre che  nel           rispetto delle disposizioni del codice di  cui  al  decreto           legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in quanto applicabili.                22. Qualora la controversia si svolga tra due pubbliche           amministrazioni, gli  arbitri  di  parte  sono  individuati           esclusivamente tra dirigenti pubblici.                23.  Qualora  la  controversia  abbia  luogo  tra   una           pubblica   amministrazione   e   un   privato,    l'arbitro           individuato  dalla  pubblica  amministrazione   e'   scelto           preferibilmente  tra  i  dirigenti  pubblici.  Qualora  non           risulti possibile alla pubblica amministrazione nominare un           arbitro scelto tra  i  dirigenti  pubblici,  la  nomina  e'           disposta, con provvedimento motivato,  nel  rispetto  delle           disposizioni del codice di cui al  decreto  legislativo  12           aprile 2006, n. 163.                24. La pubblica amministrazione stabilisce, a  pena  di           nullita'  della  nomina,  l'importo  massimo  spettante  al           dirigente pubblico per l'attivita'  arbitrale.  L'eventuale           differenza tra l'importo spettante agli arbitri nominati  e           l'importo massimo stabilito per il dirigente  e'  acquisita           al bilancio della pubblica amministrazione che  ha  indetto           la gara.                25. Le disposizioni di cui ai commi da 19 a 24  non  si           applicano agli  arbitrati  conferiti  o  autorizzati  prima           della data di entrata in vigore della presente legge.                26. Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  15  e  16  si           applicano anche ai procedimenti posti in essere  in  deroga           alle procedure ordinarie. I soggetti che operano in  deroga           e che non  dispongono  di  propri  siti  web  istituzionali           pubblicano le informazioni di cui ai citati commi 15  e  16           nei siti  web  istituzionali  delle  amministrazioni  dalle           quali sono nominati.                27. Le informazioni pubblicate ai sensi dei commi 15  e           16 sono trasmesse in via telematica alla Commissione.                28.   Le   amministrazioni   provvedono   altresi'   al           monitoraggio   periodico    del    rispetto    dei    tempi           procedimentali attraverso la tempestiva eliminazione  delle           anomalie. I risultati del  monitoraggio  sono  consultabili           nel sito web istituzionale di ciascuna amministrazione.                29. Ogni amministrazione pubblica rende  noto,  tramite           il proprio sito web istituzionale, almeno un  indirizzo  di           posta  elettronica  certificata  cui  il  cittadino   possa           rivolgersi per trasmettere istanze ai  sensi  dell'articolo           38  del  testo  unico  delle  disposizioni  legislative   e           regolamentari in materia di documentazione  amministrativa,           di cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28           dicembre  2000,  n.  445,  e  successive  modificazioni,  e           ricevere   informazioni   circa   i   provvedimenti   e   i           procedimenti amministrativi che lo riguardano.                30. Le amministrazioni, nel rispetto  della  disciplina           del diritto di accesso ai documenti amministrativi  di  cui           al capo V della legge 7 agosto 1990, n. 241,  e  successive           modificazioni, in materia di  procedimento  amministrativo,           hanno l'obbligo di rendere accessibili in ogni momento agli           interessati,   tramite   strumenti    di    identificazione           informatica di cui all'articolo 65, comma 1, del codice  di           cui  al  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,   e           successive  modificazioni,  le  informazioni  relative   ai           provvedimenti  e  ai  procedimenti  amministrativi  che  li           riguardano, ivi comprese quelle relative allo  stato  della           procedura, ai  relativi  tempi  e  allo  specifico  ufficio           competente in ogni singola fase.                31. Con uno o piu' decreti del Ministro per la pubblica           amministrazione e la semplificazione, di  concerto  con  il           Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  per  le           materie di competenza, sentita la Conferenza  unificata  di           cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,           n. 281, e successive modificazioni, da adottare  entro  sei           mesi dalla data di entrata in vigore della presente  legge,           sono  individuate  le  informazioni   rilevanti   ai   fini           dell'applicazione dei commi 15 e 16 del presente articolo e           le  relative  modalita'  di   pubblicazione,   nonche'   le           indicazioni generali per l'applicazione dei commi 29 e  30.           Restano ferme le disposizioni  in  materia  di  pubblicita'           previste dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile           2006, n. 163.                32. Con riferimento ai procedimenti di cui al comma 16,           lettera b), del presente articolo, le  stazioni  appaltanti           sono in ogni caso tenute a pubblicare nei propri  siti  web           istituzionali:  la  struttura  proponente;  l'oggetto   del           bando;  l'elenco  degli  operatori  invitati  a  presentare           offerte; l'aggiudicatario; l'importo di  aggiudicazione;  i           tempi di completamento dell'opera,  servizio  o  fornitura;           l'importo delle somme liquidate. Entro  il  31  gennaio  di           ogni  anno,  tali  informazioni,   relativamente   all'anno           precedente, sono pubblicate  in  tabelle  riassuntive  rese           liberamente scaricabili in  un  formato  digitale  standard           aperto che consenta di analizzare e  rielaborare,  anche  a           fini statistici, i  dati  informatici.  Le  amministrazioni           trasmettono   in   formato   digitale   tali   informazioni           all'Autorita' per la vigilanza sui  contratti  pubblici  di           lavori, servizi e forniture, che le  pubblica  nel  proprio           sito web in una sezione liberamente consultabile da tutti i           cittadini, catalogate in base alla  tipologia  di  stazione           appaltante e per regione. L'Autorita' individua con propria           deliberazione  le  informazioni  rilevanti  e  le  relative           modalita' di trasmissione. Entro il 30  aprile  di  ciascun           anno, l'Autorita' per la vigilanza sui  contratti  pubblici           di lavori, servizi e forniture  trasmette  alla  Corte  dei           conti l'elenco delle amministrazioni che  hanno  omesso  di           trasmettere  e  pubblicare,  in  tutto  o  in   parte,   le           informazioni di cui al presente comma in  formato  digitale           standard aperto. Si applica l'articolo  6,  comma  11,  del           codice di cui al decreto legislativo  12  aprile  2006,  n.           163.                33. La mancata o  incompleta  pubblicazione,  da  parte           delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni di  cui           al  comma  31   costituisce   violazione   degli   standard           qualitativi ed economici ai sensi dell'articolo 1, comma 1,           del decreto legislativo 20 dicembre 2009,  n.  198,  ed  e'           comunque valutata ai sensi  dell'articolo  21  del  decreto           legislativo  30  marzo   2001,   n.   165,   e   successive           modificazioni.  Eventuali  ritardi  nell'aggiornamento  dei           contenuti sugli strumenti  informatici  sono  sanzionati  a           carico dei responsabili del servizio.                (Omissis).».

Art. 12                 Obblighi di pubblicazione concernenti gli atti            di carattere normativo e amministrativo generale      1. Fermo  restando  quanto  previsto  per  le  pubblicazioni  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dalla legge 11  dicembre 1984, n. 839, e dalle relative  norme  di  attuazione,  le  pubbliche amministrazioni  pubblicano   sui   propri   siti   istituzionali   i riferimenti normativi con i relativi link alle norme di legge statale pubblicate  nella   banca   dati   «Normattiva»   che   ne   regolano l'istituzione,  l'organizzazione   e   l'attivita'.   Sono   altresi' pubblicati le direttive, le circolari, i programmi  e  le  istruzioni emanati dall'amministrazione e ogni  atto  che  dispone  in  generale sulla  organizzazione,   sulle   funzioni,   sugli   obiettivi,   sui procedimenti ovvero nei quali si determina l'interpretazione di norme giuridiche  che  le  riguardano  o  si   dettano   disposizioni   per l'applicazione di esse, ivi compresi i codici di condotta.    2. Con riferimento agli statuti e alle norme  di  legge  regionali, che regolano le funzioni, l'organizzazione  e  lo  svolgimento  delle attivita' di competenza  dell'amministrazione,  sono  pubblicati  gli estremi degli atti e dei testi ufficiali aggiornati.

Note all'art. 12:                La legge 11 dicembre 1984, n. 839 (Norme sulla Raccolta           ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana  e           sulla Gazzetta Ufficiale  della  Repubblica  italiana),  e'           pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17  dicembre  1984,  n.           345.

Capo II

Obblighi di pubblicazione concernenti l'organizzazione e l'attivita'
delle pubbliche amministrazioni

Art. 13      Obblighi  di   pubblicazione   concernenti   l'organizzazione   delle                       pubbliche amministrazioni      1.  Le  pubbliche  amministrazioni  pubblicano  e   aggiornano   le informazioni  e  i  dati  concernenti  la   propria   organizzazione, corredati  dai  documenti  anche  normativi  di   riferimento.   Sono pubblicati, tra gli altri, i dati relativi:    a) agli  organi  di  indirizzo  politico  e  di  amministrazione  e gestione, con l'indicazione delle rispettive competenze;    b) all'articolazione degli uffici, le competenze  e  le  risorse  a disposizione di ciascun ufficio, anche di  livello  dirigenziale  non generale, i nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici;    c) all'illustrazione in forma semplificata,  ai  fini  della  piena accessibilita'  e  comprensibilita'  dei  dati,   dell'organizzazione dell'amministrazione,    mediante    l'organigramma    o     analoghe rappresentazioni grafiche;    d) all'elenco dei numeri di telefono nonche' delle caselle di posta elettronica  istituzionali  e  delle  caselle  di  posta  elettronica certificata dedicate, cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta inerente i compiti istituzionali.

Art. 14      Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti  degli  organi  di                          indirizzo politico      1. Con riferimento ai titolari di incarichi politici, di  carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico,  di livello statale regionale  e  locale,  le  pubbliche  amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri  componenti,  i  seguenti documenti ed informazioni:    a) l'atto di nomina o di  proclamazione,  con  l'indicazione  della durata dell'incarico o del mandato elettivo;    b) il curriculum;    c) i compensi di qualsiasi  natura  connessi  all'assunzione  della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;    d) i dati relativi all'assunzione di  altre  cariche,  presso  enti pubblici o  privati,  ed  i  relativi  compensi  a  qualsiasi  titolo corrisposti;    e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico  della  finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti;    f) le dichiarazioni di cui all'articolo 2,  della  legge  5  luglio 1982, n. 441, nonche' le attestazioni e  dichiarazioni  di  cui  agli articoli 3 e 4 della medesima legge,  come  modificata  dal  presente decreto, limitatamente al soggetto, al  coniuge  non  separato  e  ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi  consentano.  Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni  di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi  dal  titolare dell'organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7.    2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati cui  al  comma  1 entro tre mesi dalla elezione  o  dalla  nomina  e  per  i  tre  anni successivi dalla cessazione del mandato o dell'incarico dei soggetti, salve le informazioni concernenti la situazione patrimoniale  e,  ove consentita, la dichiarazione del coniuge non separato e  dei  parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino  alla  cessazione dell'incarico o del mandato. Decorso il termine di  pubblicazione  ai sensi del presente comma le informazioni  e  i  dati  concernenti  la situazione patrimoniale  non  vengono  trasferiti  nelle  sezioni  di archivio.

Note all'art. 14:                Si riporta il  testo  dell'articolo  2  della  legge  5           luglio 1982, n. 441, come modificato dal presente decreto:                «Art. 2.                Entro tre mesi dalla proclamazione i membri del  Senato           della Repubblica ed i membri della Camera dei deputati sono           tenuti a depositare presso l'ufficio  di  presidenza  della           Camera di appartenenza:                1) una dichiarazione concernente  i  diritti  reali  su           beni  immobili  e  su  beni  mobili  iscritti  in  pubblici           registri; le azioni di societa'; le quote di partecipazione           a societa'; l'esercizio di funzioni di amministratore o  di           sindaco di societa', con l'apposizione della  formula  "sul           mio onore  affermo  che  la  dichiarazione  corrisponde  al           vero";                2) copia dell'ultima dichiarazione dei redditi soggetti           all'imposta sui redditi delle persone fisiche;                3) una dichiarazione concernente le spese  sostenute  e           le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale ovvero           l'attestazione  di  essersi   avvalsi   esclusivamente   di           materiali e di mezzi propagandistici predisposti e messi  a           disposizione dal partito o dalla formazione politica  della           cui  lista  hanno  fatto  parte,  con  l'apposizione  della           formula  "sul  mio  onore  affermo  che  la   dichiarazione           corrisponde al vero".  Alla  dichiarazione  debbono  essere           allegate le copie delle dichiarazioni di cui al terzo comma           dell'articolo 4 della  legge  18  novembre  1981,  n.  659,           relative agli eventuali contributi ricevuti.                Gli adempimenti indicati nei numeri 1  e  2  del  comma           precedente concernono anche la situazione patrimoniale e la           dichiarazione dei redditi del coniuge non separato, nonche'           dei  figli  e  dei  parenti  entro  il  secondo  grado   di           parentela, se gli stessi vi consentono.                I senatori di diritto, ai sensi dell'articolo 59  della           Costituzione, ed i senatori nominati ai sensi  del  secondo           comma dell'articolo 59 della  Costituzione  sono  tenuti  a           depositare presso l'ufficio di presidenza del Senato  della           Repubblica le dichiarazioni di cui ai  numeri  1  e  2  del           primo  comma,  entro  tre  mesi,   rispettivamente,   dalla           cessazione dall'ufficio di Presidente  della  Repubblica  o           dalla comunicazione della nomina.».                Si riporta il testo degli articoli 3 e 4  della  citata           legge n. 441 del 1982:                «Art. 3.                Entro un mese dalla scadenza del termine utile  per  la           presentazione  della  dichiarazione  dei  redditi  soggetti           all'imposta sui redditi delle persone fisiche,  i  soggetti           indicati  nell'articolo  2   sono   tenuti   a   depositare           un'attestazione concernente le variazioni della  situazione           patrimoniale di  cui  al  numero  1  del  primo  comma  del           medesimo articolo  2  intervenute  nell'anno  precedente  e           copia della dichiarazione dei redditi. A  tale  adempimento           annuale si applica il penultimo comma dell'articolo 2.»                «Art. 4                Entro tre mesi successivi alla cessazione  dall'ufficio           i  soggetti  indicati  nell'articolo  2   sono   tenuti   a           depositare  una  dichiarazione  concernente  le  variazioni           della situazione patrimoniale di cui al numero 1 del  primo           comma del medesimo articolo  2  intervenute  dopo  l'ultima           attestazione. Entro un mese successivo  alla  scadenza  del           relativo termine, essi sono tenuti a depositare  una  copia           della  dichiarazione  annuale  relativa  ai  redditi  delle           persone fisiche. Si applica il secondo comma  dell'articolo           2. Le disposizioni contenute nei precedenti  commi  non  si           applicano nel caso  di  rielezione  del  soggetto,  cessato           dalla carica per il rinnovo della Camera di appartenenza.».

Art. 15      Obblighi  di  pubblicazione  concernenti  i  titolari  di   incarichi             dirigenziali e di collaborazione o consulenza      1. Fermi restando gli obblighi di comunicazione di cui all'articolo 17, comma 22, della legge  15  maggio  1997,  n.  127,  le  pubbliche amministrazioni pubblicano  e  aggiornano  le  seguenti  informazioni relative ai titolari di incarichi  amministrativi  di  vertice  e  di incarichi dirigenziali, a  qualsiasi  titolo  conferiti,  nonche'  di collaborazione o consulenza:    a) gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico;    b) il curriculum vitae;    c) i dati relativi allo svolgimento di incarichi o  la  titolarita' di cariche in enti di diritto privato  regolati  o  finanziati  dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attivita' professionali;    d) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o  di  collaborazione,  con  specifica  evidenza  delle eventuali  componenti  variabili  o  legate  alla   valutazione   del risultato.    2. La pubblicazione degli estremi degli  atti  di  conferimento  di incarichi   dirigenziali   a   soggetti   estranei   alla    pubblica amministrazione, di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni a qualsiasi titolo per i quali e' previsto un compenso,  completi  di indicazione dei soggetti percettori, della  ragione  dell'incarico  e dell'ammontare erogato, nonche' la comunicazione alla Presidenza  del Consiglio dei Ministri - Dipartimento  della  funzione  pubblica  dei relativi dati ai sensi dell'articolo 53, comma 14,  secondo  periodo, del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165   e   successive modificazioni,  sono  condizioni  per  l'acquisizione  dell'efficacia dell'atto  e  per  la  liquidazione   dei   relativi   compensi.   Le amministrazioni pubblicano e  mantengono  aggiornati  sui  rispettivi siti  istituzionali  gli  elenchi  dei  propri  consulenti  indicando l'oggetto, la durata e il  compenso  dell'incarico.  Il  Dipartimento della  funzione  pubblica  consente  la  consultazione,   anche   per nominativo, dei dati di cui al presente comma.    3. In caso di omessa pubblicazione di quanto previsto al  comma  2, il pagamento  del  corrispettivo  determina  la  responsabilita'  del dirigente che l'ha disposto,  accertata  all'esito  del  procedimento disciplinare, e comporta il pagamento di una sanzione pari alla somma corrisposta, fatto salvo il risarcimento del danno  del  destinatario ove ricorrano le  condizioni  di  cui  all'articolo  30  del  decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.    4. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati cui ai commi 1  e 2 entro tre mesi dal conferimento dell'incarico  e  per  i  tre  anni successivi alla cessazione dell'incarico.    5. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e mantengono  aggiornato l'elenco delle posizioni dirigenziali, integrato dai relativi  titoli e curricula, attribuite  a  persone,  anche  esterne  alle  pubbliche amministrazioni,   individuate   discrezionalmente   dall'organo   di indirizzo politico senza procedure pubbliche  di  selezione,  di  cui all'articolo 1, commi 39 e 40, della legge 6 novembre 2012, n. 190.

Note all'art. 15:                Si riporta il testo dell'articolo 17, comma  22,  della           legge 15 maggio 1997, n. 127:                «Art 17.                (Omissis).                22. Le disposizioni di cui all'articolo 12 della  legge           5 luglio 1982, n. 441, si applicano anche al  personale  di           livello dirigenziale od equiparato di cui  all'articolo  2,           commi 4 e 5, del decreto legislativo 3  febbraio  1993,  n.           29,  e  successive  modificazioni,  nonche'  al   personale           dirigenziale  delle  amministrazioni  pubbliche.   Per   il           personale  delle  magistrature  ordinaria,  amministrativa,           contabile e militare le competenze attribuite dalla legge 5           luglio 1982, n. 441,  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei           ministri e al Presidente del Consiglio  dei  ministri  sono           esercitate dai rispettivi organi di governo.                (Omissis).».                Si riporta il testo dell'articolo  53,  comma  14,  del           decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165:                 «Art.  53.  Incompatibilita',  cumulo  di  impieghi  e           incarichi                (Omissis).                14. Al  fine  della  verifica  dell'applicazione  delle           norme di cui all'articolo 1, commi 123 e 127,  della  legge           23 dicembre 1996, n.  662,  e  successive  modificazioni  e           integrazioni, le amministrazioni pubbliche  sono  tenute  a           comunicare al Dipartimento della funzione pubblica, in  via           telematica o su supporto magnetico, entro il 30  giugno  di           ciascun anno, i compensi percepiti  dai  propri  dipendenti           anche per incarichi relativi a compiti e doveri  d'ufficio;           sono altresi' tenute a comunicare  semestralmente  l'elenco           dei collaboratori esterni e dei  soggetti  cui  sono  stati           affidati incarichi di consulenza, con  l'indicazione  della           ragione  dell'incarico  e   dell'ammontare   dei   compensi           corrisposti.  Le  amministrazioni  rendono  noti,  mediante           inserimento  nelle  proprie  banche  dati  accessibili   al           pubblico  per  via  telematica,  gli  elenchi  dei   propri           consulenti indicando l'oggetto, la  durata  e  il  compenso           dell'incarico nonche' l'attestazione dell'avvenuta verifica           dell'insussistenza  di  situazioni,  anche  potenziali,  di           conflitto  di  interessi.  Le   informazioni   relative   a           consulenze e incarichi comunicate dalle amministrazioni  al           Dipartimento   della   funzione   pubblica,   nonche'    le           informazioni pubblicate dalle stesse nelle  proprie  banche           dati accessibili al pubblico per via  telematica  ai  sensi           del presente  articolo,  sono  trasmesse  e  pubblicate  in           tabelle riassuntive  rese  liberamente  scaricabili  in  un           formato digitale standard aperto che consenta di analizzare           e rielaborare, anche a fini statistici, i dati informatici.           Entro il 31 dicembre di ciascun anno il Dipartimento  della           funzione pubblica trasmette alla Corte dei  conti  l'elenco           delle amministrazioni che hanno  omesso  di  trasmettere  e           pubblicare, in tutto o in parte, le informazioni di cui  al           terzo  periodo  del  presente  comma  in  formato  digitale           standard aperto. Entro il 31 dicembre di  ciascun  anno  il           Dipartimento della funzione pubblica trasmette  alla  Corte           dei conti l'elenco delle amministrazioni che  hanno  omesso           di effettuare la comunicazione, avente ad oggetto  l'elenco           dei collaboratori esterni e dei  soggetti  cui  sono  stati           affidati incarichi di consulenza.                (Omissis).».                Si  riporta  il  testo  dell'articolo  30  del  decreto           legislativo 2 luglio 2010, n. 104:                «Art 30. Azione di condanna                1.  L'azione   di   condanna   puo'   essere   proposta           contestualmente  ad  altra  azione  o,  nei  soli  casi  di           giurisdizione esclusiva e  nei  casi  di  cui  al  presente           articolo, anche in via autonoma.                2. Puo' essere chiesta la condanna al risarcimento  del           danno   ingiusto   derivante   dall'illegittimo   esercizio           dell'attivita' amministrativa o dal  mancato  esercizio  di           quella obbligatoria. Nei casi  di  giurisdizione  esclusiva           puo' altresi' essere chiesto il risarcimento del  danno  da           lesione di diritti soggettivi.  Sussistendo  i  presupposti           previsti dall'articolo 2058 del codice civile, puo'  essere           chiesto il risarcimento del danno in forma specifica.                3. La domanda di risarcimento per lesione di  interessi           legittimi e' proposta entro  il  termine  di  decadenza  di           centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto  si           e' verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento  se           il danno deriva direttamente da questo. Nel determinare  il           risarcimento il giudice  valuta  tutte  le  circostanze  di           fatto  e  il  comportamento  complessivo  delle  parti   e,           comunque,  esclude  il  risarcimento  dei  danni   che   si           sarebbero  potuti  evitare  usando  l'ordinaria  diligenza,           anche attraverso l'esperimento degli  strumenti  di  tutela           previsti.                4. Per il  risarcimento  dell'eventuale  danno  che  il           ricorrente  comprovi  di   aver   subito   in   conseguenza           dell'inosservanza  dolosa  o   colposa   del   termine   di           conclusione del procedimento, il termine di cui al comma  3           non  decorre  fintanto  che  perdura  l'inadempimento.   Il           termine di cui al comma 3 inizia comunque a decorrere  dopo           un anno dalla scadenza del termine per provvedere.                5. Nel  caso  in  cui  sia  stata  proposta  azione  di           annullamento la domanda risarcitoria puo' essere  formulata           nel corso del  giudizio  o,  comunque,  sino  a  centoventi           giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza.                6. Di ogni domanda di condanna al risarcimento di danni           per lesioni di interessi  legittimi  o,  nelle  materie  di           giurisdizione  esclusiva,  di  diritti  soggettivi  conosce           esclusivamente il giudice amministrativo.».                Si riporta il testo dell'articolo 1,  commi  39  e  40,           della citata legge n. 190 del 2012:                «Art 1.                (Omissis).                39. Al fine di garantire l'esercizio  imparziale  delle           funzioni amministrative e di rafforzare la separazione e la           reciproca autonomia tra  organi  di  indirizzo  politico  e           organi amministrativi, le amministrazioni pubbliche di  cui           all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo  30  marzo           2001, n. 165, nonche' le aziende e le societa'  partecipate           dallo Stato e dagli altri enti pubblici, in  occasione  del           monitoraggio posto in  essere  ai  fini  dell'articolo  36,           comma 3, del medesimo decreto legislativo n. 165 del  2001,           e  successive  modificazioni,  comunicano  al  Dipartimento           della funzione pubblica, per  il  tramite  degli  organismi           indipendenti di valutazione, tutti i dati utili a  rilevare           le  posizioni  dirigenziali  attribuite  a  persone,  anche           esterne   alle   pubbliche   amministrazioni,   individuate           discrezionalmente dall'organo di indirizzo  politico  senza           procedure  pubbliche   di   selezione.   I   dati   forniti           confluiscono nella relazione annuale al Parlamento  di  cui           al citato articolo 36, comma 3, del decreto legislativo  n.           165 del 2001, e vengono trasmessi alla Commissione  per  le           finalita' di cui ai commi da 1 a 14 del presente articolo.                40 . I titoli e i curricula riferiti ai soggetti di cui           al  comma  39  si  intendono  parte  integrante  dei   dati           comunicati al Dipartimento della funzione pubblica.                (Omissis).».                Note all'art. 16:                Si riporta il testo  dell'articolo  60,  comma  2,  del           citato decreto legislativo n. 165 del 2001:                 «Art. 60.                (Omissis).                2. Le amministrazioni pubbliche  presentano,  entro  il           mese di maggio di ogni anno, alla Corte dei conti,  per  il           tramite del Dipartimento della  ragioneria  generale  dello           Stato ed inviandone copia alla Presidenza del Consiglio dei           ministri - Dipartimento della funzione pubblica,  il  conto           annuale delle spese sostenute per  il  personale,  rilevate           secondo  il  modello  di  cui  al  comma  1.  Il  conto  e'           accompagnato da una relazione, con cui  le  amministrazioni           pubbliche  espongono  i  risultati   della   gestione   del           personale, con riferimento agli obiettivi che, per ciascuna           amministrazione,   sono   stabiliti   dalle   leggi,    dai           regolamenti e dagli  atti  di  programmazione.  La  mancata           presentazione  del  conto  e   della   relativa   relazione           determina, per l'anno successivo a quello cui il  conto  si           riferisce, l'applicazione delle misure di cui  all'articolo           30, comma  11,  della  legge  5  agosto  1978,  n.  468,  e           successive modificazioni ed integrazioni. Le  comunicazioni           previste dal presente comma  sono  trasmesse,  a  cura  del           Ministero dell'economia e delle finanze,  anche  all'Unione           delle province d'Italia (UPI),  all'Associazione  nazionale           dei comuni italiani (ANCI) e all'Unione  nazionale  comuni,           comunita', enti montani (UNCEM), per via telematica.                (Omissis).».

Art. 16    Obblighi di pubblicazione concernenti  la  dotazione  organica  e  il   costo del personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano  il  conto  annuale  del personale e delle relative spese sostenute, di cui  all'articolo  60, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  nell'ambito del quale sono rappresentati i dati relativi alla dotazione  organica e al personale effettivamente in servizio e al  relativo  costo,  con l'indicazione della sua distribuzione tra  le  diverse  qualifiche  e aree professionali, con particolare riguardo al  personale  assegnato agli uffici di diretta collaborazione con  gli  organi  di  indirizzo politico.    2. Le pubbliche amministrazioni, nell'ambito delle pubblicazioni di cui al comma 1, evidenziano separatamente, i dati relativi  al  costo complessivo  del  personale  a  tempo  indeterminato   in   servizio, articolato  per  aree  professionali,  con  particolare  riguardo  al personale assegnato agli uffici di  diretta  collaborazione  con  gli organi di indirizzo politico.    3. Le pubbliche amministrazioni pubblicano trimestralmente  i  dati relativi ai tassi di assenza del personale  distinti  per  uffici  di livello dirigenziale.

Art. 17      Obblighi di pubblicazione dei dati relativi al personale non a  tempo                             indeterminato      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano annualmente, nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 16, comma  1,  i  dati  relativi  al personale con rapporto di lavoro non a tempo  indeterminato,  con  la indicazione delle diverse tipologie di rapporto, della  distribuzione di questo personale tra le diverse qualifiche e  aree  professionali, ivi  compreso  il  personale  assegnato  agli   uffici   di   diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico. La pubblicazione comprende l'elenco dei titolari dei contratti a tempo determinato.    2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano trimestralmente  i  dati relativi al costo complessivo  del  personale  di  cui  al  comma  1, articolato  per  aree  professionali,  con  particolare  riguardo  al personale assegnato agli uffici di  diretta  collaborazione  con  gli organi di indirizzo politico.

Art. 18      Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli incarichi  conferiti                        ai dipendenti pubblici      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano l'elenco degli incarichi conferiti  o  autorizzati  a  ciascuno  dei  propri  dipendenti,  con l'indicazione  della  durata  e  del  compenso  spettante  per   ogni incarico.

Art. 19                                Bandi di concorso      1. Fermi restando gli altri  obblighi  di  pubblicita'  legale,  le pubbliche amministrazioni pubblicano  i  bandi  di  concorso  per  il reclutamento,   a   qualsiasi    titolo,    di    personale    presso l'amministrazione.    2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e tengono  costantemente aggiornato l'elenco dei bandi in  corso,  nonche'  quello  dei  bandi espletati    nel    corso    dell'ultimo    triennio,    accompagnato dall'indicazione, per ciascuno di essi,  del  numero  dei  dipendenti assunti e delle spese effettuate.

Art. 20    Obblighi di pubblicazione dei dati relativi  alla  valutazione  della   performance e alla distribuzione dei premi al personale.      1.  Le  pubbliche  amministrazioni  pubblicano  i   dati   relativi all'ammontare  complessivo  dei  premi  collegati  alla   performance stanziati e l'ammontare dei premi effettivamente distribuiti.    2.  Le  pubbliche  amministrazioni  pubblicano  i   dati   relativi all'entita'  del  premio  mediamente   conseguibile   dal   personale dirigenziale e non dirigenziale, i dati relativi  alla  distribuzione del trattamento accessorio, in forma aggregata, al fine di dare conto del livello di selettivita' utilizzato nella distribuzione dei  premi e  degli  incentivi,  nonche'   i   dati   relativi   al   grado   di differenziazione nell'utilizzo della premialita' sia per i  dirigenti sia per i dipendenti.    3.  Le  pubbliche  amministrazioni  pubblicano,  altresi',  i  dati relativi ai livelli di benessere organizzativo.

Art. 21                  Obblighi di pubblicazione concernenti i dati                     sulla contrattazione collettiva      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i riferimenti  necessari per la consultazione dei contratti e  accordi  collettivi  nazionali, che  si  applicano  loro,  nonche'   le   eventuali   interpretazioni autentiche.    2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 47,  comma  8,  del decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165,   le   pubbliche amministrazioni pubblicano i contratti integrativi stipulati, con  la relazione tecnico-finanziaria e quella illustrativa certificate dagli organi di controllo di cui all'articolo 40-bis, comma 1, del  decreto legislativo n.  165  del  2001,  nonche'  le  informazioni  trasmesse annualmente ai sensi del comma 3 dello stesso articolo. La  relazione illustrativa, fra l'altro, evidenzia gli effetti attesi in esito alla sottoscrizione del contratto integrativo in materia di  produttivita' ed efficienza dei servizi erogati, anche in relazione alle  richieste dei cittadini.

Note all'art. 21:                Si riporta il testo degli articoli 40-bis, commi 1 e 3,           e 47, comma 8, del citato decreto legislativo  n.  165  del           2001:                «Art. 40-bis. (Controlli in materia  di  contrattazione           integrativa)                1. Il controllo sulla compatibilita'  dei  costi  della           contrattazione collettiva  integrativa  con  i  vincoli  di           bilancio e quelli derivanti dall'applicazione  delle  norme           di legge, con  particolare  riferimento  alle  disposizioni           inderogabili   che   incidono   sulla   misura   e    sulla           corresponsione dei trattamenti accessori e' effettuato  dal           collegio dei revisori dei conti,  dal  collegio  sindacale,           dagli uffici centrali di bilancio o dagli  analoghi  organi           previsti dai rispettivi ordinamenti. Qualora dai  contratti           integrativi derivino costi non compatibili con i rispettivi           vincoli di bilancio delle amministrazioni, si applicano  le           disposizioni di cui  all'articolo  40,  comma  3-quinquies,           sesto periodo.                (Omissis).                3. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo  1,           comma  2,  inviano  entro  il  31  maggio  di  ogni   anno,           specifiche  informazioni  sui  costi  della  contrattazione           integrativa, certificate dagli organi di controllo interno,           al Ministero dell'economia e delle finanze, che predispone,           allo scopo, uno specifico modello di rilevazione,  d'intesa           con la Corte dei conti e con la  Presidenza  del  Consiglio           dei Ministri - Dipartimento della funzione  pubblica.  Tali           informazioni sono volte ad accertare, oltre il rispetto dei           vincoli finanziari in ordine  sia  alla  consistenza  delle           risorse  assegnate   ai   fondi   per   la   contrattazione           integrativa sia all'evoluzione della consistenza dei  fondi           e  della  spesa   derivante   dai   contratti   integrativi           applicati, anche la concreta definizione ed applicazione di           criteri improntati alla premialita', al riconoscimento  del           merito ed alla valorizzazione dell'impegno e della qualita'           della performance  individuale,  con  riguardo  ai  diversi           istituti  finanziati  dalla   contrattazione   integrativa,           nonche'  a  parametri  di  selettivita',  con   particolare           riferimento alle progressioni economiche.  Le  informazioni           sono trasmesse alla Corte dei conti che, ferme restando  le           ipotesi di  responsabilita'  eventualmente  ravvisabili  le           utilizza, unitamente a quelle trasmesse ai sensi del Titolo           V, anche ai fini del referto sul costo del lavoro.»                «Art. 47. (Procedimento di contrattazione collettiva)                (Omissis).                8. I contratti e accordi collettivi nazionali,  nonche'           le eventuali  interpretazioni  autentiche  sono  pubblicati           nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  oltre           che sul sito dell'ARAN e delle amministrazioni interessate.                (Omissis).».

Art. 22    Obblighi di  pubblicazione  dei  dati  relativi  agli  enti  pubblici   vigilati, e agli enti di diritto  privato  in  controllo  pubblico,   nonche' alle partecipazioni in societa' di diritto privato.      1. Ciascuna amministrazione pubblica e aggiorna annualmente:    a) l'elenco degli enti pubblici,  comunque  denominati,  istituiti, vigilati e finanziati dalla amministrazione  medesima  ovvero  per  i quali   l'amministrazione   abbia   il   potere   di   nomina   degli amministratori dell'ente, con l'elencazione delle funzioni attribuite e delle attivita'  svolte  in  favore  dell'amministrazione  o  delle attivita' di servizio pubblico affidate;    b) l'elenco delle societa' di cui  detiene  direttamente  quote  di partecipazione   anche   minoritaria   indicandone   l'entita',   con l'indicazione delle funzioni attribuite e delle attivita'  svolte  in favore dell'amministrazione o delle attivita'  di  servizio  pubblico affidate;    c) l'elenco degli enti di diritto privato, comunque denominati,  in controllo  dell'amministrazione,  con  l'indicazione  delle  funzioni attribuite e delle attivita' svolte in favore dell'amministrazione  o delle attivita' di servizio pubblico affidate. Ai fini delle presenti disposizioni sono enti di diritto privato in controllo  pubblico  gli enti  di  diritto  privato  sottoposti  a  controllo  da   parte   di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti costituiti o  vigilati  da pubbliche amministrazioni nei  quali  siano  a  queste  riconosciuti, anche in assenza di una partecipazione azionaria,  poteri  di  nomina dei vertici o dei componenti degli organi;    d) una o piu' rappresentazioni grafiche che evidenziano i  rapporti tra l'amministrazione e gli enti di cui al precedente comma.    2. Per ciascuno degli enti di cui alle lettere da a) a c) del comma 1 sono pubblicati i dati relativi alla ragione sociale,  alla  misura della  eventuale  partecipazione  dell'amministrazione,  alla  durata dell'impegno, all'onere complessivo a qualsiasi titolo  gravante  per l'anno   sul   bilancio   dell'amministrazione,   al    numero    dei rappresentanti  dell'amministrazione  negli  organi  di  governo,  al trattamento economico complessivo a ciascuno di  essi  spettante,  ai risultati di bilancio degli  ultimi  tre  esercizi  finanziari.  Sono altresi' pubblicati i dati relativi agli incarichi di  amministratore dell'ente e il relativo trattamento economico complessivo.    3. Nel sito dell'amministrazione e' inserito il collegamento con  i siti istituzionali degli enti di cui  al  comma  1,  nei  quali  sono pubblicati i dati relativi ai componenti degli organi di indirizzo  e ai soggetti titolari di incarico, in applicazione degli articoli 14 e 15.    4. Nel caso di mancata o incompleta pubblicazione dei dati relativi agli enti di cui al comma 1, e' vietata l'erogazione in  loro  favore di  somme  a  qualsivoglia  titolo  da   parte   dell'amministrazione interessata.    5. Le  amministrazioni  titolari  di  partecipazioni  di  controllo promuovono l'applicazione dei principi di trasparenza di cui ai commi 1, lettera b), e 2, da parte delle societa' direttamente  controllate nei  confronti  delle  societa'  indirettamente   controllate   dalle medesime amministrazioni.    6.  Le  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo  non  trovano applicazione   nei   confronti   delle   societa',   partecipate   da amministrazioni pubbliche, quotate in mercati  regolamentati  e  loro controllate.

Art. 23      Obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e  aggiornano  ogni  sei mesi,  in  distinte   partizioni   della   sezione   «Amministrazione trasparente», gli elenchi dei provvedimenti adottati dagli organi  di indirizzo politico e dai dirigenti, con  particolare  riferimento  ai provvedimenti finali dei procedimenti di:    a) autorizzazione o concessione;    b) scelta del contraente per l'affidamento di lavori,  forniture  e servizi, anche con riferimento alla modalita' di selezione  prescelta ai sensi del  codice  dei  contratti  pubblici,  relativi  a  lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;    c) concorsi e prove selettive  per  l'assunzione  del  personale  e progressioni  di  carriera  di  cui  all'articolo  24   del   decreto legislativo n. 150 del 2009;    d) accordi stipulati dall'amministrazione con  soggetti  privati  o con altre amministrazioni pubbliche.    2. Per ciascuno dei provvedimenti compresi negli elenchi di cui  al comma 1 sono pubblicati il contenuto, l'oggetto, la  eventuale  spesa prevista e gli estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento. La  pubblicazione  avviene  nella forma di una scheda sintetica, prodotta automaticamente  in  sede  di formazione del documento che contiene l'atto.

Note all'art. 23:                Il decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163  (Codice           dei  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,  servizi   e           forniture  in  attuazione  delle  direttive  2004/17/CE   e           2004/18/CE),  e'  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  2           maggio 2006, n. 100.                Si riporta il testo dell'articolo 24 del citato decreto           legislativo n. 150 del 2009:                «Art. 24. Progressioni di carriera                1. Ai sensi dell'articolo 52, comma 1-bis, del  decreto           legislativo n. 165 del 2001, come introdotto  dall'articolo           62 del presente decreto, le  amministrazioni  pubbliche,  a           decorrere dal 1° gennaio 2010, coprono i posti  disponibili           nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici,  con           riserva non superiore al cinquanta per cento a  favore  del           personale interno, nel rispetto delle disposizioni  vigenti           in materia di assunzioni.                2. L'attribuzione  dei  posti  riservati  al  personale           interno e'  finalizzata  a  riconoscere  e  valorizzare  le           competenze  professionali  sviluppate  dai  dipendenti,  in           relazione alle specifiche esigenze delle amministrazioni.                3. La collocazione nella fascia di merito alta, di  cui           all'articolo19,  comma  2,  lettera  a),   per   tre   anni           consecutivi,  ovvero  per  cinque  annualita'   anche   non           consecutive, costituisce titolo  rilevante  ai  fini  della           progressione di carriera.».

Art. 24      Obblighi di pubblicazione dei dati aggregati  relativi  all'attivita'                            amministrativa      1. Le pubbliche amministrazioni che organizzano, a fini conoscitivi e statistici, i dati relativi alla propria attivita'  amministrativa, in forma aggregata, per settori di attivita',  per  competenza  degli organi e degli uffici, per tipologia di procedimenti, li pubblicano e li tengono costantemente aggiornati.    2. Le amministrazioni pubblicano e rendono consultabili i risultati del  monitoraggio  periodico  concernente  il  rispetto   dei   tempi procedimentali effettuato ai sensi dell'articolo 1, comma  28,  della legge 6 novembre 2012, n. 190.

Note all'art. 24:                Si riporta il testo dell'articolo 1,  comma  28,  della           citata legge n. 190 del 2012:                «Art. 1.                (Omissis).                28.   Le   amministrazioni   provvedono   altresi'   al           monitoraggio   periodico    del    rispetto    dei    tempi           procedimentali attraverso la tempestiva eliminazione  delle           anomalie. I risultati del  monitoraggio  sono  consultabili           nel sito web istituzionale di ciascuna amministrazione.                (Omissis).».

Art. 25                Obblighi di pubblicazione concernenti i controlli                              sulle imprese      1. Le pubbliche amministrazioni, in modo dettagliato  e  facilmente comprensibile, pubblicano sul proprio sito istituzionale e sul  sito: www.impresainungiorno.gov.it:      a) l'elenco delle tipologie di controllo a cui sono  assoggettate le imprese in ragione della dimensione e del  settore  di  attivita', indicando per ciascuna di esse i criteri e le relative  modalita'  di svolgimento;      b) l'elenco degli obblighi  e  degli  adempimenti  oggetto  delle attivita' di controllo che le imprese sono tenute  a  rispettare  per ottemperare alle disposizioni normative.

Art. 26    Obblighi di pubblicazione degli atti di concessione  di  sovvenzioni,   contributi, sussidi e attribuzione di vantaggi economici a  persone   fisiche ed enti pubblici e privati.      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli  atti  con  i  quali sono determinati, ai sensi dell'articolo  12  della  legge  7  agosto 1990, n. 241, i criteri e le modalita' cui le amministrazioni  stesse devono attenersi  per  la  concessione  di  sovvenzioni,  contributi, sussidi  ed  ausili  finanziari  e  per  l'attribuzione  di  vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati.    2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti di  concessione delle sovvenzioni, contributi,  sussidi  ed  ausili  finanziari  alle imprese, e comunque di  vantaggi  economici  di  qualunque  genere  a persone ed enti pubblici e privati ai sensi del  citato  articolo  12 della legge n. 241 del 1990, di importo superiore a mille euro.    3. La pubblicazione ai  sensi  del  presente  articolo  costituisce condizione legale  di  efficacia  dei  provvedimenti  che  dispongano concessioni e attribuzioni di importo complessivo superiore  a  mille euro nel corso dell'anno solare  al  medesimo  beneficiario;  la  sua eventuale omissione  o  incompletezza  e'  rilevata  d'ufficio  dagli organi dirigenziali, sotto la propria responsabilita' amministrativa, patrimoniale e contabile per l'indebita  concessione  o  attribuzione del  beneficio  economico.  La  mancata,   incompleta   o   ritardata pubblicazione  rilevata  d'ufficio  dagli  organi  di  controllo   e' altresi' rilevabile dal destinatario  della  prevista  concessione  o attribuzione e da chiunque altro abbia interesse, anche ai  fini  del risarcimento del danno da ritardo da parte  dell'amministrazione,  ai sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.    4. E'  esclusa  la  pubblicazione  dei  dati  identificativi  delle persone fisiche destinatarie dei provvedimenti  di  cui  al  presente articolo, qualora da tali dati sia  possibile  ricavare  informazioni relative allo stato di  salute  ovvero  alla  situazione  di  disagio economico-sociale degli interessati.

Note all'art. 26:                Si riporta il testo dell'articolo 12 della citata legge           n. 241 del 1990:                «Art.  12.  (Provvedimenti  attributivi   di   vantaggi           economici)                1. La concessione di sovvenzioni,  contributi,  sussidi           ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici           di qualunque genere a persone ed enti  pubblici  e  privati           sono   subordinate   alla   predeterminazione    ed    alla           pubblicazione da parte  delle  amministrazioni  procedenti,           nelle  forme  previste  dai  rispettivi  ordinamenti,   dei           criteri e delle modalita'  cui  le  amministrazioni  stesse           devono attenersi.                2. L'effettiva osservanza dei criteri e delle modalita'           di cui al comma 1 deve risultare dai singoli  provvedimenti           relativi agli interventi di cui al medesimo comma 1.».                Si  riporta  il  testo  dell'articolo  30  del  decreto           legislativo 2 luglio 2010, n. 104:                «Art. 30 - Azione di condanna                1.  L'azione   di   condanna   puo'   essere   proposta           contestualmente  ad  altra  azione  o,  nei  soli  casi  di           giurisdizione esclusiva e  nei  casi  di  cui  al  presente           articolo, anche in via autonoma.                2. Puo' essere chiesta la condanna al risarcimento  del           danno   ingiusto   derivante   dall'illegittimo   esercizio           dell'attivita' amministrativa o dal  mancato  esercizio  di           quella obbligatoria. Nei casi  di  giurisdizione  esclusiva           puo' altresi' essere chiesto il risarcimento del  danno  da           lesione di diritti soggettivi.  Sussistendo  i  presupposti           previsti dall'articolo 2058 del codice civile, puo'  essere           chiesto il risarcimento del danno in forma specifica.                3. La domanda di risarcimento per lesione di  interessi           legittimi e' proposta entro  il  termine  di  decadenza  di           centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto  si           e' verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento  se           il danno deriva direttamente da questo. Nel determinare  il           risarcimento il giudice  valuta  tutte  le  circostanze  di           fatto  e  il  comportamento  complessivo  delle  parti   e,           comunque,  esclude  il  risarcimento  dei  danni   che   si           sarebbero  potuti  evitare  usando  l'ordinaria  diligenza,           anche attraverso l'esperimento degli  strumenti  di  tutela           previsti.                4. Per il  risarcimento  dell'eventuale  danno  che  il           ricorrente  comprovi  di   aver   subito   in   conseguenza           dell'inosservanza  dolosa  o   colposa   del   termine   di           conclusione del procedimento, il termine di cui al comma  3           non  decorre  fintanto  che  perdura  l'inadempimento.   Il           termine di cui al comma 3 inizia comunque a decorrere  dopo           un anno dalla scadenza del termine per provvedere.                5. Nel  caso  in  cui  sia  stata  proposta  azione  di           annullamento la domanda risarcitoria puo' essere  formulata           nel corso del  giudizio  o,  comunque,  sino  a  centoventi           giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza.                6. Di ogni domanda di condanna al risarcimento di danni           per lesioni di interessi  legittimi  o,  nelle  materie  di           giurisdizione  esclusiva,  di  diritti  soggettivi  conosce           esclusivamente il giudice amministrativo.».

Art. 27                      Obblighi di pubblicazione dell'elenco                        dei soggetti beneficiari      1. La pubblicazione di cui  all'articolo  26,  comma  2,  comprende necessariamente, ai fini del comma 3 del medesimo articolo:    a) il nome dell'impresa o dell'ente e i rispettivi dati  fiscali  o il nome di altro soggetto beneficiario;    b) l'importo del vantaggio economico corrisposto;    c) la norma o il titolo a base dell'attribuzione;    d) l'ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo;    e) la modalita' seguita per l'individuazione del beneficiario;    f) il link al progetto selezionato e  al  curriculum  del  soggetto incaricato.    2. Le informazioni di cui al comma 1  sono  riportate,  nell'ambito della sezione «Amministrazione trasparente» e  secondo  modalita'  di facile consultazione, in formato tabellare  aperto  che  ne  consente l'esportazione, il trattamento e il riutilizzo ai sensi dell'articolo 7 e devono essere organizzate annualmente in unico elenco per singola amministrazione.

Art. 28      Pubblicita'  dei  rendiconti  dei  gruppi  consiliari   regionali   e                              provinciali      1. Le regioni, le province  autonome  di  Trento  e  Bolzano  e  le province pubblicano i rendiconti di cui all'articolo 1, comma 10, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, dei gruppi consiliari  regionali e provinciali, con evidenza delle risorse trasferite  o  assegnate  a ciascun  gruppo,  con  indicazione  del  titolo  di  trasferimento  e dell'impiego delle risorse utilizzate. Sono altresi'  pubblicati  gli atti e le relazioni degli organi di controllo.    2. La mancata pubblicazione dei rendiconti  comporta  la  riduzione del 50 per cento delle risorse da trasferire o da assegnare nel corso dell'anno.

Note all'art. 28:                Si riporta il testo  dell'articolo  1,  comma  10,  del           decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174:                «Art.  1.  (Rafforzamento  della  partecipazione  della           Corte dei conti al  controllo  sulla  gestione  finanziaria           delle regioni)                (Omissis).                10.  Il  rendiconto  e'  trasmesso  da  ciascun  gruppo           consiliare al presidente del consiglio  regionale,  che  lo           trasmette  al  presidente  della  regione.  Entro  sessanta           giorni dalla chiusura dell'esercizio, il  presidente  della           regione trasmette il  rendiconto  di  ciascun  gruppo  alla           competente sezione regionale di controllo della  Corte  dei           conti perche' si pronunci, nel termine di trenta giorni dal           ricevimento, sulla regolarita' dello  stesso  con  apposita           delibera, che e' trasmessa al presidente della regione  per           il  successivo  inoltro   al   presidente   del   consiglio           regionale, che ne cura la pubblicazione. In caso di mancata           pronuncia nei successivi trenta giorni,  il  rendiconto  di           esercizio si intende comunque approvato. Il rendiconto  e',           altresi', pubblicato in allegato al  conto  consuntivo  del           consiglio regionale e nel sito istituzionale della regione.                (Omissis).».

Capo III

Obblighi di pubblicazione concernenti l'uso delle risorse pubbliche

Art. 29    Obblighi di pubblicazione del bilancio, preventivo  e  consuntivo,  e   del Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio,  nonche'   dei dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi.      1. Le pubbliche  amministrazioni  pubblicano  i  dati  relativi  al bilancio di previsione e a quello consuntivo di ciascun anno in forma sintetica,  aggregata  e  semplificata,  anche  con  il   ricorso   a rappresentazioni  grafiche,  al   fine   di   assicurare   la   piena accessibilita' e comprensibilita'.    2.  Le  pubbliche  amministrazioni  pubblicano  il  Piano  di   cui all'articolo 19 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91, con le integrazioni e gli aggiornamenti di cui all'articolo 22 del  medesimo decreto legislativo n. 91 del 2011.

Note all'art. 29:                Si riporta il testo degli articoli 19 e 22 del  decreto           legislativo 31 maggio 2011, n. 91:                «Art. 19. Principi generali                1. Le  amministrazioni  pubbliche,  contestualmente  al           bilancio  di  previsione   ed   al   bilancio   consuntivo,           presentano un documento denominato "Piano degli  indicatori           e risultati attesi  di  bilancio",  di  seguito  denominato           "Piano", al fine di illustrare gli obiettivi  della  spesa,           misurarne i risultati e monitorarne  l'effettivo  andamento           in termini di servizi forniti e di interventi realizzati.                2. Il Piano illustra il contenuto di ciascun  programma           di spesa ed  espone  informazioni  sintetiche  relative  ai           principali obiettivi da realizzare,  con  riferimento  agli           stessi  programmi  del  bilancio  per  il  triennio   della           programmazione  finanziaria,  e  riporta   gli   indicatori           individuati per quantificare  tali  obiettivi,  nonche'  la           misurazione annuale degli stessi indicatori per  monitorare           i risultati conseguiti.                3. Il Piano e' coerente con il sistema di obiettivi  ed           indicatori adottati da ciascuna  amministrazione  ai  sensi           del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e, per  le           amministrazioni centrali dello Stato, corrisponde alle note           integrative  disciplinate  dall'articolo  21,   comma   11,           lettera a), e dall'articolo 35, comma  2,  della  legge  31           dicembre 2009, n. 196.                4.  Al  fine  di  assicurare  il  consolidamento  e  la           confrontabilita'  degli   indicatori   di   risultato,   le           amministrazioni    vigilanti    definiscono,     per     le           amministrazioni pubbliche di loro competenza,  comprese  le           unita' locali di cui all'articolo 1, comma 1,  lettera  b),           il sistema minimo di indicatori di risultato  che  ciascuna           amministrazione ed unita' locale deve inserire nel  proprio           Piano. Tale sistema minimo e'  stabilito  con  decreto  del           Ministro competente d'intesa con il Ministro  dell'economia           e delle finanze, da adottare  ai  sensi  dell'articolo  17,           comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.»                «Art. 22. Monitoraggio degli obiettivi e indicatori                1. Alla fine di  ciascun  esercizio  finanziario  e  in           accompagnamento  al  bilancio  consuntivo,  il   Piano   e'           integrato  con  le  risultanze  osservate  in  termini   di           raggiungimento dei risultati attesi e le motivazioni  degli           eventuali scostamenti. I  destinatari  e  le  modalita'  di           divulgazione sono disciplinate secondo i criteri  stabiliti           dall'articolo 20.                2. Ai fini del monitoraggio del Piano, gli obiettivi  e           gli indicatori selezionati, nonche' i valori obiettivo  per           l'esercizio  finanziario  di  riferimento  e   per   l'arco           temporale pluriennale sono i medesimi indicati  nella  fase           di previsione. Il Piano e' aggiornato in corrispondenza  di           ogni  nuovo  esercizio  di   bilancio,   sia   tramite   la           specificazione  di  nuovi  obiettivi  e   indicatori,   che           attraverso  l'aggiornamento  dei  valori  obiettivo  e   la           soppressione di obiettivi gia' raggiunti oppure oggetto  di           ripianificazione.».

Art. 30              Obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili                      e la gestione del patrimonio.      1.  Le  pubbliche  amministrazioni   pubblicano   le   informazioni identificative  degli  immobili  posseduti,  nonche'  i   canoni   di locazione o di affitto versati o percepiti.

Art. 31    Obblighi di pubblicazione concernenti i dati  relativi  ai  controlli   sull'organizzazione e sull'attivita' dell'amministrazione.      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano,  unitamente  agli  atti cui si riferiscono, i rilievi non recepiti degli organi di  controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile e tutti i rilievi ancorche'  recepiti  della  Corte  dei  conti,  riguardanti l'organizzazione e  l'attivita'  dell'amministrazione  o  di  singoli uffici.

Capo IV

Obblighi di pubblicazione concernenti le prestazioni offerte e i
servizi erogati

Art. 32             Obblighi di pubblicazione concernenti i servizi erogati      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano la carta dei  servizi  o il  documento  contenente  gli  standard  di  qualita'  dei   servizi pubblici.    2. Le pubbliche amministrazioni, individuati i servizi erogati agli utenti, sia finali che intermedi, ai sensi dell'articolo 10, comma 5, pubblicano:    a)  i  costi  contabilizzati,  evidenziando  quelli  effettivamente sostenuti e quelli imputati al personale per ogni servizio erogato  e il relativo andamento nel tempo;    b)  i  tempi  medi  di  erogazione  dei  servizi,  con  riferimento all'esercizio finanziario precedente.

Art. 33                      Obblighi di pubblicazione concernenti                i tempi di pagamento dell'amministrazione      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli  acquisti di  beni,   servizi   e   forniture,   denominato:   «indicatore   di tempestivita' dei pagamenti».

Art. 34                       Trasparenza degli oneri informativi      1.  I  regolamenti  ministeriali  o  interministeriali,  nonche'  i provvedimenti amministrativi  a  carattere  generale  adottati  dalle amministrazioni  dello  Stato  per  regolare  l'esercizio  di  poteri autorizzatori,  concessori  o  certificatori,  nonche'  l'accesso  ai servizi  pubblici  ovvero  la  concessione  di  benefici,  recano  in allegato  l'elenco  di  tutti  gli  oneri  informativi  gravanti  sui cittadini e  sulle  imprese  introdotti  o  eliminati  con  gli  atti medesimi.  Per  onere  informativo  si  intende   qualunque   obbligo informativo o adempimento che comporti la  raccolta,  l'elaborazione, la trasmissione, la conservazione e la produzione di  informazioni  e documenti alla pubblica amministrazione.    2. Ferma restando, ove prevista, la  pubblicazione  nella  Gazzetta Ufficiale, gli atti di cui  al  comma  1  sono  pubblicati  sui  siti istituzionali delle amministrazioni, secondo i criteri e le modalita' definite con il regolamento di cui all'articolo 7, commi 2 e 4, della legge 11 novembre 2011, n. 180.

Note all'art. 34:                Si riporta il testo dell'articolo 7, commi 2 e 4, della           legge 11 novembre 2011, n. 180:                 «Art.  7.Riduzione  e  trasparenza  degli  adempimenti           amministrativi a carico di cittadini e imprese                (Omissis).                2. Gli atti di cui al  comma  1,  anche  se  pubblicati           nella  Gazzetta  Ufficiale,  sono   pubblicati   nei   siti           istituzionali di ciascuna amministrazione secondo i criteri           e le modalita' definiti con apposito regolamento da emanare           con decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri,  su           proposta del Ministro per  la  pubblica  amministrazione  e           l'innovazione, entro novanta giorni dalla data  di  entrata           in vigore della presente legge.                (Omissis).                4. Con il regolamento di cui al comma 2, ai fini  della           valutazione degli eventuali profili di responsabilita'  dei           dirigenti   preposti   agli   uffici   interessati,    sono           individuate le modalita' di presentazione  dei  reclami  da           parte  dei  cittadini  e  delle  imprese  per  la   mancata           applicazione delle disposizioni del presente articolo.».

Art. 35    Obblighi di pubblicazione relativi ai procedimenti  amministrativi  e   ai  controlli  sulle  dichiarazioni  sostitutive  e  l'acquisizione   d'ufficio dei dati.      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano  i  dati  relativi  alle tipologie  di  procedimento  di  propria  competenza.  Per   ciascuna tipologia di procedimento sono pubblicate le seguenti informazioni:    a) una breve descrizione del procedimento con indicazione di  tutti i riferimenti normativi utili;    b) l'unita' organizzativa responsabile dell'istruttoria;    c)  il  nome  del  responsabile  del  procedimento,  unitamente  ai recapiti   telefonici   e   alla   casella   di   posta   elettronica istituzionale,   nonche',   ove   diverso,    l'ufficio    competente all'adozione del provvedimento finale, con l'indicazione del nome del responsabile  dell'ufficio,   unitamente   ai   rispettivi   recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale;    d) per i procedimenti ad istanza di parte, gli atti e  i  documenti da allegare all'istanza  e  la  modulistica  necessaria,  compresi  i fac-simile per  le  autocertificazioni,  anche  se  la  produzione  a corredo dell'istanza e' prevista da norme  di  legge,  regolamenti  o atti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, nonche' gli uffici ai quali rivolgersi per informazioni, gli orari e le modalita' di accesso  con indicazione degli indirizzi, dei recapiti telefonici e delle  caselle di posta elettronica istituzionale, a cui presentare le istanze;    e) le modalita' con le quali gli interessati  possono  ottenere  le informazioni relative ai procedimenti in corso che li riguardino;    f)  il  termine  fissato  in  sede  di  disciplina  normativa   del procedimento per la conclusione con l'adozione  di  un  provvedimento espresso e ogni altro termine procedimentale rilevante;    g) i procedimenti per i quali il provvedimento dell'amministrazione puo' essere sostituito da una dichiarazione dell'interessato,  ovvero il  procedimento   puo'   concludersi   con   il   silenzio   assenso dell'amministrazione;    h) gli  strumenti  di  tutela,  amministrativa  e  giurisdizionale, riconosciuti dalla legge in favore dell'interessato,  nel  corso  del procedimento e nei confronti del provvedimento finale ovvero nei casi di adozione del provvedimento oltre il termine predeterminato per  la sua conclusione e i modi per attivarli;    i) il link di accesso al servizio on line, ove sia gia' disponibile in rete, o i tempi previsti per la sua attivazione;    l) le modalita' per  l'effettuazione  dei  pagamenti  eventualmente necessari, con le informazioni di cui all'articolo 36;    m) il nome del soggetto a cui e' attribuito, in caso di inerzia, il potere sostitutivo, nonche' le modalita' per  attivare  tale  potere, con indicazione dei recapiti telefonici  e  delle  caselle  di  posta elettronica istituzionale;    n) i risultati delle indagini  di  customer  satisfaction  condotte sulla  qualita'  dei  servizi  erogati  attraverso  diversi   canali, facendone rilevare il relativo andamento.    2. Le pubbliche amministrazioni non  possono  richiedere  l'uso  di moduli e formulari che non siano stati pubblicati; in caso di  omessa pubblicazione, i relativi procedimenti possono essere  avviati  anche in assenza dei suddetti moduli  o  formulari.  L'amministrazione  non puo' respingere l'istanza adducendo il mancato utilizzo dei moduli  o formulari o la mancata produzione di tali atti o  documenti,  e  deve invitare l'istante  a  integrare  la  documentazione  in  un  termine congruo.    3. Le pubbliche amministrazioni pubblicano nel sito istituzionale:    a)  i  recapiti  telefonici  e  la  casella  di  posta  elettronica istituzionale dell'ufficio responsabile  per  le  attivita'  volte  a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o  l'accesso diretto agli stessi da  parte  delle  amministrazioni  procedenti  ai sensi degli articoli 43, 71 e 72 del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;    b) le convenzioni-quadro  volte  a  disciplinare  le  modalita'  di accesso   ai   dati   di   cui    all'articolo    58    del    codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7  marzo 2005, n. 82;    c) le ulteriori modalita' per la tempestiva acquisizione  d'ufficio dei dati nonche' per lo svolgimento dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive da parte delle amministrazioni procedenti.

Note all'art. 35:                Si riporta il testo degli articoli  43,  71  e  72  del           citato decreto del Presidente della Repubblica n.  445  del           2000:                «Art. 43. Accertamenti d'Ufficio                1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici           servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le  informazioni           oggetto  delle  dichiarazioni  sostitutive  di   cui   agli           articoli 46 e 47, nonche' tutti i dati e  i  documenti  che           siano in possesso delle pubbliche  amministrazioni,  previa           indicazione,  da  parte  dell'interessato,  degli  elementi           indispensabili per il reperimento delle informazioni o  dei           dati  richiesti,  ovvero  ad  accettare  la   dichiarazione           sostitutiva prodotta dall'interessato.                2. Fermo restando il divieto di accesso a dati  diversi           da quelli di cui e'  necessario  acquisire  la  certezza  o           verificare l'esattezza, si considera operata per  finalita'           di rilevante interesse pubblico, ai fini di quanto previsto           dal  decreto  legislativo  11  maggio  1999,  n.  135,   la           consultazione   diretta,   da   parte   di   una   pubblica           amministrazione o di un gestore di pubblico servizio, degli           archivi  dell'amministrazione   certificante,   finalizzata           all'accertamento  d'ufficio  di  stati,  qualita'  e  fatti           ovvero  al  controllo   sulle   dichiarazioni   sostitutive           presentate dai cittadini. Per l'accesso diretto  ai  propri           archivi     l'amministrazione     certificante     rilascia           all'amministrazione procedente apposita  autorizzazione  in           cui vengono indicati i limiti e le  condizioni  di  accesso           volti ad assicurare la riservatezza dei dati  personali  ai           sensi della normativa vigente.                3.   Quando    l'amministrazione    procedente    opera           l'acquisizione d'ufficio ai  sensi  del  precedente  comma,           puo' procedere anche per fax e via telematica.                4. Al fine di  agevolare  l'acquisizione  d'ufficio  di           informazioni e dati relativi a stati, qualita' personali  e           fatti, contenuti in albi, elenchi o pubblici  registri,  le           amministrazioni certificanti sono tenute a consentire  alle           amministrazioni procedenti, senza oneri,  la  consultazione           per  via  telematica  dei  loro  archivi  informatici,  nel           rispetto della riservatezza dei dati personali.                5. In tutti i casi in cui l'amministrazione  procedente           acquisisce  direttamente  informazioni  relative  a  stati,           qualita'  personali  e   fatti   presso   l'amministrazione           competente  per  la  loro  certificazione,  il  rilascio  e           l'acquisizione del certificato  non  sono  necessari  e  le           suddette informazioni  sono  acquisite,  senza  oneri,  con           qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro           fonte di provenienza.                6. I documenti trasmessi da chiunque  ad  una  pubblica           amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o           informatico idoneo ad accertarne la fonte  di  provenienza,           soddisfano il requisito  della  forma  scritta  e  la  loro           trasmissione  non  deve  essere  seguita  da   quella   del           documento originale.»                «Art. 71. Modalita' dei controlli                1.  Le  amministrazioni  procedenti  sono   tenute   ad           effettuare idonei controlli, anche a campione, e in tutti i           casi in cui sorgono fondati dubbi, sulla veridicita'  delle           dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47.                2. I controlli riguardanti dichiarazioni sostitutive di           certificazione   sono    effettuati    dall'amministrazione           procedente  con  le  modalita'  di  cui   all'articolo   43           consultando direttamente gli  archivi  dell'amministrazione           certificante  ovvero  richiedendo  alla   medesima,   anche           attraverso strumenti  informatici  o  telematici,  conferma           scritta della corrispondenza di quanto  dichiarato  con  le           risultanze dei registri da questa custoditi.                3. Qualora le dichiarazioni di cui agli articoli  46  e           47presentino  delle   irregolarita'   o   delle   omissioni           rilevabili  d'ufficio,   non   costituenti   falsita',   il           funzionario competente a  ricevere  la  documentazione  da'           notizia all'interessato di tale  irregolarita'.  Questi  e'           tenuto  alla  regolarizzazione  o  al  completamento  della           dichiarazione; in mancanza il procedimento non ha seguito.                4.  Qualora   il   controllo   riguardi   dichiarazioni           sostitutive presentate ai privati che vi consentono di  cui           all'articolo  2,  l'amministrazione   competente   per   il           rilascio della relativa certificazione, previa  definizione           di appositi accordi, e' tenuta a fornire, su richiesta  del           soggetto privato corredata dal  consenso  del  dichiarante,           conferma  scritta,  anche  attraverso  l'uso  di  strumenti           informatici o telematici, della  corrispondenza  di  quanto           dichiarato con le risultanze dei dati da essa custoditi.»                «Art. 72. Responsabilita' in  materia  di  accertamento           d'ufficio e di esecuzione dei controlli                1.  Ai  fini   dell'accertamento   d'ufficio   di   cui           all'articolo 43, dei controlli di  cui  all'articolo  71  e           della  predisposizione  delle  convenzioni  quadro  di  cui           all'articolo 58 del codice  dell'amministrazione  digitale,           di cui al decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  le           amministrazioni   certificanti   individuano   un   ufficio           responsabile  per  tutte  le  attivita'  volte  a  gestire,           garantire e verificare la trasmissione dei dati o l'accesso           diretto  agli  stessi  da   parte   delle   amministrazioni           procedenti.                2. Le  amministrazioni  certificanti,  per  il  tramite           dell'ufficio di cui al comma 1, individuano e rendono note,           attraverso  la   pubblicazione   sul   sito   istituzionale           dell'amministrazione, le misure organizzative adottate  per           l'efficiente, efficace e tempestiva acquisizione  d'ufficio           dei dati e  per  l'effettuazione  dei  controlli  medesimi,           nonche' le modalita' per la loro esecuzione.                3. La mancata  risposta  alle  richieste  di  controllo           entro  trenta  giorni  costituisce  violazione  dei  doveri           d'ufficio e viene in ogni caso presa in  considerazione  ai           fini  della   misurazione   e   della   valutazione   della           performance individuale dei responsabili dell'omissione.».                Si riporta il testo dell'articolo 58 del citato decreto           legislativo n. 82 del 2005:                «Art. 58. Modalita' della fruibilita' del dato                1.  Il  trasferimento  di  un  dato   da   un   sistema           informativo ad un altro non  modifica  la  titolarita'  del           dato.                2. Ai sensi dell'articolo 50, comma 2, nonche' al  fine           di agevolare l'acquisizione d'ufficio ed il controllo sulle           dichiarazioni sostitutive riguardanti informazioni  e  dati           relativi a stati, qualita' personali e fatti  di  cui  agli           articoli  46  e  47  del  decreto  del   Presidente   della           Repubblica 28 dicembre 2000,  n.  445,  le  Amministrazioni           titolari di banche  dati  accessibili  per  via  telematica           predispongono, sulla base  delle  linee  guida  redatte  da           DigitPA, sentito il Garante  per  la  protezione  dei  dati           personali,  apposite  convenzioni  aperte  all'adesione  di           tutte le amministrazioni interessate volte  a  disciplinare           le modalita' di accesso  ai  dati  da  parte  delle  stesse           amministrazioni procedenti, senza oneri a loro  carico.  Le           convenzioni valgono anche  quale  autorizzazione  ai  sensi           dell'articolo  43,  comma  2,  del   citato   decreto   del           Presidente della Repubblica n. 445 del 2000.                3. DigitPA provvede al monitoraggio dell'attuazione del           presente  articolo,  riferendo  annualmente  con   apposita           relazione al Ministro per  la  pubblica  amministrazione  e           l'innovazione e alla Commissione  per  la  valutazione,  la           trasparenza e l'integrita' delle amministrazione  pubbliche           di cui all'articolo 13 del decreto legislativo  27  ottobre           2009, n. 150.                3-bis.  In  caso  di  mancata   predisposizione   delle           convenzioni di cui al comma 2, il Presidente del  Consiglio           dei Ministri  stabilisce  un  termine  entro  il  quale  le           amministrazioni  interessate  devono  provvedere.   Decorso           inutilmente il termine, il  Presidente  del  Consiglio  dei           Ministri puo' nominare un commissario ad acta incaricato di           predisporre le predette  convenzioni.  Al  Commissario  non           spettano compensi, indennita' o rimborsi.                3-ter. Resta ferma la speciale  disciplina  dettata  in           materia di dati territoriali.».

Art. 36                   Pubblicazione delle informazioni necessarie              per l'effettuazione di pagamenti informatici      1. Le pubbliche  amministrazioni  pubblicano  e  specificano  nelle richieste di pagamento i dati e le informazioni di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

Note all'art. 36:                Si riporta il testo dell'articolo 5 del citato  decreto           legislativo n. 82 del 2005:                «Art.  5.  Effettuazione  di  pagamenti  con  modalita'           informatiche                1. I soggetti di cui  all'articolo  2,  comma  2,  e  i           gestori di pubblici servizi nei rapporti con l'utenza  sono           tenuti a far  data  dal  1°  giugno  2013  ad  accettare  i           pagamenti ad essi spettanti,  a  qualsiasi  titolo  dovuti,           anche con l'uso delle tecnologie dell'informazione e  della           comunicazione. A tal fine:                a)  sono  tenuti   a   pubblicare   nei   propri   siti           istituzionali e a specificare nelle richieste di pagamento:           1) i codici IBAN identificativi  del  conto  di  pagamento,           ovvero dell'imputazione del versamento in Tesoreria, di cui           all'articolo 3 del decreto  del  Ministro  dell'economia  e           delle finanze 9 ottobre 2006, n. 293,  tramite  i  quali  i           soggetti versanti possono effettuare i  pagamenti  mediante           bonifico bancario o postale, ovvero gli identificativi  del           conto  corrente  postale  sul  quale  i  soggetti  versanti           possono effettuare i pagamenti mediante bollettino postale;           2)  i  codici  identificativi  del  pagamento  da  indicare           obbligatoriamente per il versamento;                b) si avvalgono di prestatori di servizi di  pagamento,           individuati mediante ricorso agli strumenti di  acquisto  e           negoziazione  messi  a  disposizione  da  Consip  o   dalle           centrali di committenza regionali di riferimento costituite           ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  455,  della  legge  27           dicembre  2006,  n.  296,  per  consentire  ai  privati  di           effettuare i pagamenti in loro favore attraverso l'utilizzo           di carte di debito, di credito, prepagate ovvero  di  altri           strumenti  di  pagamento   elettronico   disponibili,   che           consentano anche l'addebito in  conto  corrente,  indicando           sempre  le  condizioni,  anche  economiche,  per  il   loro           utilizzo. Il  prestatore  dei  servizi  di  pagamento,  che           riceve l'importo dell'operazione di pagamento, effettua  il           riversamento   dell'importo   trasferito    al    tesoriere           dell'ente, registrando in apposito sistema  informatico,  a           disposizione dell'amministrazione, il pagamento eseguito, i           codici identificativi del  pagamento  medesimo,  nonche'  i           codici  IBAN  identificativi  dell'utenza  bancaria  ovvero           dell'imputazione del versamento in Tesoreria. Le  modalita'           di movimentazione tra  le  sezioni  di  Tesoreria  e  Poste           Italiane  S.p.A.  dei  fondi   connessi   alle   operazioni           effettuate sui conti correnti postali intestati a pubbliche           amministrazioni sono  regolate  dalla  convenzione  tra  il           Ministero dell'economia e delle finanze  e  Poste  Italiane           S.p.A. stipulata ai sensi dell'articolo  2,  comma  2,  del           decreto-legge 1° dicembre 1993,  n.  487,  convertito,  con           modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71.                2. Per le finalita' di cui al comma 1, lettera  b),  le           amministrazioni e i soggetti di  cui  al  comma  1  possono           altresi' avvalersi dei servizi erogati dalla piattaforma di           cui all'articolo 81 comma 2-bis e dei prestatori di servizi           di pagamento abilitati.                3. Dalle previsioni di cui alla lettera a) del comma  1           possono essere escluse le operazioni di  pagamento  per  le           quali la verifica del buon fine dello stesso  debba  essere           contestuale all'erogazione del  servizio;  in  questi  casi           devono  comunque  essere  rese  disponibili  modalita'   di           pagamento di cui alla lettera b) del medesimo comma 1.                3-bis.   I   micro-pagamenti   dovuti   a   titolo   di           corrispettivo  dalle  pubbliche  amministrazioni   di   cui           all'articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n.           296,  come  modificato  dall'articolo  7,  comma   2,   del           decreto-legge  7  maggio  2012,  n.  52,  convertito,   con           modificazioni, dalla legge 6 luglio  2012,  n.  94,  per  i           contratti di acquisto di beni e  servizi  conclusi  tramite           gli strumenti elettronici di cui al  medesimo  articolo  1,           comma 450, stipulati nelle forme di  cui  all'articolo  11,           comma 13, del codice  di  cui  al  decreto  legislativo  12           aprile 2006,  n.  163,  e  successive  modificazioni,  sono           effettuati mediante strumenti elettronici di  pagamento  se           richiesto dalle imprese fornitrici.                3-ter. Con decreto del Ministero dell'economia e  delle           finanze da pubblicare entro il 1° marzo 2013 sono  definiti           i micro-pagamenti in relazione al  volume  complessivo  del           contratto e sono adeguate alle finalita' di  cui  al  comma           3-bis le norme relative alle procedure di  pagamento  delle           pubbliche amministrazioni di  cui  al  citato  articolo  1,           comma 450,  della  legge  n.  296  del  2006.  Le  medesime           pubbliche amministrazioni provvedono ad adeguare le proprie           norme al fine di consentire il  pagamento  elettronico  per           gli acquisti di cui al comma  3-bis  entro  il  1°  gennaio           2013.                4. L'Agenzia per l'Italia digitale,  sentita  la  Banca           d'Italia, definisce linee guida per la specifica dei codici           identificativi del pagamento di cui al comma 1, lettere  a)           e b) e le modalita' attraverso le quali il  prestatore  dei           servizi di pagamento  mette  a  disposizione  dell'ente  le           informazioni relative al pagamento medesimo.                5. Le  attivita'  previste  dal  presente  articolo  si           svolgono con le risorse umane,  finanziarie  e  strumentali           disponibili a legislazione vigente.».

Capo V

Obblighi di pubblicazione in settori speciali

Art. 37      Obblighi di pubblicazione concernenti i contratti pubblici di lavori,                          servizi e forniture      1. Fermi restando gli altri obblighi di pubblicita'  legale  e,  in particolare, quelli previsti dall'articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190,  ciascuna  amministrazione  pubblica,  secondo quanto previsto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e, in particolare, dagli articoli 63, 65, 66,  122,  124,  206  e  223,  le informazioni relative alle procedure per l'affidamento e l'esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture.    2. Le pubbliche amministrazioni sono tenute altresi' a  pubblicare, nell'ipotesi di cui all'articolo 57, comma 6, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la delibera a contrarre.

Note all'art. 37:                Si riporta il testo dell'articolo 1,  comma  32,  della           citata legge n. 190 del 2012:                «Art. 1.                (Omissis).                32. Con riferimento ai procedimenti di cui al comma 16,           lettera b), del presente articolo, le  stazioni  appaltanti           sono in ogni caso tenute a pubblicare nei propri  siti  web           istituzionali:  la  struttura  proponente;  l'oggetto   del           bando;  l'elenco  degli  operatori  invitati  a  presentare           offerte; l'aggiudicatario; l'importo di  aggiudicazione;  i           tempi di completamento dell'opera,  servizio  o  fornitura;           l'importo delle somme liquidate. Entro  il  31  gennaio  di           ogni  anno,  tali  informazioni,   relativamente   all'anno           precedente, sono pubblicate  in  tabelle  riassuntive  rese           liberamente scaricabili in  un  formato  digitale  standard           aperto che consenta di analizzare e  rielaborare,  anche  a           fini statistici, i  dati  informatici.  Le  amministrazioni           trasmettono   in   formato   digitale   tali   informazioni           all'Autorita' per la vigilanza sui  contratti  pubblici  di           lavori, servizi e forniture, che le  pubblica  nel  proprio           sito web in una sezione liberamente consultabile da tutti i           cittadini, catalogate in base alla  tipologia  di  stazione           appaltante e per regione. L'Autorita' individua con propria           deliberazione  le  informazioni  rilevanti  e  le  relative           modalita' di trasmissione. Entro il 30  aprile  di  ciascun           anno, l'Autorita' per la vigilanza sui  contratti  pubblici           di lavori, servizi e forniture  trasmette  alla  Corte  dei           conti l'elenco delle amministrazioni che  hanno  omesso  di           trasmettere  e  pubblicare,  in  tutto  o  in   parte,   le           informazioni di cui al presente comma in  formato  digitale           standard aperto. Si applica l'articolo  6,  comma  11,  del           codice di cui al decreto legislativo  12  aprile  2006,  n.           163.                (Omissis).».                Si riporta il testo degli articoli 57, comma 6, 63, 65,           66, 122, 124, 206 e 223 del citato decreto  legislativo  n.           163 del 2006:                «Art.   57.   Procedura    negoziata    senza    previa           pubblicazione di un bando di gara                (Omissis).                6. Ove possibile, la stazione appaltante individua  gli           operatori   economici   da   consultare   sulla   base   di           informazioni    riguardanti    le    caratteristiche     di           qualificazione  economico  -  finanziaria   e   tecnico   -           organizzativa  desunte  dal  mercato,  nel   rispetto   dei           principi  di   trasparenza,   concorrenza,   rotazione,   e           seleziona almeno tre operatori economici, se sussistono  in           tale  numero  soggetti  idonei.  Gli  operatori   economici           selezionati   vengono   contemporaneamente    invitati    a           presentare  le  offerte  oggetto  della  negoziazione,  con           lettera   contenente   gli   elementi   essenziali    della           prestazione  richiesta.  La  stazione  appaltante   sceglie           l'operatore economico che ha  offerto  le  condizioni  piu'           vantaggiose, secondo il criterio del prezzo  piu'  basso  o           dell'offerta  economicamente   piu'   vantaggiosa,   previa           verifica  del  possesso  dei  requisiti  di  qualificazione           previsti per l'affidamento di contratti di  uguale  importo           mediante procedura aperta, ristretta,  o  negoziata  previo           bando.                (Omissis).»                «Art. 63. Avviso di preinformazione                1. Le stazioni appaltanti di cui alla lettera a) e alla           lettera c) dell'articolo  32,  possibilmente  entro  il  31           dicembre di ogni anno, rendono noto mediante un  avviso  di           preinformazione, conforme all'allegato IX A, punti 1  e  2,           pubblicato dalla Commissione o  da  esse  stesse  sul  loro           «profilo di committente», quale  indicato  all'allegato  X,           punto 2, lettera b) e all'articolo 3, comma 35:                a) per  le  forniture,  l'importo  complessivo  stimato           degli  appalti  o  degli  accordi  quadro,  per  gruppi  di           prodotti,  che  intendono  aggiudicare  nei   dodici   mesi           successivi, qualora il  loro  valore  complessivo  stimato,           tenuto conto degli articoli 28 e 29, sia pari o superiore a           750.000 euro; i gruppi di prodotti sono  definiti  mediante           riferimento alle voci della nomenclatura CPV;  il  Ministro           dell'economia  e  delle  finanze  pubblica  nella  Gazzetta           Ufficiale  della  Repubblica  italiana  le   modalita'   di           riferimento da fare, nei bandi di gara, a particolari  voci           della nomenclatura in conformita' con quanto  eventualmente           stabilito dalla Commissione;                b) per i servizi, l'importo complessivo  stimato  degli           appalti  o  degli  accordi  quadro,  per   ciascuna   delle           categorie di  servizi  elencate  nell'allegato  II  A,  che           intendono aggiudicare nei dodici mesi  successivi,  qualora           tale  importo  complessivo  stimato,  tenuto  conto   degli           articoli 28 e 29, sia pari o superiore a 750.000 euro;                c) per i  lavori,  le  caratteristiche  essenziali  dei           contratti o degli accordi quadro che intendono  aggiudicare           e i cui importi stimati siano pari o superiori alla  soglia           indicata all'articolo 28, tenuto conto dell'articolo 29.                2. Gli avvisi di cui alle lettere a) e b) del  comma  1           sono inviati alla Commissione o pubblicati sul  profilo  di           committente il  piu'  rapidamente  possibile  dopo  l'avvio           dell'esercizio di bilancio.                3. L'avviso di cui alla  lettera  c)  del  comma  1  e'           inviato  alla  Commissione  o  pubblicato  sul  profilo  di           committente il piu' rapidamente possibile  dopo  l'adozione           della decisione  che  autorizza  il  programma  in  cui  si           inseriscono i contratti di lavori o gli accordi quadro  che           i soggetti di cui al comma 1 intendono aggiudicare.                4.   I   soggetti   che    pubblicano    l'avviso    di           preinformazione sul loro  profilo  di  committente  inviano           alla Commissione, per via elettronica secondo il formato  e           le modalita' di trasmissione di cui all'allegato  X,  punto           3, una comunicazione in cui e' annunciata la  pubblicazione           di  un  avviso  di  preinformazione  su   un   profilo   di           committente.                5. La pubblicazione degli avvisi di cui al comma  1  e'           obbligatoria solo se i  soggetti  di  cui  al  comma  1  si           avvalgono della facolta' di ridurre i termini di  ricezione           delle offerte ai sensi dell'articolo 70, comma 7.                6. L'avviso di preinformazione  contiene  gli  elementi           indicati  nel  presente  codice,  le  informazioni  di  cui           all'allegato X A, punti 1 e 2, e  ogni  altra  informazione           ritenuta utile, secondo il formato dei modelli di formulari           adottati dalla Commissione in conformita' alla procedura di           cui all'articolo 77, paragrafo 2, direttiva 2004/18/CE.                7. L'avviso di preinformazione e'  altresi'  pubblicato           sui siti informatici di cui all'articolo 66, comma  7,  con           le modalita' ivi previste.                8. Il presente articolo non si applica  alle  procedure           negoziate senza pubblicazione preliminare di  un  bando  di           gara.»                «Art. 65.  Avviso  sui  risultati  della  procedura  di           affidamento                1. Le stazioni  appaltanti  che  hanno  aggiudicato  un           contratto pubblico o concluso un accordo quadro inviano  un           avviso  secondo  le  modalita'  di  pubblicazione  di   cui           all'articolo 66,  conforme  all'allegato  IX  A,  punto  5,           relativo ai risultati della  procedura  di  aggiudicazione,           entro quarantotto giorni dall'aggiudicazione del  contratto           o dalla conclusione dell'accordo quadro.                2. Nel caso di accordi quadro conclusi  in  conformita'           all'articolo  59,  le  stazioni  appaltanti  sono  esentate           dall'invio di  un  avviso  in  merito  ai  risultati  della           procedura di aggiudicazione di ciascun  appalto  basato  su           tale accordo.                3. Le stazioni appaltanti inviano un avviso relativo al           risultato dell'aggiudicazione degli appalti  basati  su  un           sistema dinamico di acquisizione entro  quarantotto  giorni           dall'aggiudicazione di ogni appalto. Esse possono  tuttavia           raggruppare detti avvisi su base trimestrale. In tal  caso,           esse  inviano  gli  avvisi  raggruppati   al   piu'   tardi           quarantotto giorni dopo la fine di ogni trimestre.                4. Nel caso degli appalti pubblici di servizi  elencati           nell'allegato  II  B,  le  stazioni   appaltanti   indicano           nell'avviso se acconsentono o meno alla sua pubblicazione.                5.  L'avviso   sui   risultati   della   procedura   di           affidamento contiene gli  elementi  indicati  nel  presente           codice, le informazioni di cui  all'allegato  X  A  e  ogni           altra informazione ritenuta utile, secondo il  formato  dei           modelli di formulari adottati dalla Commissione.                6. Talune informazioni relative all'aggiudicazione  del           contratto o alla conclusione  dell'accordo  quadro  possono           essere  omesse  qualora  la  loro   divulgazione   ostacoli           l'applicazione della  legge,  sia  contraria  all'interesse           pubblico, pregiudichi i legittimi interessi commerciali  di           operatori economici pubblici o privati oppure possa  recare           pregiudizio alla concorrenza leale tra questi.»                «Art. 66. Modalita' di pubblicazione degli avvisi e dei           bandi                1. Le stazioni appaltanti trasmettono gli  avvisi  e  i           bandi alla  Commissione  per  via  elettronica  secondo  il           formato  e   le   modalita'   di   trasmissione   precisate           nell'allegato  X,  punto  3,   o   con   altri   mezzi   di           trasmissione. Nel  caso  della  procedura  urgente  di  cui           all'articolo 70, comma 11, gli  avvisi  e  i  bandi  devono           essere trasmessi mediante fax o per via elettronica secondo           il  formato  e  le  modalita'  di  trasmissione   precisate           nell'allegato X, punto 3.                2. Gli avvisi e i  bandi  sono  pubblicati  secondo  le           caratteristiche   tecniche   di   pubblicazione    indicate           nell'allegato X, punto 1, lettere a) e b).                3. Gli avvisi e i bandi redatti  e  trasmessi  per  via           elettronica  secondo  il  formato   e   le   modalita'   di           trasmissione  precisate  nell'allegato  X,  punto  3,  sono           pubblicati entro cinque giorni dalla loro trasmissione.                4.  Gli  avvisi  e  i  bandi  non  trasmessi  per   via           elettronica  secondo  il  formato   e   le   modalita'   di           trasmissione  precisate  nell'allegato  X,  punto  3,  sono           pubblicati entro dodici giorni dal loro invio, o, nel  caso           di procedura urgente di  cui  all'articolo  70,  comma  11,           entro cinque giorni dal loro invio.                5. I bandi e gli avvisi sono pubblicati per  esteso  in           una delle lingue ufficiali  della  Comunita'  scelta  dalle           stazioni appaltanti; il testo  pubblicato  in  tale  lingua           originale e' l'unico facente fede. Le  stazioni  appaltanti           italiane scelgono la lingua italiana, fatte salve le  norme           vigenti nella Provincia autonoma di Bolzano in  materia  di           bilinguismo.  Una  sintesi  degli  elementi  importanti  di           ciascun  bando,  indicati  dalle  stazioni  appaltanti  nel           rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione,           e' pubblicata nelle altre lingue ufficiali.                6. Le spese per la pubblicazione  degli  avvisi  e  dei           bandi da  parte  della  Commissione  sono  a  carico  della           Comunita'.                7. Gli avvisi e i bandi sono altresi' pubblicati  sulla           Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana serie speciale           relativa   ai   contratti   pubblici,   sul   «profilo   di           committente» della stazione appaltante, e,  non  oltre  due           giorni lavorativi dopo, sul sito informatico del  Ministero           delle infrastrutture di cui al  decreto  del  Ministro  dei           lavori  pubblici  6  aprile  2001,  n.  20,  e   sul   sito           informatico presso l'Osservatorio, con l'indicazione  degli           estremi di  pubblicazione  sulla  Gazzetta  Ufficiale.  Gli           avvisi e i bandi  sono  altresi'  pubblicati,  dopo  dodici           giorni dalla trasmissione  alla  Commissione,  ovvero  dopo           cinque giorni da detta trasmissione in  caso  di  procedure           urgenti di cui all'articolo 70, comma 11, per  estratto  su           almeno due dei principali quotidiani a diffusione nazionale           e su almeno due a maggiore diffusione locale nel luogo  ove           si eseguono i contratti. La  pubblicazione  nella  Gazzetta           Ufficiale della Repubblica italiana viene effettuata  entro           il sesto giorno feriale successivo a quello del ricevimento           della  documentazione  da  parte  dell'Ufficio   inserzioni           dell'Istituto poligrafico e zecca dello Stato.                8. Gli effetti  giuridici  che  l'ordinamento  connette           alla  pubblicita'  in  ambito  nazionale  decorrono   dalla           pubblicazione sulla  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica           Italiana.                9. Gli avvisi e i bandi, nonche' il loro contenuto, non           possono essere pubblicati in ambito nazionale  prima  della           data della loro trasmissione alla Commissione.                10. Gli avvisi e i bandi pubblicati in ambito nazionale           non  devono  contenere  informazioni  diverse   da   quelle           contenute  nei  bandi  e  negli   avvisi   trasmessi   alla           Commissione, o pubblicate  su  un  profilo  di  committente           conformemente all'articolo 63, comma 1,  devono  menzionare           la data della trasmissione dell'avviso  o  del  bando  alla           Commissione  o   della   pubblicazione   sul   profilo   di           committente.                11. Gli avvisi di preinformazione  non  possono  essere           pubblicati su un profilo di committente prima che sia stato           inviato  alla  Commissione  l'avviso  che  ne  annuncia  la           pubblicazione sotto tale forma;  gli  avvisi  in  questione           devono citare la data di tale trasmissione.                12. Il contenuto degli avvisi e dei bandi non trasmessi           per via elettronica secondo il formato e  le  modalita'  di           trasmissione  precisate  nell'allegato  X,  punto   3,   e'           limitato a seicentocinquanta parole circa.                13. Le stazioni appaltanti devono essere  in  grado  di           comprovare la data  di  trasmissione  degli  avvisi  e  dei           bandi.                14. La Commissione rilascia  alle  stazioni  appaltanti           una conferma dell'informazione trasmessa, in cui e'  citata           la data della pubblicazione: tale conferma vale come  prova           della pubblicazione.                15. Le  stazioni  appaltanti  possono  prevedere  forme           aggiuntive di pubblicita'  diverse  da  quelle  di  cui  al           presente  articolo,  e  possono  altresi'   pubblicare   in           conformita'  ai  commi  che  precedono   avvisi   o   bandi           concernenti appalti pubblici non soggetti agli obblighi  di           pubblicazione previsti dal presente articolo. Tuttavia  gli           effetti  giuridici  che  il  presente  codice  o  le  norme           processuali vigenti annettono alla data di pubblicazione al           fine della decorrenza di termini, derivano solo dalle forme           di pubblicita' obbligatoria e dalle relative date in cui la           pubblicita' obbligatoria ha luogo.»                «Art. 122. Disciplina  specifica  per  i  contratti  di           lavori pubblici sotto soglia                1.  Ai  contratti  di  lavori  pubblici  sotto   soglia           comunitaria non si applicano le norme del  presente  codice           che prevedono obblighi di pubblicita' e di comunicazione in           ambito  sovranazionale.  Le  stazioni  appaltanti   possono           ricorrere ai contratti di cui  all'articolo  53,  comma  2,           lettere b) e c),  qualora  riguardino  lavori  di  speciale           complessita' o in caso di progetti integrali, come definiti           rispettivamente dal  regolamento  di  cui  all'articolo  5,           ovvero riguardino lavori di manutenzione, restauro e  scavi           archeologici.                2. L'avviso di preinformazione di cui all'articolo  63,           e' facoltativo ed e' pubblicato sul profilo di committente,           ove istituito, e sui siti informatici di  cui  all'articolo           66, comma 7, con le modalita' ivi previste.                3.  L'avviso   sui   risultati   della   procedura   di           affidamento, di  cui  all'articolo  65  e'  pubblicato  sul           profilo  di  committente,  ove  istituito,   e   sui   siti           informatici  di  cui  all'articolo  66,  comma  7,  con  le           modalita' ivi previste.                4. I bandi e gli inviti non contengono  le  indicazioni           che attengono ad obblighi di pubblicita' e di comunicazione           in ambito sopranazionale.                5. Gli avvisi di cui al comma 3 ed i bandi  relativi  a           contratti di importo pari  o  superiore  a  cinquecentomila           euro  sono  pubblicati  sulla  Gazzetta   Ufficiale   della           Repubblica Italiana - serie speciale relativa ai  contratti           pubblici,  sul  «profilo  di  committente»  della  stazione           appaltante, e, non oltre due giorni  lavorativi  dopo,  sul           sito informatico del Ministero delle infrastrutture di  cui           al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile  2001,           n. 20 e sul sito  informatico  presso  l'Osservatorio,  con           l'indicazione degli estremi di pubblicazione sulla Gazzetta           Ufficiale. Gli avvisi e i bandi sono  altresi'  pubblicati,           non oltre cinque giorni lavorativi dopo la pubblicazione in           Gazzetta Ufficiale, per estratto, a scelta  della  stazione           appaltante, su  almeno  uno  dei  principali  quotidiani  a           diffusione nazionale e  su  almeno  uno  dei  quotidiani  a           maggiore diffusione locale nel  luogo  ove  si  eseguono  i           lavori. I bandi e gli avvisi di cui al comma 3  relativi  a           contratti di importo inferiore a cinquecentomila euro  sono           pubblicati nell'albo pretorio del Comune ove si eseguono  i           lavori e nell'albo della stazione appaltante;  gli  effetti           giuridici  connessi  alla  pubblicazione  decorrono   dalla           pubblicazione nell'albo pretorio del  Comune.  Si  applica,           comunque,  quanto  previsto  dall'articolo  66,  comma   15           nonche' comma 7, terzo periodo.                6.  Ai  termini   di   ricezione   delle   domande   di           partecipazione e delle  offerte,  e  di  comunicazione  dei           capitolati  e   documenti   complementari,   si   applicano           l'articolo 70, comma 1  e  comma  10,  in  tema  di  regole           generali sulla fissazione dei termini e  sul  prolungamento           dei termini, nonche' gli articoli 71 e  72,  e  inoltre  le           seguenti regole:                a) nelle procedure aperte, il termine per la  ricezione           delle offerte, decorrente  dalla  pubblicazione  del  bando           sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana  per  i           contratti di importo pari  o  superiore  a  cinquecentomila           euro, e dalla pubblicazione del  bando  nell'albo  pretorio           del Comune in cui si esegue il contratto per i contratti di           importo inferiore a cinquecentomila euro  non  puo'  essere           inferiore a ventisei giorni;                b) nelle procedure ristrette, nelle procedure negoziate           previa pubblicazione di un bando di  gara,  e  nel  dialogo           competitivo, il termine per la ricezione delle  domande  di           partecipazione, avente la decorrenza di  cui  alla  lettera           a), non puo' essere inferiore a quindici giorni;                c)  nelle  procedure  ristrette,  il  termine  per   la           ricezione delle offerte, decorrente  dalla  data  di  invio           dell'invito, non puo' essere inferiore a venti giorni;                d) nelle procedure negoziate, con o senza bando, e  nel           dialogo competitivo, il  termine  per  la  ricezione  delle           offerte  viene  stabilito  dalle  stazioni  appaltanti  nel           rispetto del comma 1 dell'articolo 70 e, ove non  vi  siano           specifiche ragioni di urgenza, non puo' essere inferiore  a           dieci giorni dalla data di invio dell'invito;                e) in tutte le procedure, quando il  contratto  ha  per           oggetto anche la progettazione esecutiva, il termine per la           ricezione  delle  offerte  non  puo'  essere  inferiore   a           quaranta giorni dalla data di pubblicazione  del  bando  di           gara o di invio dell'invito; quando  il  contratto  ha  per           oggetto anche la progettazione definitiva, il  termine  per           la ricezione delle offerte  non  puo'  essere  inferiore  a           sessanta giorni con le medesime decorrenze;                f) nelle procedure aperte,  nelle  procedure  negoziate           previo  bando  e  nel  dialogo  competitivo,   quando   del           contratto  e'  stata   data   notizia   con   l'avviso   di           preinformazione, il termine di ricezione delle offerte puo'           essere ridotto a 18 giorni e comunque mai a meno di  undici           giorni,   decorrenti,   nelle   procedure   aperte,   dalla           pubblicazione del bando, e per le  altre  procedure,  dalla           spedizione della lettera invito;                g)  nelle  procedure  ristrette   e   nelle   procedure           negoziate con pubblicazione di un  bando  di  gara,  quando           l'urgenza rende impossibile  rispettare  i  termini  minimi           previsti dal presente  articolo,  le  stazioni  appaltanti,           purche'  indichino   nel   bando   di   gara   le   ragioni           dell'urgenza, possono stabilire un termine per la ricezione           delle domande di partecipazione, non inferiore  a  quindici           giorni dalla data di pubblicazione del bando di gara  sulla           Gazzetta Ufficiale  della  Repubblica  italiana;  e,  nelle           procedure ristrette, un  termine  per  la  ricezione  delle           offerte non inferiore a dieci giorni, ovvero non  inferiore           a trenta giorni  se  l'offerta  ha  per  oggetto  anche  il           progetto  esecutivo,  decorrente  dalla   data   di   invio           dell'invito a presentare offerte. Tale  previsione  non  si           applica al termine  per  la  ricezione  delle  offerte,  se           queste hanno per oggetto anche la progettazione definitiva.                7. I lavori  di  importo  complessivo  inferiore  a  un           milione di euro  possono  essere  affidati  dalle  stazioni           appaltanti, a cura del responsabile del  procedimento,  nel           rispetto dei principi di non  discriminazione,  parita'  di           trattamento, proporzionalita' e trasparenza, e  secondo  la           procedura prevista dall'articolo 57, comma 6;  l'invito  e'           rivolto, per lavori di importo pari o superiore  a  500.000           euro, ad almeno dieci soggetti e,  per  lavori  di  importo           inferiore a 500.000 euro,  ad  almeno  cinque  soggetti  se           sussistono  aspiranti  idonei  in  tali  numeri.  I  lavori           affidati  ai  sensi  del  presente  comma,  relativi   alla           categoria prevalente,  sono  affidabili  a  terzi  mediante           subappalto o subcontratto  nel  limite  del  20  per  cento           dell'importo della medesima  categoria;  per  le  categorie           specialistiche di cui all'articolo 37,  comma  11,  restano           ferme le disposizioni ivi previste. L'avviso sui  risultati           della procedura di affidamento, conforme all'allegato IX A,           punto quinto (avviso relativo  agli  appalti  aggiudicati),           contiene  l'indicazione  dei  soggetti   invitati   ed   e'           trasmesso per la pubblicazione, secondo le modalita' di cui           ai commi 3 e 5 del presente articolo,  entro  dieci  giorni           dalla data dell'aggiudicazione definitiva; non  si  applica           l'articolo 65, comma 1.                8.  Per  l'affidamento  dei  lavori  pubblici  di   cui           all'articolo  32,  comma  1,  letterag),  si   applica   la           procedura prevista dall'articolo 57, comma 6;  l'invito  e'           rivolto ad almeno cinque soggetti  se  sussistono  in  tale           numero aspiranti idonei.                9. Per lavori d'importo inferiore o pari a 1 milione di           euro quando il criterio di  aggiudicazione  e'  quello  del           prezzo piu' basso, la stazione  appaltante  puo'  prevedere           nel bando l'esclusione automatica dalla gara delle  offerte           che presentano una percentuale di ribasso pari o  superiore           alla soglia di anomalia individuata ai sensi  dell'articolo           86; in tal caso non si  applica  l'articolo  87,  comma  1.           Comunque  la  facolta'  di  esclusione  automatica  non  e'           esercitabile quando il  numero  delle  offerte  ammesse  e'           inferiore a dieci; in tal caso si  applica  l'articolo  86,           comma 3.»                «Art. 124. Appalti di servizi e forniture sotto soglia                1. Ai contratti di servizi e forniture sotto soglia non           si applicano le norme del  presente  codice  che  prevedono           obblighi  di  pubblicita'  e  di  comunicazione  in  ambito           sovranazionale.                2. L'avviso di preinformazione di cui  all'articolo  63           e' facoltativo ed e' pubblicato sul profilo di committente,           ove istituito, e sui siti informatici di  cui  all'articolo           66, comma 7, con le modalita' ivi previste.                3.  Le  stazioni  appaltanti  pubblicano  l'avviso  sui           risultati  della  procedura   di   affidamento   sui   siti           informatici di cui all'articolo 66, comma 7.                4. I bandi e gli inviti non contengono  le  indicazioni           che attengono ad obblighi di pubblicita' e di comunicazione           in ambito sopranazionale.                5. I bandi sono  pubblicati  sulla  Gazzetta  Ufficiale           della  Repubblica  italiana  -  serie  speciale   contratti           pubblici, sui siti  informatici  di  cui  all'articolo  66,           comma 7, con le modalita' ivi previste, e  nell'albo  della           stazione appaltante. Gli effetti  giuridici  connessi  alla           pubblicita'  decorrono  dalla  pubblicazione  in   Gazzetta           Ufficiale.   Si   applica,   comunque,   quanto    previsto           dall'articolo 66, comma 15 nonche' comma 7, terzo periodo.                6.  Ai  termini   di   ricezione   delle   domande   di           partecipazione e delle  offerte,  e  di  comunicazione  dei           capitolati e  documenti  complementari,  si  applicano  gli           articoli 70, comma 1 e comma 10, in tema di regole generali           sulla  fissazione  dei  termini  e  sul  prolungamento  dei           termini, nonche'  gli  articoli  71  e  72,  e  inoltre  le           seguenti regole:                a) nelle procedure aperte, il termine per la  ricezione           delle offerte, decorrente  dalla  pubblicazione  del  bando           sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non puo'           essere inferiore a quindici giorni;                b) nelle procedure ristrette, nelle procedure negoziate           previa pubblicazione di un bando di  gara,  e  nel  dialogo           competitivo, il termine per la ricezione delle  domande  di           partecipazione, avente la decorrenza di  cui  alla  lettera           a), non puo' essere inferiore a sette giorni;                c)  nelle  procedure  ristrette,  il  termine  per   la           ricezione delle offerte, decorrente  dalla  data  di  invio           dell'invito, non puo' essere inferiore a dieci giorni;                d) nelle procedure negoziate, con o senza bando, e  nel           dialogo competitivo, il  termine  per  la  ricezione  delle           offerte  viene  stabilito  dalle  stazioni  appaltanti  nel           rispetto del comma 1 dell'articolo 70 e, ove non  vi  siano           specifiche ragioni di urgenza, non puo' essere inferiore  a           dieci giorni dalla data di invio dell'invito;                e) nelle procedure aperte,  nelle  procedure  negoziate           previo  bando  e  nel  dialogo  competitivo,   quando   del           contratto  e'  stata   data   notizia   con   l'avviso   di           preinformazione, il termine di ricezione delle offerte puo'           essere ridotto a dieci giorni e  comunque  mai  a  meno  di           sette giorni, decorrenti,  nelle  procedure  aperte,  dalla           pubblicazione del bando, e per le  altre  procedure,  dalla           spedizione della lettera invito;                f)  nelle  procedure  ristrette   e   nelle   procedure           negoziate con pubblicazione di un  bando  di  gara,  quando           l'urgenza rende impossibile  rispettare  i  termini  minimi           previsti dal presente  articolo,  le  stazioni  appaltanti,           purche'  indichino   nel   bando   di   gara   le   ragioni           dell'urgenza, possono stabilire un termine per la ricezione           delle domande di  partecipazione,  non  inferiore  a  dieci           giorni dalla data di pubblicazione del bando di gara  sulla           Gazzetta Ufficiale  della  Repubblica  italiana;  e,  nelle           procedure ristrette, un  termine  per  la  ricezione  delle           offerte non inferiore a cinque giorni.                7.  Il  regolamento  disciplina,  secondo  criteri   di           semplificazione rispetto alle norme  dettate  dal  presente           codice, i requisiti di idoneita' morale, capacita'  tecnico           - professionale  ed  economico  -  finanziaria  che  devono           essere posseduti dagli operatori economici.                8. Per servizi e forniture d'importo inferiore o pari a           100.000 euro quando il criterio di aggiudicazione e' quello           del  prezzo  piu'  basso,  la  stazione   appaltante   puo'           prevedere nel  bando  l'esclusione  automatica  dalla  gara           delle offerte che presentano  una  percentuale  di  ribasso           pari o superiore alla soglia  di  anomalia  individuata  ai           sensi  dell'articolo  86;  in  tal  caso  non  si   applica           l'articolo 87, comma 1. Comunque la facolta' di  esclusione           automatica non  e'  esercitabile  quando  il  numero  delle           offerte ammesse e'  inferiore  a  dieci;  in  tal  caso  si           applica l'articolo 86, comma 3.                «Art. 206. Norme applicabili                1. Ai contratti pubblici di cui  al  presente  capo  si           applicano, oltre alle norme della presente parte, le  norme           di cui alle parti I, IV e V.  Della  parte  II,  titolo  I,           riguardante i contratti pubblici relativi a lavori, servizi           e   forniture   nei   settori   ordinari,   si    applicano           esclusivamente  i  seguenti  articoli:   29,   intendendosi           sostituite alle soglie di cui all'articolo 28 le soglie  di           cui all'articolo 215; 33; 34; 35; 36;  37;  38;  46,  comma           1-bis; 51; 52; 53, commi 1, 2, 3, 4, fatte salve  le  norme           della presente parte in tema di qualificazione;  55,  comma           1,  limitatamente  agli   enti   aggiudicatori   che   sono           amministrazioni aggiudicatrici; 55, commi 3, 4, 5,  6,  con           la precisazione che la menzione della determina a contrarre           e' facoltativa; 58, con il rispetto  dei  termini  previsti           per la procedura negoziata nella presente  parte  III;  60;           66, con esclusione delle norme che riguardano la  procedura           urgente; in relazione all'articolo 66,  comma  4,  in  casi           eccezionali  e  in  risposta  a   una   domanda   dell'ente           aggiudicatore, i bandi di gara di  cui  all'articolo,  224,           comma 1, lettera c), sono pubblicati entro  cinque  giorni,           purche' il bando sia stato inviato mediante  fax;  68;  69;           71; 73; 74; 76: gli enti aggiudicatori possono precisare se           autorizzano  o  meno  le  varianti  anche  nel   capitolato           d'oneri, indicando, in caso affermativo, nel  capitolato  i           requisiti minimi che le varianti devono rispettare  nonche'           le modalita' per la loro presentazione; 77; 79; 81, commi 1           e 3; 82; 83, con la  precisazione  che  i  criteri  di  cui           all'articolo 83, comma 1, la ponderazione relativa  di  cui           all'articolo 83, comma 2, o l'ordine di importanza  di  cui           all'articolo 83, comma 3, o i sub - criteri, i sub -  pesi,           i sub- punteggi di  cui  all'articolo  83,  comma  4,  sono           precisati all'occorrenza nell'avviso con cui si  indice  la           gara,  nell'invito  a   confermare   l'interesse   di   cui           all'articolo 226, comma 5, nell'invito a presentare offerte           o a negoziare, o nel capitolato d'oneri;  84;  85,  con  la           precisazione che gli enti aggiudicatori possono indicare di           volere ricorrere all'asta elettronica, oltre che nel bando,           con un altro degli avvisi con cui  si  indice  la  gara  ai           sensi dell'articolo 224; 86, con la  precisazione  che  gli           enti aggiudicatori hanno facolta' di utilizzare  i  criteri           di  individuazione  delle   offerte   anormalmente   basse,           indicandolo  nell'avviso  con  cui  si  indice  la  gara  o           nell'invito a presentare offerte; 87; 88; 95; 96;  112-bis;           118; 131. Nessun'altra norma della parte II, titolo  I,  si           applica alla progettazione e alla realizzazione delle opere           appartenenti ai settori speciali.                2. Quando, ai sensi della presente parte, la gara  puo'           essere indetta, oltre che con bando di gara, anche  con  un           avviso periodico indicativo o con un avviso  sull'esistenza           di un sistema di qualificazione, il riferimento  al  «bando           di gara» contenuto negli articoli della  parte  I  e  della           parte II che sono applicabili anche ai  contratti  soggetti           alla presente parte, deve intendersi comprensivo di tutti e           tre tali avvisi.                3. Nel rispetto del principio di proporzionalita',  gli           enti aggiudicatori  possono  applicare  altre  disposizioni           della parte II, alla cui osservanza non sono  obbligati  in           base al presente articolo, indicandolo nell'avviso con  cui           si indice la gara, ovvero, nelle procedure  in  cui  manchi           l'avviso  con  cui  si  indice  la  gara,   nell'invito   a           presentare un'offerta.»                «Art.  223.  Avvisi  periodici  indicativi   e   avvisi           sull'esistenza di un sistema di qualificazione                1. Gli enti aggiudicatori, possibilmente  entro  il  31           dicembre di ogni anno,  rendono  noti  mediante  un  avviso           periodico   indicativo,   conforme   all'allegato   XV   A,           pubblicato dalla Commissione o dagli enti stessi  nel  loro           «profilo di committente», di cui all'allegato X,  punto  2,           lettera b) e all'articolo 3, comma 35, i dati seguenti:                a) per le forniture, il  valore  totale  stimato  degli           appalti o degli accordi quadro, per gruppo di prodotti, che           intendono aggiudicare nei dodici mesi  successivi,  qualora           il valore totale stimato, tenuto conto del  disposto  degli           articoli 215 e 29, risulti pari o superiore a 750.000 euro;           i gruppi di prodotti sono  definiti  dalle  amministrazioni           aggiudicatrici  mediante  riferimento   alle   voci   della           nomenclatura CPV; il Ministro delle  politiche  comunitarie           pubblica nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana           le modalita' dei riferimenti da fare, negli avvisi con  cui           si indice la gara, a particolari voci della nomenclatura in           conformita'  con  quanto  eventualmente   stabilito   dalla           Commissione;                b) per  i  servizi,  il  valore  totale  stimato  degli           appalti  o  degli  accordi  quadro,  per   ciascuna   delle           categorie di  servizi  elencate  nell'allegato  II  A,  che           intendono aggiudicare nei dodici mesi  successivi,  qualora           tale valore totale stimato, tenuto conto del disposto degli           articoli 215 e 29, sia pari o superiore a 750.000 euro;                c) per i lavori, le  caratteristiche  essenziali  degli           appalti o degli accordi quadro  che  intendono  aggiudicare           nei dodici mesi successivi e il cui valore stimato sia pari           o superiore alla soglia indicata nell'articolo 215,  tenuto           conto del disposto dell'articolo 29.                2. Gli avvisi di cui alle lettere a) e b) del  comma  1           sono inviati alla Commissione o pubblicati sul  profilo  di           committente il piu'  rapidamente  possibile  dopo  l'inizio           dell'anno finanziario.                3. L'avviso di cui alla  lettera  c)  del  comma  1  e'           inviato  alla  Commissione  o  pubblicato  sul  profilo  di           committente il piu' rapidamente possibile  dopo  l'adozione           della decisione  che  autorizza  il  programma  in  cui  si           inseriscono i contratti di lavori o gli accordi quadro  che           gli enti aggiudicatori intendono aggiudicare.                4.  Gli  enti  aggiudicatori  che  pubblicano  l'avviso           periodico  indicativo  sul  loro  profilo  di   committente           inviano alla Commissione, per via  elettronica  secondo  il           formato e le modalita' di trasmissione di cui  all'allegato           X, punto 3, una  comunicazione  in  cui  e'  annunciata  la           pubblicazione di  un  avviso  periodico  indicativo  su  un           profilo di committente.                5. La pubblicazione degli avvisi di cui al comma  1  e'           obbligatoria solo se gli enti  aggiudicatori  si  avvalgono           della facolta' di ridurre  i  termini  di  ricezione  delle           offerte ai sensi dell'articolo 227, comma 4.                6.  Gli  avvisi  periodici  indicativi  contengono  gli           elementi indicati nel presente codice, le  informazioni  di           cui  all'allegato  X  A,  punti  1  e  2,  e   ogni   altra           informazione ritenuta utile, secondo il formato dei modelli           di formulari adottati dalla Commissione in conformita' alla           procedura di cui all'articolo 68,  paragrafo  2,  direttiva           2004/17/CE.                7. L'avviso periodico indicativo e' altresi' pubblicato           sui siti informatici di cui all'articolo 66, comma  7,  con           le modalita' ivi previste.                8. Le disposizioni che precedono non si applicano  alle           procedure negoziate senza previa indizione di gara.                9.  Per  progetti  di  grandi  dimensioni,   gli   enti           aggiudicatori possono pubblicare  o  far  pubblicare  dalla           Commissione  avvisi  periodici  indicativi  senza  ripetere           l'informazione  gia'  inclusa  in   un   avviso   periodico           indicativo, purche' indichino chiaramente che si tratta  di           avvisi supplementari.                10. Se gli enti aggiudicatori decidono di introdurre un           sistema di qualificazione a norma dell'articolo  232,  tale           sistema va reso pubblico con un avviso di cui  all'allegato           XIV, indicando le finalita' del sistema di qualificazione e           le  modalita'  per  conoscere  le  norme  relative  al  suo           funzionamento. Quando il sistema ha una durata superiore  a           tre anni, l'avviso viene pubblicato annualmente. Quando  il           sistema ha una durata inferiore e'  sufficiente  un  avviso           iniziale.  L'avviso  sull'esistenza  di   un   sistema   di           qualificazione va trasmesso  alla  Commissione,  pubblicato           sulla Gazzetta Ufficiale, sul profilo di committente e  sui           siti informatici di cui all'articolo 66, comma  7,  con  le           modalita' ivi previste.».

Art. 38            Pubblicita' dei processi di pianificazione, realizzazione                   e valutazione delle opere pubbliche      1. Le  pubbliche  amministrazioni  pubblicano  tempestivamente  sui propri  siti  istituzionali:  i  documenti  di  programmazione  anche pluriennale delle opere pubbliche di competenza dell'amministrazione, le linee guida per la valutazione degli  investimenti;  le  relazioni annuali;  ogni  altro   documento   predisposto   nell'ambito   della valutazione, ivi inclusi i pareri dei valutatori  che  si  discostino dalle scelte delle amministrazioni e gli esiti delle  valutazioni  ex post che si discostino dalle valutazioni  ex  ante;  le  informazioni relative ai Nuclei  di  valutazione  e  verifica  degli  investimenti pubblici di cui all'articolo 1 della legge 17 maggio  1999,  n.  144, incluse le funzioni e i compiti  specifici  ad  essi  attribuiti,  le procedure e i criteri di  individuazione  dei  componenti  e  i  loro nominativi.    2. Le pubbliche  amministrazioni  pubblicano,  fermi  restando  gli obblighi  di  pubblicazione  di  cui  all'articolo  128  del  decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.  163,  le  informazioni  relative  ai tempi, ai costi unitari e  agli  indicatori  di  realizzazione  delle opere pubbliche completate. Le informazioni sui costi sono pubblicate sulla base di uno schema tipo redatto dall'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture,  che  ne  cura altresi'  la  raccolta  e  la  pubblicazione  nel  proprio  sito  web istituzionale al fine di consentirne una agevole comparazione.

Note all'art. 38:                Si riporta il testo  dell'articolo  1  della  legge  17           maggio 1999, n. 144:                «Art. 1. Costituzione di unita'  tecniche  di  supporto           alla programmazione, alla  valutazione  e  al  monitoraggio           degli investimenti pubblici                1. Al fine di migliorare e dare  maggiore  qualita'  ed           efficienza al processo di programmazione delle politiche di           sviluppo, le amministrazioni centrali e  regionali,  previa           intesa con la Conferenza permanente per i rapporti  tra  lo           Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di           Bolzano, istituiscono e  rendono  operativi,  entro  il  31           ottobre 1999, propri nuclei di valutazione e verifica degli           investimenti pubblici che, in raccordo fra loro  e  con  il           Nucleo  di  valutazione  e  verifica   degli   investimenti           pubblici del Ministero del tesoro,  del  bilancio  e  della           programmazione economica, garantiscono il supporto  tecnico           nelle fasi di  programmazione,  valutazione,  attuazione  e           verifica di piani,  programmi  e  politiche  di  intervento           promossi e attuati  da  ogni  singola  amministrazione.  E'           assicurata  l'integrazione  dei  nuclei  di  valutazione  e           verifica  degli  investimenti  pubblici  con   il   Sistema           statistico nazionale, secondo quanto previsto dall'articolo           6 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.                2. I nuclei di valutazione e verifica di cui al comma 1           operano all'interno delle  rispettive  amministrazioni,  in           collegamento con gli uffici  di  statistica  costituiti  ai           sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322,  ed           esprimono  adeguati  livelli  di  competenza   tecnica   ed           operativa al fine di poter  svolgere  funzioni  tecniche  a           forte  contenuto  di  specializzazione,   con   particolare           riferimento per:                a) l'assistenza e il supporto tecnico per  le  fasi  di           programmazione, formulazione e valutazione di documenti  di           programma, per le analisi di  opportunita'  e  fattibilita'           degli investimenti e per la valutazione ex ante di progetti           e interventi, tenendo conto in particolare  di  criteri  di           qualita' ambientale  e  di  sostenibilita'  dello  sviluppo           ovvero  dell'indicazione  della  compatibilita'   ecologica           degli investimenti pubblici;                b) la gestione del Sistema di monitoraggio  di  cui  al           comma 5, da realizzare congiuntamente  con  gli  uffici  di           statistica delle rispettive amministrazioni;                c) l'attivita' volta  alla  graduale  estensione  delle           tecniche proprie  dei  fondi  strutturali  all'insieme  dei           programmi e dei progetti attuati  a  livello  territoriale,           con riferimento alle fasi di  programmazione,  valutazione,           monitoraggio e verifica.                3. Le attivita' volte alla costituzione dei  nuclei  di           valutazione e verifica di  cui  al  comma  1  sono  attuate           autonomamente    sotto    il    profilo     amministrativo,           organizzativo e funzionale  dalle  singole  amministrazioni           tenendo conto delle strutture  similari  gia'  esistenti  e           della    necessita'    di    evitare    duplicazioni.    Le           amministrazioni provvedono a tal fine ad  elaborare,  anche           sulla  base  di  un'adeguata  analisi   organizzativa,   un           programma  di   attuazione   comprensivo   delle   connesse           attivita' di formazione  e  aggiornamento  necessarie  alla           costituzione e all'avvio dei nuclei.                4. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della           presente legge, con decreto del  Presidente  del  Consiglio           dei  ministri,  sentita  la  Conferenza  permanente  per  i           rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di           Trento e  di  Bolzano,  sono  indicate  le  caratteristiche           organizzative  comuni  dei  nuclei  di  cui   al   presente           articolo,  ivi  compresa  la  spettanza  di  compensi  agli           eventuali     componenti     estranei     alla     pubblica           amministrazione, nonche' le modalita' e i  criteri  per  la           formulazione e la realizzazione dei programmi di attuazione           di cui al comma 3.                5. E' istituito presso  il  Comitato  interministeriale           per la  programmazione  economica  (CIPE)  il  «Sistema  di           monitoraggio degli investimenti  pubblici»  (MIP),  con  il           compito    di    fornire    tempestivamente    informazioni           sull'attuazione   delle   politiche   di   sviluppo,    con           particolare riferimento ai  programmi  cofinanziati  con  i           fondi strutturali europei,  sulla  base  dell'attivita'  di           monitoraggio svolta dai nuclei di  cui  al  comma  1.  Tale           attivita' concerne le modalita' attuative dei programmi  di           investimento    e    l'avanzamento     tecnico-procedurale,           finanziario e fisico dei singoli interventi. Il Sistema  di           monitoraggio  degli  investimenti  pubblici  e'  funzionale           all'alimentazione di  una  banca  dati  tenuta  nell'ambito           dello stesso CIPE, anche con  l'utilizzazione  del  Sistema           informativo  integrato  del  Ministero  del   tesoro,   del           bilancio e della programmazione  economica.  Il  CIPE,  con           propria   deliberazione,   costituisce   e   definisce   la           strutturazione   del   Sistema   di   monitoraggio    degli           investimenti pubblici disciplina il  suo  funzionamento  ed           emana indirizzi per la sua attivita', previa intesa con  la           Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le           regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.                6.  Il  Sistema  di  monitoraggio  degli   investimenti           pubblici deve essere flessibile ed integrabile in modo tale           da essere  funzionale  al  progetto  «Rete  unitaria  della           pubblica  amministrazione»,  di  cui  alla  direttiva   del           Presidente del Consiglio dei ministri 5  settembre  1995  ,           pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 272 del 21  novembre           1995.   Le   informazioni   derivanti   dall'attivita'   di           monitoraggio sono trasmesse dal CIPE alla Cabina  di  regia           nazionale di cui all'articolo 6 del decreto-legge 23 giugno           1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge  8           agosto   1995,    n.    341,    alla    sezione    centrale           dell'Osservatorio dei lavori pubblici e, in relazione  alle           rispettive competenze, a tutte le amministrazioni  centrali           e regionali.  Il  CIPE  invia  un  rapporto  semestrale  al           Parlamento.                7. Per le finalita' di cui al  presente  articolo,  ivi           compreso il ruolo di  coordinamento  svolto  dal  CIPE,  e'           istituito un fondo da ripartire, previa  deliberazione  del           CIPE, sentita la Conferenza permanente per i  rapporti  tra           lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di           Bolzano, con decreto del Ministro del tesoro, del  bilancio           e della programmazione  economica.  Per  la  dotazione  del           fondo e' autorizzata la spesa di lire 8 miliardi per l'anno           1999 e di lire 10  miliardi  annue  a  decorrere  dall'anno           2000.                8. All'onere  derivante  dall'attuazione  del  presente           articolo, pari a 8 miliardi di lire per l'anno  1999  e  10           miliardi di lire per ciascuno degli anni 2000  e  2001,  si           provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto, ai           fini  del   bilancio   triennale   1999-2001,   nell'ambito           dell'unita' previsionale di base di parte  corrente  «Fondo           speciale» dello  stato  di  previsione  del  Ministero  del           tesoro, del bilancio e della programmazione  economica  per           l'anno  1999,  parzialmente  utilizzando   l'accantonamento           relativo al medesimo Ministero.                9. Per le finalita' di cui al comma 1, il CIPE, sentita           la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,  le           regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano  e           previo parere  delle  competenti  Commissioni  parlamentari           permanenti, entro dodici mesi  dalla  data  di  entrata  in           vigore della presente legge,  indica  i  criteri  ai  quali           dovranno attenersi le regioni e  le  province  autonome  al           fine di suddividere il  rispettivo  territorio  in  Sistemi           locali del lavoro,  individuando  tra  questi  i  distretti           economico-produttivi sulla base di  una  metodologia  e  di           indicatori elaborati dall'Istituto nazionale di  statistica           (ISTAT), che ne curera'  anche  l'aggiornamento  periodico.           Tali  indicatori   considereranno   fenomeni   demografici,           sociali, economici, nonche' la dotazione infrastrutturale e           la  presenza  di  fattori  di  localizzazione,   situazione           orografica  e   condizione   ambientale   ai   fini   della           programmazione delle politiche di sviluppo di cui al  comma           1. Sono fatte salve le competenze in materia delle regioni,           delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti           locali.».                Si  riporta  il  testo  dell'articolo  128  del  citato           decreto legislativo n. 163 del 2006:                «Art. 128. Programmazione dei lavori pubblici                1. L'attivita' di realizzazione dei lavori  di  cui  al           presente codice di singolo importo superiore a 100.000 euro           si svolge sulla base di un programma triennale  e  di  suoi           aggiornamenti annuali che le amministrazioni aggiudicatrici           predispongono  e  approvano,  nel  rispetto  dei  documenti           programmatori, gia' previsti  dalla  normativa  vigente,  e           della  normativa  urbanistica,  unitamente  all'elenco  dei           lavori da realizzare nell'anno stesso.                2. Il programma triennale costituisce momento attuativo           di  studi  di   fattibilita'   e   di   identificazione   e           quantificazione dei propri bisogni che  le  amministrazioni           aggiudicatrici  predispongono  nell'esercizio  delle   loro           autonome competenze e, quando esplicitamente  previsto,  di           concerto con altri soggetti, in conformita' agli  obiettivi           assunti come prioritari. Gli  studi  individuano  i  lavori           strumentali  al  soddisfacimento  dei   predetti   bisogni,           indicano   le   caratteristiche    funzionali,    tecniche,           gestionali  ed  economico  -  finanziarie  degli  stessi  e           contengono  l'analisi  dello  stato  di   fatto   di   ogni           intervento  nelle  sue  eventuali  componenti   storico   -           artistiche, architettoniche, paesaggistiche,  e  nelle  sue           componenti   di   sostenibilita'   ambientale,   socio    -           economiche, amministrative e tecniche.  In  particolare  le           amministrazioni aggiudicatrici individuano con priorita'  i           bisogni  che  possono   essere   soddisfatti   tramite   la           realizzazione di lavori finanziabili con capitali  privati,           in quanto suscettibili di gestione economica. Lo schema  di           programma triennale e i  suoi  aggiornamenti  annuali  sono           resi pubblici,  prima  della  loro  approvazione,  mediante           affissione nella sede delle amministrazioni  aggiudicatrici           per almeno sessanta  giorni  consecutivi  ed  eventualmente           mediante pubblicazione sul  profilo  di  committente  della           stazione appaltante.                3. Il programma triennale deve prevedere un  ordine  di           priorita'. Nell'ambito di  tale  ordine  sono  da  ritenere           comunque prioritari i lavori di manutenzione,  di  recupero           del patrimonio esistente, di completamento dei lavori  gia'           iniziati,  i  progetti  esecutivi  approvati,  nonche'  gli           interventi  per  i  quali  ricorra   la   possibilita'   di           finanziamento con capitale privato maggioritario.                4. Nel programma triennale  sono  altresi'  indicati  i           beni immobili pubblici che,  al  fine  di  quanto  previsto           dall'articolo  53,  comma  6,  possono  essere  oggetto  di           diretta alienazione anche del solo diritto  di  superficie,           previo esperimento di una gara; tali beni sono classificati           e  valutati  anche  rispetto  ad  eventuali  caratteri   di           rilevanza storico-artistica, architettonica,  paesaggistica           e  ambientale  e  ne  viene  acquisita  la   documentazione           catastale e ipotecaria.                5.   Le   amministrazioni   aggiudicatrici   nel   dare           attuazione  ai  lavori  previsti  dal  programma  triennale           devono rispettare le priorita'  ivi  indicate.  Sono  fatti           salvi gli interventi  imposti  da  eventi  imprevedibili  o           calamitosi, nonche' le modifiche dipendenti da sopravvenute           disposizioni di legge o regolamentari ovvero da altri  atti           amministrativi adottati a livello statale o regionale.                6. L'inclusione di un  lavoro  nell'elenco  annuale  e'           subordinata, per i lavori di importo inferiore a  1.000.000           di euro, alla previa approvazione almeno di uno  studio  di           fattibilita' e, per i lavori di importo pari o superiore  a           1.000.000 di euro, alla previa  approvazione  almeno  della           progettazione preliminare, redatta ai  sensi  dell'articolo           93, salvo che per i lavori di manutenzione, per i quali  e'           sufficiente  l'indicazione  degli  interventi  accompagnata           dalla stima sommaria dei costi, nonche' per i lavori di cui           all'articolo 153 per i quali e' sufficiente  lo  studio  di           fattibilita'.                7. Un lavoro puo' essere inserito nell'elenco  annuale,           limitatamente ad uno o piu' lotti, purche' con  riferimento           all'intero lavoro  sia  stata  elaborata  la  progettazione           almeno  preliminare   e   siano   state   quantificate   le           complessive   risorse   finanziarie   necessarie   per   la           realizzazione   dell'intero   lavoro.    In    ogni    caso           l'amministrazione aggiudicatrice  nomina,  nell'ambito  del           personale ad essa addetto, un soggetto idoneo a certificare           la funzionalita', fruibilita'  e  fattibilita'  di  ciascun           lotto.                8. I progetti dei lavori degli enti  locali  ricompresi           nell'elenco annuale devono essere conformi  agli  strumenti           urbanistici vigenti o adottati. Ove gli enti  locali  siano           sprovvisti   di   tali   strumenti   urbanistici,   decorso           inutilmente un  anno  dal  termine  ultimo  previsto  dalla           normativa vigente per la loro adozione, e fino all'adozione           medesima,  gli  enti  stessi  sono  esclusi  da   qualsiasi           contributo o agevolazione dello Stato in materia di  lavori           pubblici. Resta ferma l'applicabilita'  delle  disposizioni           di cui agli articoli  9,  10,  11  e  19  del  decreto  del           Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e di  cui           all'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000,  n.           267.                9. L'elenco annuale predisposto  dalle  amministrazioni           aggiudicatrici deve essere approvato unitamente al bilancio           preventivo, di cui costituisce  parte  integrante,  e  deve           contenere  l'indicazione  dei  mezzi  finanziari  stanziati           sullo stato di previsione o sul  proprio  bilancio,  ovvero           disponibili in base a contributi  o  risorse  dello  Stato,           delle regioni a statuto ordinario o di altri enti pubblici,           gia'  stanziati  nei  rispettivi  stati  di  previsione   o           bilanci, nonche' acquisibili ai sensi dell'articolo  3  del           decreto-legge 31 ottobre  1990,  n.  310,  convertito,  con           modificazioni, dalla legge 22  dicembre  1990,  n.  403,  e           successive   modificazioni.   Un   lavoro   non    inserito           nell'elenco annuale puo' essere realizzato solo sulla  base           di un autonomo piano finanziario che non  utilizzi  risorse           gia' previste tra i mezzi  finanziari  dell'amministrazione           al momento della formazione  dell'elenco,  fatta  eccezione           per le risorse resesi  disponibili  a  seguito  di  ribassi           d'asta o di economie. Agli  enti  locali  si  applicano  le           disposizioni previste dal  decreto  legislativo  18  agosto           2000, n. 267.                10. I lavori non ricompresi nell'elenco annuale  o  non           ricadenti nelle ipotesi di cui al comma 5, secondo periodo,           non possono ricevere alcuna forma di finanziamento da parte           di pubbliche amministrazioni.                11. Le amministrazioni aggiudicatrici  sono  tenute  ad           adottare il programma triennale e gli elenchi  annuali  dei           lavori sulla base degli schemi tipo, che sono definiti  con           decreto del  Ministro  delle  infrastrutture;  i  programmi           triennali e gli elenchi annuali dei lavori sono  pubblicati           sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture  di           cui al decreto del Ministro dei lavori  pubblici  6  aprile           2001, n. 20 e  per  estremi  sul  sito  informatico  presso           l'Osservatorio.                12. I programmi triennali e gli aggiornamenti  annuali,           fatta eccezione per quelli  predisposti  dagli  enti  e  da           amministrazioni locali e loro associazioni e consorzi, sono           altresi'   trasmessi   al   CIPE,   entro   trenta   giorni           dall'approvazione per la verifica della loro compatibilita'           con i documenti programmatori vigenti.».

Art. 39             Trasparenza dell'attivita' di pianificazione e governo                             del territorio      1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano:      a) gli atti di governo del  territorio,  quali,  tra  gli  altri, piani  territoriali,  piani  di  coordinamento,   piani   paesistici, strumenti urbanistici, generali e  di  attuazione,  nonche'  le  loro varianti;      b)  per  ciascuno  degli  atti  di  cui  alla  lettera  a)   sono pubblicati, tempestivamente, gli schemi di  provvedimento  prima  che siano  portati  all'approvazione;   le   delibere   di   adozione   o approvazione; i relativi allegati tecnici.    2.  La  documentazione   relativa   a   ciascun   procedimento   di presentazione  e  approvazione  delle  proposte   di   trasformazione urbanistica  d'iniziativa  privata  o  pubblica  in   variante   allo strumento urbanistico generale comunque  denominato  vigente  nonche' delle proposte di trasformazione urbanistica d'iniziativa  privata  o pubblica in attuazione dello strumento urbanistico  generale  vigente che comportino premialita' edificatorie  a  fronte  dell'impegno  dei privati alla realizzazione di opere di urbanizzazione extra  oneri  o della cessione  di  aree  o  volumetrie  per  finalita'  di  pubblico interesse e' pubblicata in una sezione apposita nel sito  del  comune interessato, continuamente aggiornata.    3. La pubblicita' degli atti di cui al  comma  1,  lettera  a),  e' condizione per l'acquisizione dell'efficacia degli atti stessi.    4. Restano ferme le discipline di dettaglio previste dalla  vigente legislazione statale e regionale.

Art. 40              Pubblicazione e accesso alle informazioni ambientali      1.  In  materia  di  informazioni  ambientali  restano   ferme   le disposizioni di maggior tutela gia' previste  dall'articolo  3-sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dalla  legge  16  marzo 2001, n. 108, nonche' dal decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 195.    2. Le amministrazioni di cui all'articolo 2, comma 1,  lettera  b), del decreto legislativo n. 195 del 2005, pubblicano, sui propri  siti istituzionali  e  in  conformita'  a  quanto  previsto  dal  presente decreto, le informazioni ambientali di cui all'articolo 2,  comma  1, lettera a), del decreto legislativo  19  agosto  2005,  n.  195,  che detengono ai fini delle proprie attivita' istituzionali,  nonche'  le relazioni di cui all'articolo 10 del medesimo decreto legislativo. Di tali informazioni deve essere dato specifico rilievo  all'interno  di un'apposita sezione detta «Informazioni ambientali».    3. Sono fatti salvi i casi di esclusione  del  diritto  di  accesso alle informazioni  ambientali  di  cui  all'articolo  5  del  decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.    4. L'attuazione degli obblighi di cui al presente articolo  non  e' in alcun caso subordinata alla  stipulazione  degli  accordi  di  cui all'articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.  Sono fatti salvi gli effetti degli accordi eventualmente  gia'  stipulati, qualora assicurino livelli di  informazione  ambientale  superiori  a quelli garantiti dalle disposizioni del presente decreto. Resta fermo il potere di  stipulare  ulteriori  accordi  ai  sensi  del  medesimo articolo 11, nel rispetto  dei  livelli  di  informazione  ambientale garantiti dalle disposizioni del presente decreto.

Note all'art. 40:                Si riporta il testo dell'articolo 3-sexies del  decreto           legislativo 3 aprile 2006, n. 152:                «Art. 3-sexies. Diritto di  accesso  alle  informazioni           ambientali e di partecipazione a scopo collaborativo                1. In attuazione della legge 7 agosto 1990, n.  241,  e           successive  modificazioni,   e   delle   previsioni   della           Convenzione di Aarhus, ratificata dall'Italia con la  legge           16 marzo 2001, n. 108, e ai sensi del  decreto  legislativo           19 agosto 2005, n. 195, chiunque,  senza  essere  tenuto  a           dimostrare la sussistenza di  un  interesse  giuridicamente           rilevante, puo' accedere alle  informazioni  relative  allo           stato  dell'ambiente  e  del   paesaggio   nel   territorio           nazionale.».                La legge 16 marzo 2001, n.108 (Ratifica  ed  esecuzione           della  Convenzione  sull'accesso  alle   informazioni,   la           partecipazione  del  pubblico  ai  processi  decisionali  e           l'accesso alla giustizia in  materia  ambientale,  con  due           allegati, fatta ad Aarhus il 25 giugno 1998), e' pubblicata           nella Gazzetta Ufficiale 11 aprile 2001, n. 85.                Il  decreto   legislativo   19   agosto   2005,   n.195           (Attuazione  della  direttiva  2003/4/CE  sull'accesso  del           pubblico all'informazione ambientale), e' pubblicato  nella           Gazzetta Ufficiale 23 settembre 2005, n. 222.                Si riporta il testo degli articoli 2, comma 1,  lettere           a) e b), 5, 10 e 11 del citato decreto legislativo  n.  195           del 2005:                «Art. 2. Definizioni                1. Ai fini del presente decreto s'intende per:                a) «informazione  ambientale»:  qualsiasi  informazione           disponibile in forma scritta, visiva,  sonora,  elettronica           od in qualunque altra forma materiale concernente:                1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria,           l'atmosfera, l'acqua,  il  suolo,  il  territorio,  i  siti           naturali, compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine,           la diversita' biologica ed  i  suoi  elementi  costitutivi,           compresi  gli  organismi   geneticamente   modificati,   e,           inoltre, le interazioni tra questi elementi;                2) fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore,  le           radiazioni od  i  rifiuti,  anche  quelli  radioattivi,  le           emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che           incidono o possono incidere sugli  elementi  dell'ambiente,           individuati al numero 1);                3) le misure, anche amministrative, quali le politiche,           le disposizioni legislative,  i  piani,  i  programmi,  gli           accordi ambientali e  ogni  altro  atto,  anche  di  natura           amministrativa, nonche' le attivita' che incidono o possono           incidere sugli elementi e sui fattori dell'ambiente di  cui           ai numeri 1) e 2), e le misure o le attivita' finalizzate a           proteggere i suddetti elementi;                4)  le  relazioni  sull'attuazione  della  legislazione           ambientale;                5)  le  analisi  costi-benefici  ed  altre  analisi  ed           ipotesi economiche, usate nell'ambito delle misure e  delle           attivita' di cui al numero 3);                6) lo stato  della  salute  e  della  sicurezza  umana,           compresa la  contaminazione  della  catena  alimentare,  le           condizioni della vita umana, il paesaggio,  i  siti  e  gli           edifici d'interesse  culturale,  per  quanto  influenzabili           dallo stato degli elementi dell'ambiente di cui al punto 1)           o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cui ai           punti 2) e 3);                b) «autorita' pubblica»: le  amministrazioni  pubbliche           statali, regionali, locali, le aziende autonome e speciali,           gli enti pubblici ed i concessionari di  pubblici  servizi,           nonche' ogni persona fisica o giuridica che svolga funzioni           pubbliche connesse alle  tematiche  ambientali  o  eserciti           responsabilita' amministrative sotto  il  controllo  di  un           organismo pubblico;                (Omissis).»                «Art. 5. Casi di esclusione del diritto di accesso                1. L'accesso all'informazione ambientale e' negato  nel           caso in cui:                a)   l'informazione   richiesta   non    e'    detenuta           dall'autorita' pubblica alla quale e' rivolta la  richiesta           di accesso. In tale caso l'autorita' pubblica,  se  conosce           quale   autorita'   detiene    l'informazione,    trasmette           rapidamente la richiesta a quest'ultima  e  ne  informa  il           richiedente  ovvero  comunica   allo   stesso   quale   sia           l'autorita' pubblica  dalla  quale  e'  possibile  ottenere           l'informazione richiesta;                b) la richiesta e' manifestamente  irragionevole  avuto           riguardo alle finalita' di cui all'articolo 1;                c) la richiesta e' espressa in  termini  eccessivamente           generici;                d) la richiesta concerne materiali,  documenti  o  dati           incompleti o in  corso  di  completamento.  In  tale  caso,           l'autorita'   pubblica   informa   il   richiedente   circa           l'autorita'  che   prepara   il   materiale   e   la   data           approssimativa  entro  la  quale  detto   materiale   sara'           disponibile;                e) la richiesta riguarda comunicazioni interne, tenuto,           in ogni caso, conto dell'interesse  pubblico  tutelato  dal           diritto di accesso.                2.  L'accesso  all'informazione  ambientale  e'  negato           quando la divulgazione dell'informazione reca pregiudizio:                a) alla riservatezza delle deliberazioni interne  delle           autorita'  pubbliche,  secondo   quanto   stabilito   dalle           disposizioni vigenti in materia;                b)  alle   relazioni   internazionali,   all'ordine   e           sicurezza pubblica o alla difesa nazionale;                c) allo svolgimento di procedimenti giudiziari  o  alla           possibilita' per l'autorita' pubblica di svolgere  indagini           per l'accertamento di illeciti;                d) alla riservatezza delle informazioni  commerciali  o           industriali, secondo quanto  stabilito  dalle  disposizioni           vigenti in materia, per la tutela di un legittimo interesse           economico  e  pubblico,  ivi   compresa   la   riservatezza           statistica ed il segreto fiscale,  nonche'  ai  diritti  di           proprieta' industriale, di cui al  decreto  legislativo  10           febbraio 2005, n. 30;                e) ai diritti di proprieta' intellettuale;                f) alla riservatezza dei dati personali  o  riguardanti           una  persona  fisica,  nel  caso  in  cui  essa  non  abbia           acconsentito   alla   divulgazione   dell'informazione   al           pubblico, tenuto conto  di  quanto  stabilito  dal  decreto           legislativo 30 giugno 2003, n. 196;                g) agli interessi o alla protezione di  chiunque  abbia           fornito di  sua  volonta'  le  informazioni  richieste,  in           assenza di un obbligo di  legge,  a  meno  che  la  persona           interessata  abbia  acconsentito  alla  divulgazione  delle           informazioni in questione;                h) alla tutela dell'ambiente e del  paesaggio,  cui  si           riferisce l'informazione, come nel caso dell'ubicazione  di           specie rare.                3. L'autorita' pubblica  applica  le  disposizioni  dei           commi 1 e 2 in modo restrittivo, effettuando, in  relazione           a ciascuna richiesta di accesso, una valutazione  ponderata           fra  l'interesse  pubblico  all'informazione  ambientale  e           l'interesse tutelato dall'esclusione dall'accesso.                4. Nei casi di cui al comma 2, lettere a), d), f), g) e           h), la  richiesta  di  accesso  non  puo'  essere  respinta           qualora riguardi informazioni su emissioni nell'ambiente.                5. Nei casi di cui al comma 1, lettere d) ed e), ed  al           comma 2, l'autorita' pubblica dispone un accesso  parziale,           a favore del richiedente, qualora sia  possibile  espungere           dall'informazione richiesta  le  informazioni  escluse  dal           diritto di accesso ai sensi dei citati commi 1 e 2.                6. Nei casi in cui il diritto di accesso  e'  rifiutato           in tutto o in parte, l'autorita'  pubblica  ne  informa  il           richiedente  per  iscritto  o,   se   richiesto,   in   via           informatica, entro i termini previsti all'articolo 3, comma           2,  precisando  i  motivi  del  rifiuto  ed  informando  il           richiedente   della   procedura   di    riesame    prevista           all'articolo 7.»                «Art. 10. Relazioni                1. A decorrere dall'anno 2005  e  fino  all'anno  2008,           entro il 30 dicembre di  ogni  anno,  l'autorita'  pubblica           trasmette al Ministero dell'ambiente  e  della  tutela  del           territorio i dati degli archivi automatizzati previsti agli           articoli  11  e  12  del  decreto  del   Presidente   della           Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, relativi alle  richieste           d'accesso   all'informazione   ambientale,   nonche'    una           relazione sugli adempimenti posti in essere in applicazione           del presente decreto.                2. Entro il 14 febbraio 2009 il Ministero dell'ambiente           e della tutela del territorio  elabora,  sulla  base  delle           informazioni di cui al  comma  1  e  secondo  le  modalita'           definite  a  livello  comunitario,  una   relazione   sulla           attuazione del presente decreto.                3. Entro il 14 agosto 2009 il Ministero dell'ambiente e           della tutela del territorio trasmette la relazione  di  cui           al comma 1 alla Commissione europea.  Detta  relazione  e',           altresi', presentata dal  Ministro  dell'ambiente  e  della           tutela del territorio al Parlamento e resa  accessibile  al           pubblico.                4. La relazione  sullo  stato  dell'ambiente,  prevista           dall'articolo 1, comma 6, della legge  8  luglio  1986,  n.           349, e' pubblicata  dal  Ministero  dell'ambiente  e  della           tutela  del  territorio  con  modalita'  atte  a  garantire           l'effettiva disponibilita' al pubblico.»                «Art. 11. Aspetti organizzativi e procedimentali  delle           regioni e degli enti locali                1. In attuazione del principio di leale collaborazione,           gli aspetti organizzativi e procedimentali, che  lo  Stato,           le  regioni  e  gli  enti  locali  debbono   definire   per           l'attuazione del presente decreto  sono  individuati  sulla           base di accordi,  da  raggiungere  in  sede  di  Conferenza           unificata ai sensi della legge 5 giugno 2003, n. 131, entro           tre mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente           decreto. Nell'ambito di tali accordi sono individuati:                a) le  modalita'  di  coordinamento  tra  le  Autorita'           pubbliche;                b)  i  livelli  minimi  omogenei  di  informazione   al           pubblico in  applicazione  dell'articolo  5,  comma  4,  in           coerenza con le norme in  materia  di  protezione  di  dati           personali e nel rispetto  della  normativa  comunitaria  in           materia  di  riutilizzo  delle  informazioni  nel   settore           pubblico;                c)  i  criteri  di   riferimento   per   l'applicazione           dell'articolo 5;                d) le modalita' di produzione della  relazione  annuale           sull'applicazione del presente decreto.».

Art. 41                  Trasparenza del servizio sanitario nazionale      1. Le amministrazioni e gli enti del servizio sanitario  nazionale, dei servizi sanitari regionali, ivi  comprese  le  aziende  sanitarie territoriali ed ospedaliere, le agenzie e gli altri enti ed organismi pubblici che svolgono attivita' di  programmazione  e  fornitura  dei servizi sanitari, sono tenute all'adempimento di tutti  gli  obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente.    2  Le  aziende  sanitarie  ed  ospedaliere  pubblicano   tutte   le informazioni e i dati concernenti le procedure di conferimento  degli incarichi di direttore  generale,  direttore  sanitario  e  direttore amministrativo,  nonche'   degli   incarichi   di   responsabile   di dipartimento e di strutture semplici  e  complesse,  ivi  compresi  i bandi e gli  avvisi  di  selezione,  lo  svolgimento  delle  relative procedure, gli atti di conferimento.    3 Alla dirigenza sanitaria di cui al comma 2, fatta eccezione per i responsabili di strutture semplici,  si  applicano  gli  obblighi  di pubblicazione di cui all'articolo 15. Per attivita' professionali, ai sensi del comma 1, lettera c) dell'articolo 15, si intendono anche le prestazioni professionali svolte in regime intramurario.    4 E' pubblicato e annualmente aggiornato l'elenco  delle  strutture sanitarie private accreditate. Sono altresi' pubblicati  gli  accordi con esse intercorsi.    5. Le regioni includono il  rispetto  di  obblighi  di  pubblicita' previsti  dalla  normativa  vigente   fra   i   requisiti   necessari all'accreditamento delle strutture sanitarie.    6. Gli enti, le aziende e le  strutture  pubbliche  e  private  che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario sono  tenuti  ad indicare nel proprio sito, in una apposita sezione denominata  «Liste di attesa», il tempi di attesa previsti e i tempi medi  effettivi  di attesa per ciascuna tipologia di prestazione erogata.

Art. 42    Obblighi di pubblicazione concernenti gli interventi  straordinari  e   di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente.      1.  Le  pubbliche  amministrazioni   che   adottano   provvedimenti contingibili e urgenti  e  in  generale  provvedimenti  di  carattere straordinario in caso di calamita' naturali o di altre emergenze, ivi comprese le amministrazioni commissariali e straordinarie  costituite in base alla legge 24  febbraio  1992,  n.  225,  o  a  provvedimenti legislativi di urgenza, pubblicano:    a) i provvedimenti adottati,  con  la  indicazione  espressa  delle norme di legge eventualmente derogate  e  dei  motivi  della  deroga, nonche'   l'indicazione   di   eventuali   atti   amministrativi    o giurisdizionali intervenuti;    b) i termini temporali eventualmente fissati  per  l'esercizio  dei poteri di adozione dei provvedimenti straordinari;    c)  il  costo  previsto  degli  interventi  e  il  costo  effettivo sostenuto dall'amministrazione;    d) le particolari forme  di  partecipazione  degli  interessati  ai procedimenti di adozione dei provvedimenti straordinari.

Capo VI

Vigilanza sull'attuazione delle disposizioni e sanzioni

Art. 43                         Responsabile per la trasparenza      1. All'interno di  ogni  amministrazione  il  responsabile  per  la prevenzione della corruzione, di cui all'articolo 1, comma  7,  della legge 6 novembre 2012, n. 190,  svolge,  di  norma,  le  funzioni  di Responsabile per la trasparenza, di seguito «Responsabile», e il  suo nominativo e' indicato nel Programma triennale per la  trasparenza  e l'integrita'. Il  responsabile  svolge  stabilmente  un'attivita'  di controllo  sull'adempimento  da  parte   dell'amministrazione   degli obblighi  di  pubblicazione   previsti   dalla   normativa   vigente, assicurando la completezza,  la  chiarezza  e  l'aggiornamento  delle informazioni pubblicate, nonche' segnalando all'organo  di  indirizzo politico,   all'Organismo   indipendente   di   valutazione    (OIV), all'Autorita'  nazionale  anticorruzione  e,  nei  casi  piu'  gravi, all'ufficio di disciplina i casi di mancato o  ritardato  adempimento degli obblighi di pubblicazione.    2.  Il  responsabile  provvede  all'aggiornamento   del   Programma triennale per la trasparenza e l'integrita',  all'interno  del  quale sono previste specifiche misure di monitoraggio sull'attuazione degli obblighi di trasparenza e ulteriori misure e iniziative di promozione della trasparenza in rapporto con il Piano anticorruzione.    3.  I  dirigenti  responsabili  degli  uffici  dell'amministrazione garantiscono il tempestivo e regolare flusso  delle  informazioni  da pubblicare ai fini del rispetto dei termini stabiliti dalla legge.    4. Il responsabile controlla  e  assicura  la  regolare  attuazione dell'accesso civico sulla  base  di  quanto  stabilito  dal  presente decreto.    5. In relazione alla loro gravita', il responsabile segnala i  casi di inadempimento o di adempimento parziale degli obblighi in  materia di pubblicazione previsti dalla  normativa  vigente,  all'ufficio  di disciplina,  ai  fini  dell'eventuale  attivazione  del  procedimento disciplinare. Il responsabile segnala altresi' gli  inadempimenti  al vertice    politico    dell'amministrazione,    all'OIV    ai    fini dell'attivazione delle altre forme di responsabilita'.

Note all'art. 43:                Si riporta il testo dell'articolo  1,  comma  7,  della           citata legge n. 190 del 2012:                «Art. 1.                (Omissis).                7.  A  tal  fine,  l'organo   di   indirizzo   politico           individua, di norma tra i dirigenti amministrativi di ruolo           di  prima  fascia  in  servizio,  il   responsabile   della           prevenzione  della  corruzione.  Negli  enti   locali,   il           responsabile  della   prevenzione   della   corruzione   e'           individuato, di norma,  nel  segretario,  salva  diversa  e           motivata determinazione.                (Omissis).».

Art. 44               Compiti degli organismi indipendenti di valutazione      1. L'organismo indipendente di valutazione verifica la coerenza tra gli obiettivi previsti nel Programma triennale per la  trasparenza  e l'integrita' di cui all'articolo 10 e quelli indicati nel Piano della performance,   valutando   altresi'   l'adeguatezza   dei    relativi indicatori. I soggetti deputati alla misurazione e valutazione  delle performance, nonche' l'OIV,  utilizzano  le  informazioni  e  i  dati relativi all'attuazione degli obblighi di trasparenza ai  fini  della misurazione e valutazione delle performance  sia  organizzativa,  sia individuale del responsabile  e  dei  dirigenti  dei  singoli  uffici responsabili della trasmissione dei dati.

Art. 45    Compiti della Commissione  per  la  valutazione,  l'integrita'  e  la   trasparenza delle pubbliche amministrazioni (CIVIT).      1.  La  CIVIT,   anche   in   qualita'   di   Autorita'   nazionale anticorruzione, controlla  l'esatto  adempimento  degli  obblighi  di pubblicazione previsti dalla normativa  vigente,  esercitando  poteri ispettivi  mediante  richiesta  di  notizie,  informazioni,  atti   e documenti alle amministrazioni pubbliche e  ordinando  l'adozione  di atti o provvedimenti richiesti dalla  normativa  vigente,  ovvero  la rimozione di comportamenti o atti  contrastanti  con  i  piani  e  le regole sulla trasparenza.    2.  La  CIVIT,   anche   in   qualita'   di   Autorita'   nazionale anticorruzione,  controlla  l'operato   dei   responsabili   per   la trasparenza a cui puo'  chiedere  il  rendiconto  sui  risultati  del controllo svolto all'interno delle  amministrazioni.  La  CIVIT  puo' inoltre chiedere  all'organismo  indipendente  di  valutazione  (OIV) ulteriori informazioni sul controllo  dell'esatto  adempimento  degli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa vigente.    3. La CIVIT puo' inoltre  avvalersi  delle  banche  dati  istituite presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento  della funzione  pubblica  per  il  monitoraggio  degli  adempimenti   degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente.    4. In relazione alla loro gravita', la  CIVIT  segnala  i  casi  di inadempimento  o  di   adempimento   parziale   degli   obblighi   di pubblicazione  previsti  dalla  normativa  vigente   all'ufficio   di disciplina dell'amministrazione interessata  ai  fini  dell'eventuale attivazione del procedimento disciplinare a carico del responsabile o del dirigente tenuto alla trasmissione delle informazioni.  La  CIVIT segnala  altresi'  gli  inadempimenti  ai  vertici   politici   delle amministrazioni, agli OIV e, se del caso, alla Corte  dei  conti,  ai fini dell'attivazione delle altre forme di responsabilita'. La  CIVIT rende pubblici i relativi provvedimenti. La CIVIT, inoltre, controlla e  rende  noti  i  casi  di  mancata  attuazione  degli  obblighi  di pubblicazione  di  cui  all'articolo   14   del   presente   decreto, pubblicando i nominativi dei soggetti interessati per i quali non  si e' proceduto alla pubblicazione.

Art. 46               Violazione degli obblighi di trasparenza - Sanzioni      1. L'inadempimento degli obblighi di pubblicazione  previsti  dalla normativa  vigente  o  la  mancata  predisposizione   del   Programma triennale per la trasparenza e l'integrita' costituiscono elemento di valutazione della responsabilita' dirigenziale,  eventuale  causa  di responsabilita' per danno all'immagine  dell'amministrazione  e  sono comunque valutati ai fini della corresponsione della retribuzione  di risultato e del trattamento  accessorio  collegato  alla  performance individuale dei responsabili.    2. Il responsabile non risponde dell'inadempimento  degli  obblighi di cui al comma 1 se prova che tale inadempimento e' dipeso da  causa a lui non imputabile.

Art. 47                           Sanzioni per casi specifici      1. La mancata o incompleta comunicazione delle informazioni  e  dei dati di cui all'articolo 14, concernenti la  situazione  patrimoniale complessiva del titolare dell'incarico al momento dell'assunzione  in carica,  la  titolarita'  di  imprese,  le  partecipazioni  azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il  secondo  grado,  nonche' tutti i compensi cui da diritto l'assunzione della carica, da'  luogo a una sanzione amministrativa pecuniaria  da  500  a  10.000  euro  a carico del responsabile della mancata  comunicazione  e  il  relativo provvedimento e' pubblicato sul sito internet dell'amministrazione  o organismo interessato.    2.  La  violazione  degli  obblighi   di   pubblicazione   di   cui all'articolo 22, comma 2, da' luogo ad  una  sanzione  amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000  euro  a  carico  del  responsabile  della violazione.  La  stessa  sanzione  si  applica  agli   amministratori societari che non comunicano ai soci pubblici il proprio incarico  ed il relativo compenso entro trenta giorni dal conferimento ovvero, per le indennita' di risultato, entro trenta giorni dal percepimento.    3. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 sono  irrogate  dall'autorita' amministrativa competente in base a quanto previsto  dalla  legge  24 novembre 1981, n. 689.

Note all'art. 47:                La legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema           penale), e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 novembre           1981, n. 329.

Capo VII

Disposizioni finali e transitorie

Art. 48               Norme sull'attuazione degli obblighi di pubblicita'                              e trasparenza      1. Il  Dipartimento  della  funzione  pubblica  definisce  criteri, modelli e schemi standard per l'organizzazione, la codificazione e la rappresentazione dei documenti, delle informazioni e dei dati oggetto di pubblicazione  obbligatoria  ai  sensi  della  normativa  vigente, nonche'    relativamente     all'organizzazione     della     sezione «Amministrazione trasparente».    2. L'allegato A, che  costituisce  parte  integrante  del  presente decreto, individua modelli e schemi standard per l'organizzazione, la codificazione e la rappresentazione dei documenti, delle informazioni e dei dati oggetto  di  pubblicazione  obbligatoria  ai  sensi  della normativa  vigente.  Alla  eventuale  modifica  dell'allegato  A   si provvede con i decreti di cui al comma 3.    3. Gli standard, i modelli e gli schemi di  cui  al  comma  1  sono adottati con decreti  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri, sentiti  il  Garante  per  la  protezione  dei  dati  personali,   la Conferenza unificata, l'Agenzia Italia Digitale, la CIVIT e l'ISTAT.    4. I decreti di cui al comma 3 recano disposizioni finalizzate:      a) ad assicurare il coordinamento informativo e  informatico  dei dati, per  la  soddisfazione  delle  esigenze  di  uniformita'  delle modalita' di codifica e di rappresentazione delle informazioni e  dei dati pubblici, della loro confrontabilita' e  della  loro  successiva rielaborazione;      b) a definire, anche per specifici settori e tipologie di dati, i requisiti di qualita' delle informazioni  diffuse,  individuando,  in particolare,  i   necessari   adeguamenti   da   parte   di   singole amministrazioni con propri regolamenti, le procedure di  validazione, i controlli anche sostitutivi, le competenze professionali  richieste per  la  gestione  delle  informazioni  diffuse  attraverso  i   siti istituzionali,  nonche'  i  meccanismi  di  garanzia   e   correzione attivabili su richiesta di chiunque vi abbia interesse.    5. Le amministrazioni  di  cui  all'articolo  11,  nell'adempimento degli obblighi di pubblicazione  previsti  dalla  normativa  vigente, sono tenute a conformarsi agli standard, ai modelli ed agli schemi di cui al comma 1.

Art. 49                           Norme transitorie e finali      1. L'obbligo di pubblicazione  dei  dati  di  cui  all'articolo  24 decorre dal termine di sei mesi dalla data di entrata in  vigore  del presente decreto.    2. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sono determinate le modalita' di applicazione delle disposizioni  del presente decreto alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  in considerazione delle peculiarita' del relativo ordinamento  ai  sensi degli articoli 92 e 95 della Costituzione.    3. Le sanzioni di cui all'articolo 47 si  applicano,  per  ciascuna amministrazione,  a  partire  dalla  data  di  adozione   del   primo aggiornamento  annuale  del  Piano  triennale  della  trasparenza   e comunque a partire dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto.    4. Le regioni a Statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano possono individuare forme e  modalita'  di  applicazione  del presente  decreto  in   ragione   della   peculiarita'   dei   propri ordinamenti.

Note all'art. 49:                Si riporta il  testo  degli  articoli  92  e  95  della           Costituzione:                «Art. 92. Il Governo della Repubblica e'  composto  del           Presidente del Consiglio e dei Ministri, che  costituiscono           insieme il Consiglio dei ministri.                Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del           Consiglio  dei  ministri  e,  su  proposta  di  questo,   i           Ministri»                «Art. 95. Il  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri           dirige  la  politica  generale  del   Governo   e   ne   e'           responsabile. Mantiene la unita' di indirizzo  politico  ed           amministrativo, promovendo e  coordinando  l'attivita'  dei           Ministri.                I Ministri sono responsabili collegialmente degli  atti           del Consiglio dei ministri, e  individualmente  degli  atti           dei loro dicasteri.                La legge provvede all'ordinamento della Presidenza  del           Consiglio  e  determina  il  numero,  le   attribuzioni   e           l'organizzazione dei Ministeri.».

Art. 50                             Tutela giurisdizionale      1. Le controversie relative agli obblighi di  trasparenza  previsti dalla normativa vigente sono disciplinate dal decreto  legislativo  2 luglio 2010, n. 104.

Note all'art. 50:                Il decreto legislativo 2 luglio 2010, n.  104,  recante           (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n.           69, recante delega al governo per il riordino del  processo           amministrativo), e' pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  7           luglio 2010, n. 156.

Art. 51                             Invarianza finanziaria      1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza  pubblica.  Le  amministrazioni interessate provvedono  agli  adempimenti  previsti  con  le  risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 52                       Modifiche alla legislazione vigente      1. Alla legge 5 luglio 1982, n. 441,  sono  apportate  le  seguenti modifiche:      a) all'articolo 1, primo comma:    1) al numero 2), dopo le parole: «ai Ministri,»  sono  inserite  le seguenti: «ai Vice Ministri,»;    2) al numero 3), dopo le parole: «ai  consiglieri  regionali»  sono inserite le seguenti: «e ai componenti della giunta regionale»;    3) al numero 4), dopo le parole: «ai consiglieri provinciali»  sono inserite le seguenti: «e ai componenti della giunta provinciale»;    4) al numero 5), le parole: «ai consiglieri di comuni capoluogo  di provincia ovvero con popolazione superiore ai 50.000  abitanti»  sono sostituite dalle seguenti: «ai consiglieri  di  comuni  capoluogo  di provincia ovvero con popolazione superiore ai 15.000 abitanti;»;      b) all'articolo 2, secondo comma, le  parole:  «del  coniuge  non separato e dei figli conviventi, se gli stessi  vi  consentono»  sono sostituite dalle seguenti: «del coniuge  non  separato,  nonche'  dei figli e dei parenti entro il  secondo  grado  di  parentela,  se  gli stessi vi consentono».    2. All'articolo 12, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241,  le parole: «ed alla pubblicazione» sono soppresse.    3. L'articolo 54 del decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.  82,  e' sostituito  dal  seguente:  «Art.  54.  (Contenuto  dei  siti   delle pubbliche   amministrazioni).   -   1.   I   siti   delle   pubbliche amministrazioni contengono i  dati  di  cui  al  decreto  legislativo recante il riordino della  disciplina  riguardante  gli  obblighi  di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni da parte  delle pubbliche amministrazioni, adottato ai sensi dell'articolo  1,  comma 35, della legge 6 novembre 2012, n. 190».    4. Al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, sono apportate  le seguenti modificazioni:    a) all'articolo  23,  comma  1,  dopo  la  parola:  «accesso»  sono inserite le seguenti: «e trasparenza amministrativa»;    b)  all'articolo  87,  comma  2,  lettera  c),  dopo   la   parola: «amministrativi» sono inserite le seguenti: «e  di  violazione  degli obblighi di trasparenza amministrativa»;    c)  all'articolo  116,  comma  1,  dopo   le   parole:   «documenti amministrativi» sono inserite le seguenti: «, nonche' per  la  tutela del  diritto  di  accesso  civico  connessa  all'inadempimento  degli obblighi di trasparenza»;    d) all'articolo 116, comma 4, dopo le parole:  «l'esibizione»  sono inserite le seguenti: «e, ove previsto, la pubblicazione»;    e) all'articolo 133, comma 1, lettera a), n. 6),  dopo  la  parola: «amministrativi» sono  inserite  le  seguenti:  «e  violazione  degli obblighi di trasparenza amministrativa».    5. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto,  qualsiasi rinvio al Programma triennale per la trasparenza  e  l'integrita'  di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.  150, si intende riferito all'articolo 10.

Note all'art. 52:                Si riporta il testo dell'articolo 1, primo comma, della           citata legge n. 441 del 1982, come modificato dal  presente           decreto:                 «Art. 1.                Le disposizioni della presente legge si applicano:                1) ai membri del Senato della Repubblica e della Camera           dei deputati;                2)  al  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,   ai           Ministri, ai Vice Ministri, ai Sottosegretari di Stato;                3) ai  consiglieri  regionali  e  ai  componenti  della           giunta regionale;                4) ai consiglieri provinciali  e  ai  componenti  della           giunta provinciale;                5) ai consiglieri  di  comuni  capoluogo  di  provincia           ovvero con popolazione superiore ai 15.000 abitanti;                5-bis)  ai  membri  del  Parlamento  europeo  spettanti           all'Italia. ».                Per il testo  dell'articolo  2,  secondo  comma,  della           citata legge n. 441 del 1982, come modificato dal  presente           decreto, si veda nelle note all'art. 14.                Si riporta il testo dell'articolo 12,  comma  1,  della           citata legge n. 241 del 1990, come modificato dal  presente           decreto:                 «Art.  12.  Provvedimenti  attributivi   di   vantaggi           economici                1. La concessione di sovvenzioni,  contributi,  sussidi           ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici           di qualunque genere a persone ed enti  pubblici  e  privati           sono subordinate  alla  predeterminazione  da  parte  delle           amministrazioni  procedenti,  nelle  forme   previste   dai           rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle  modalita'  cui           le amministrazioni stesse devono attenersi.                (Omissis).».                Si riporta il testo  dell'articolo  23,  comma  1,  del           citato decreto legislativo n. 104 del 2010, come modificato           dal presente decreto:                «Art. 23. Difesa personale delle parti                1. Le parti possono  stare  in  giudizio  personalmente           senza l'assistenza del difensore nei giudizi in materia  di           accesso e trasparenza amministrativa, in materia elettorale           e nei giudizi relativi al diritto dei cittadini dell'Unione           europea e dei loro familiari di circolare e di  soggiornare           liberamente nel territorio degli Stati membri. ».                Si riporta il testo dell'articolo 87,  comma  2,  lett.           c), del citato decreto legislativo n. 104  del  2010,  come           modificato dal presente decreto :                «Art. 87. Udienze pubbliche e procedimenti in camera di           consiglio                (Omissis).                2. Oltre agli altri  casi  espressamente  previsti,  si           trattano in camera di consiglio:                a) i giudizi cautelari e quelli relativi all'esecuzione           delle misure cautelari collegiali;                b) il giudizio in materia di silenzio;                c) il giudizio  in  materia  di  accesso  ai  documenti           amministrativi  e   di   violazione   degli   obblighi   di           trasparenza amministrativa;                d) i giudizi di ottemperanza;                e) i giudizi in opposizione ai decreti che  pronunciano           l'estinzione o l'improcedibilita' del giudizio.                (Omissis).».                Si riporta il testo dell'articolo 116, commi 1 e 4, del           citato decreto legislativo n. 104 del 2010, come modificato           dal presente decreto:                 «Art. 116. Rito in materia  di  accesso  ai  documenti           amministrativi                1. Contro le determinazioni e contro il silenzio  sulle           istanze di accesso ai documenti amministrativi, nonche' per           la  tutela  del  diritto   di   accesso   civico   connessa           all'inadempimento degli obblighi di trasparenza il  ricorso           e' proposto entro  trenta  giorni  dalla  conoscenza  della           determinazione impugnata o dalla formazione  del  silenzio,           mediante notificazione all'amministrazione e ad  almeno  un           controinteressato. Si applica l' articolo  49.  Il  termine           per  la  proposizione  di  ricorsi  incidentali  o   motivi           aggiunti e' di trenta giorni.                (Omissis).                4.  Il   giudice   decide   con   sentenza   in   forma           semplificata;   sussistendone   i    presupposti,    ordina           l'esibizione  e,  ove  previsto,   la   pubblicazione   dei           documenti richiesti, entro un  termine  non  superiore,  di           norma, a trenta giorni, dettando, ove occorra, le  relative           modalita'.                (Omissis).».                Si riporta il testo dell'articolo 133, comma  1,  lett.           a) , numero 6), del citato decreto legislativo n.  104  del           2010, come modificato dal presente decreto:                 «Art. 133. Materie di giurisdizione esclusiva                1.  Sono  devolute  alla  giurisdizione  esclusiva  del           giudice  amministrativo,  salvo  ulteriori  previsioni   di           legge:                a) le controversie in materia di:                1)  risarcimento  del  danno  ingiusto   cagionato   in           conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del  termine           di conclusione del procedimento amministrativo;                2) formazione, conclusione ed esecuzione degli  accordi           integrativi o sostitutivi di provvedimento amministrativo e           degli accordi fra pubbliche amministrazioni;                3) silenzio di cui all'articolo 31, commi 1, 2 e  3,  e           provvedimenti espressi adottati  in  sede  di  verifica  di           segnalazione  certificata,  denuncia  e  dichiarazione   di           inizio attivita', di  cui  all'articolo  19,  comma  6-ter,           della legge 7 agosto 1990, n. 241;                4)  determinazione  e  corresponsione   dell'indennizzo           dovuto in caso di revoca del provvedimento amministrativo;                5) nullita' del provvedimento  amministrativo  adottato           in violazione o elusione del giudicato;                6) diritto di accesso  ai  documenti  amministrativi  e           violazione degli obblighi di trasparenza amministrativa;                (Omissis).».                Si riporta il testo dell'articolo 11 del citato decreto           legislativo n. 150 del 2009:                «Art. 11. Trasparenza                1. La trasparenza e' intesa come accessibilita' totale,           anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui  siti           istituzionali  delle   amministrazioni   pubbliche,   delle           informazioni concernenti ogni aspetto  dell'organizzazione,           degli  indicatori  relativi  agli  andamenti  gestionali  e           all'utilizzo  delle  risorse  per  il  perseguimento  delle           funzioni istituzionali,  dei  risultati  dell'attivita'  di           misurazione e valutazione svolta dagli  organi  competenti,           allo scopo di  favorire  forme  diffuse  di  controllo  del           rispetto dei principi di buon  andamento  e  imparzialita'.           Essa  costituisce  livello  essenziale  delle   prestazioni           erogate   dalle   amministrazioni   pubbliche   ai    sensi           dell'articolo  117,  secondo  comma,  lettera   m),   della           Costituzione.                2.  Ogni  amministrazione,  sentite   le   associazioni           rappresentate nel Consiglio  nazionale  dei  consumatori  e           degli  utenti,  adotta  un  Programma  triennale   per   la           trasparenza e l'integrita', da aggiornare annualmente,  che           indica le iniziative previste per garantire:                a) un adeguato livello di trasparenza, anche sulla base           delle  linee  guida  elaborate  dalla  Commissione  di  cui           all'articolo 13;                b)  la  legalita'   e   lo   sviluppo   della   cultura           dell'integrita'.                3. Le amministrazioni pubbliche garantiscono la massima           trasparenza in  ogni  fase  del  ciclo  di  gestione  della           performance.                4. Ai fini  della  riduzione  del  costo  dei  servizi,           dell'utilizzo delle tecnologie  dell'informazione  e  della           comunicazione, nonche' del conseguente risparmio sul  costo           del  lavoro,  le   pubbliche   amministrazioni   provvedono           annualmente ad individuare i servizi erogati,  agli  utenti           sia finali che intermedi, ai sensi dell'articolo 10,  comma           5, del decreto  legislativo  7  agosto  1997,  n.  279.  Le           amministrazioni provvedono altresi' alla  contabilizzazione           dei costi e all'evidenziazione dei  costi  effettivi  e  di           quelli imputati al personale  per  ogni  servizio  erogato,           nonche' al  monitoraggio  del  loro  andamento  nel  tempo,           pubblicando i relativi dati sui propri siti istituzionali.                5.  Al  fine  di  rendere  effettivi  i   principi   di           trasparenza, le pubbliche amministrazioni provvedono a dare           attuazione agli adempimenti relativi alla posta elettronica           certificata di cui all'articolo 6,  comma  1,  del  decreto           legislativo del 7 marzo 2005,  n.  82,  agli  articoli  16,           comma 8, e 16-bis, comma 6, del decreto-legge  29  novembre           2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28           gennaio 2009, n. 2, e di  cui  all'articolo  34,  comma  1,           della legge 18 giugno 2009, n. 69.                6.  Ogni  amministrazione  presenta  il  Piano   e   la           Relazione sulla performance di cui all'articolo  10,  comma           1, lettere a) e b),  alle  associazioni  di  consumatori  o           utenti, ai centri di ricerca e  a  ogni  altro  osservatore           qualificato,  nell'ambito  di   apposite   giornate   della           trasparenza senza nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza           pubblica.                7.  Nell'ambito  del   Programma   triennale   per   la           trasparenza e l'integrita' sono specificate le modalita', i           tempi di attuazione, le risorse dedicate e gli strumenti di           verifica dell'efficacia delle iniziative di cui al comma 2.                8. Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare  sul           proprio sito istituzionale in apposita  sezione  di  facile           accesso  e  consultazione,  e   denominata:   «Trasparenza,           valutazione e merito»:                a)  il  Programma  triennale  per  la   trasparenza   e           l'integrita' ed il relativo stato di attuazione;                b) il Piano e la Relazione di cui all'articolo 10;                c) l'ammontare complessivo  dei  premi  collegati  alla           performance   stanziati    e    l'ammontare    dei    premi           effettivamente distribuiti;                d)  l'analisi   dei   dati   relativi   al   grado   di           differenziazione nell'utilizzo della premialita' sia per  i           dirigenti sia per i dipendenti;                e) i nominativi ed i  curricula  dei  componenti  degli           Organismi indipendenti di valutazione  e  del  Responsabile           delle funzioni di  misurazione  della  performance  di  cui           all'articolo 14;                f)  i  curricula  dei  dirigenti  e  dei  titolari   di           posizioni organizzative, redatti in conformita' al  vigente           modello europeo;                g)  le  retribuzioni  dei  dirigenti,   con   specifica           evidenza sulle componenti variabili  della  retribuzione  e           delle componenti legate alla valutazione di risultato;                h)  i  curricula  e  le  retribuzioni  di  coloro   che           rivestono incarichi di indirizzo politico-amministrativo;                i)  gli  incarichi,  retribuiti   e   non   retribuiti,           conferiti ai dipendenti pubblici e a soggetti privati.                9. In caso di  mancata  adozione  e  realizzazione  del           Programma triennale per la trasparenza e l'integrita' o  di           mancato assolvimento degli obblighi di pubblicazione di cui           ai commi 5  e  8  e'  fatto  divieto  di  erogazione  della           retribuzione di risultato ai dirigenti preposti agli uffici           coinvolti.».

Art. 53                     Abrogazione espressa di norme primarie      1. Dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  sono abrogate le seguenti disposizioni:    a) articolo 26, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241;    b) articolo 1, comma 127, della legge 23 dicembre 1996, n.  662,  e successive modificazioni;    c) articolo 41-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;    d) articoli 40-bis, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;    e) articolo 19, comma 3-bis,  del  decreto  legislativo  30  giugno 2003, n. 196;    f) articolo 57 del decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e successive modificazioni;    g) articolo 3, comma 18, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;    h) articolo 21, comma 1, art. 23, commi 1, 2 e 5,  della  legge  18 giugno 2009, n. 69;    i) articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150;    l) articolo 6, comma 1, lettera b), e  comma  2,  lettera  b),  del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106;    o) articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91;    p) articolo 8 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.  98,  convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 11;    q) articolo 6, comma 6, della legge 11 novembre 2011, n. 180;    r) articolo 9 del decreto legislativo 29 novembre 2011, n. 228;    s) articolo 14, comma 2, del decreto-legge 9 febbraio 2012,  n.  5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35;    t) articolo 18 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134;    u) articolo 5, comma 11-sexies, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.      Dato a Roma, addi' 14 marzo 2013                                 NAPOLITANO                                      Monti, Presidente del  Consiglio  dei                                 Ministri                                    Patroni  Griffi,  Ministro   per   la                                 pubblica   amministrazione    e    la                                 semplificazione    Visto, il Guardasigilli: Severino

Note all'art. 53:                Si riporta il testo dell'articolo 26 della citata legge           n. 241 del 1990, come modificata dal presente decreto:                 «Art. 26. Obbligo di pubblicazione                1. (abrogato).                2. Sono altresi' pubblicate, nelle forme  predette,  le           relazioni annuali della Commissione di cui all'articolo  27           e, in generale, e' data la massima pubblicita' a  tutte  le           disposizioni attuative della presente legge e  a  tutte  le           iniziative dirette a precisare ed a  rendere  effettivo  il           diritto di accesso.                3. Con la pubblicazione di cui al comma 1, ove essa sia           integrale, la liberta' di accesso ai documenti indicati nel           predetto comma 1 s'intende realizzata.».                Il testo  della  legge  23  dicembre  1996,  n.  662  ,           modificata dal presente decreto, e' pubblicata nella  Gazz.           Uff. 28 dicembre 1996, n. 303, S.O.                Il  decreto  legislativo  18  agosto  2000,   n.   267,           modificato dal presente decreto, e' pubblicato nella  Gazz.           Uff. 28 settembre 2000, n. 227, S.O.                Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , e'                pubblicato nella Gazz. Uff. 9 maggio 2001, n. 106, S.O.                Si riporta il testo dell'articolo 19 del citato decreto           legislativo 30 giugno 2003, n.  196,  come  modificato  dal           presente decreto:                «Art. 19. Principi applicabili al trattamento  di  dati           diversi da quelli sensibili e giudiziari                1. Il trattamento da  parte  di  un  soggetto  pubblico           riguardante dati diversi da quelli sensibili  e  giudiziari           e' consentito, fermo restando quanto previsto dall'articolo           18, comma 2, anche in mancanza di una norma di legge  o  di           regolamento che lo preveda espressamente.                2. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico ad           altri soggetti pubblici e' ammessa quando  e'  prevista  da           una norma di legge o di regolamento. In  mancanza  di  tale           norma  la  comunicazione  e'  ammessa  quando  e'  comunque           necessaria per lo svolgimento di funzioni  istituzionali  e           puo' essere iniziata  se  e'  decorso  il  termine  di  cui           all'articolo 39, comma  2,  e  non  e'  stata  adottata  la           diversa determinazione ivi indicata.                3. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico  a           privati o a enti pubblici  economici  e  la  diffusione  da           parte di  un  soggetto  pubblico  sono  ammesse  unicamente           quando  sono  previste  da  una  norma  di   legge   o   di           regolamento.                3-bis. (abrogato).».                Il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  modificato           dal presente decreto, e' pubblicato  nella  Gazz.  Uff.  16           maggio 2005, n. 112, S.O.                La legge 24  dicembre  2007,  n.  244,  modificato  dal           presente  decreto,  e'   pubblicata  nella  Gazz.  Uff.  28           dicembre 2007, n. 300, S.O.                La legge 18 giugno 2009, n. 69, modificato dal presente           decreto, e' pubblicata nella Gazz. Uff. 19 giugno 2009,  n.           140, S.O.                 Il  decreto  legislativo  27  ottobre  2009,  n.  150,           modificato dal presente decreto, e' pubblicato nella  Gazz.           Uff. 31 ottobre 2009, n. 254, S.O.                 Il decreto-legge 13 maggio 2011,  n.  70,  convertito,           con modificazioni, dalla legge  12  luglio  2011,  n.  106,           modificato dal presente decreto, e' pubblicato nella  Gazz.           Uff. 13 maggio 2011, n. 110.                Il  decreto  legislativo  31  maggio   2011,   n.   91,           modificato dal presente decreto, e' pubblicato nella  Gazz.           Uff. 24 giugno 2011, n. 145.                Il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito  con           modificazioni  dalla  legge  15  luglio   2011,   n.   111,           modificato dal presente decreto, e' pubblicato nella  Gazz.           Uff. 6 luglio 2011, n. 155.                La legge 11  novembre  2011,  n.  180,  modificata  dal           presente  decreto,  e'  pubblicata  nella  Gazz.  Uff.   14           novembre 2011, n. 265.                Il  decreto  legislativo  29  novembre  2011,  n.  228,           modificato dal presente decreto, e' pubblicato nella  Gazz.           Uff. 6 febbraio 2012, n. 30.                Il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito  con           modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35,  modificato           dal presente decreto, e'  pubblicato  nella  Gazz.  Uff.  9           febbraio 2012, n. 33, S.O.                Il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito  con           modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, modificato           dal presente decreto, e' pubblicato  nella  Gazz.  Uff.  26           giugno 2012, n. 147, S.O.                Il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito  con           modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, modificato           dal presente decreto, e'  pubblicato  nella  Gazz.  Uff.  6           luglio 2012, n. 156, S.O. 1

Allegato      1. Struttura delle informazioni sui siti istituzionali.            La sezione dei siti istituzionali denominata "Amministrazione   trasparente" deve essere organizzata in sotto-sezioni all'interno    delle quali devono essere inseriti i documenti, le informazioni   e i dati previsti dal presente decreto. Le sotto-sezioni di primo     e secondo livello e i relativi contenuti sono indicati nella         Tabella 1. Le sotto-sezioni devono essere denominate               esattamente come indicato in Tabella 1.

 

Tabella 1: Sotto-sezioni della sezione "Amministrazione trasparente" e relativi contenuti.  La sezione "Amministrazione trasparente" deve essere organizzata in modo che  cliccando  sull'identificativo  di  una  sotto-sezione  sia possibile  accedere  ai  contenuti  della  sotto-sezione  stessa,   o all'interno della stessa pagina "Amministrazione  trasparente"  o  in una pagina specifica  relativa  alla  sotto-sezione.  L'obiettivo  di questa organizzazione e' l'associazione univoca tra una sotto-sezione e uno specifico in modo che sia  possibile  raggiungere  direttamente dall'esterno la sotto-sezione di interesse. A tal fine e'  necessario che i collegamenti ipertestuali associati alle singole  sotto-sezioni siano mantenute  invariate  nel  tempo,  per  evitare  situazioni  di "collegamento non raggiungibile" da parte di accessi esterni.      L'elenco dei contenuti indicati  per  ogni  sotto-sezione  sono  da considerarsi i contenuti minimi  che  devono  essere  presenti  nella sotto-sezione  stessa,  ai  sensi  del  presente  decreto.  In   ogni sotto-sezione  possono  essere  comunque  inseriti  altri  contenuti, riconducibili all'argomento  a  cui  si  riferisce  la  sotto-sezione stessa,  ritenuti  utili  per  garantire  un   maggior   livello   di trasparenza. Eventuali ulteriori contenuti da pubblicare ai  fini  di trasparenza  e  non  riconducibili  a  nessuna  delle   sotto-sezioni indicate  devono  essere  pubblicati   nella   sotto-sezione   "Altri contenuti".      Nel  caso  in  cui  sia   necessario   pubblicare   nella   sezione "Amministrazione trasparente" informazioni, documenti o dati che sono gia' pubblicati in altre  parti  del  sito,  e'  possibile  inserire, all'interno   della   sezione   "Amministrazione   trasparente",   un collegamento ipertestuale ai contenuti stessi,  in  modo  da  evitare duplicazione     di     informazioni     all'interno     del     sito dell'amministrazione.  L'utente  deve  comunque  poter  accedere   ai contenuti di interesse dalla  sezione  "Amministrazione  trasparente" senza dover effettuare operazioni aggiuntive.

 

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Aprile 2013 16:30